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Lo studente fuori sede non paga il canone Rai

4 Gennaio 2017
Lo studente fuori sede non paga il canone Rai

Ho un figlio che studia fuori sede e che ha affittato una camera: spetta a lui pagare il canone tv o al proprietario dell’appartamento?

Lo studente non deve pagare il canone Rai solo se è ancora residente con la famiglia anagrafica. Diversamente, se ha spostato la propria residenza nel Comune ove studia, è tenuto a pagare l’abbonamento tv, anche se il televisore è di proprietà del padrone di casa e se nell’appartamento convivono altri studenti. Ma procediamo con ordine.

Studente fuori sede residente con la famiglia di origine

Il canone Rai si paga una sola volta per ciascuna famiglia, a prescindere dal numero di persone residenti nell’immobile, dal numero di televisioni presenti all’interno dell’immobile, dal numero di immobili di proprietà di chi esegue il pagamento con all’interno una televisione.

Tanto per fare qualche esempio:

  • il padre paga una sola volta il canone Rai per la moglie e per tutti i figli, a condizione che tanto la moglie quanto i figli siano ancora con lui residenti, a prescindere dal fatto che, per esigenze temporanee, si trovino a vivere altrove (è il caso dello studente fuori sede);
  • il padre paga una sola volta il canone Rai se all’interno della televisione vi sono più apparecchi tv;
  • il padre paga una sola volta il canone Rai se è proprietario di più case (ad esempio quella di residenza e quella vacanze) e, all’interno di esse, vi sono svariati apparecchi tv.

Il canone Rai, contrariamente a quello che si crede, è infatti legato al concetto di residenza nell’immobile e non alla detenzione o al possesso. Per cui, se una persona va a vivere in affitto in un appartamento, ma mantiene la propria residenza con la famiglia di origine, egli non deve pagare il canone Rai in quanto è “coperto” dal versamento effettuato da chi è l’intestatario della bolletta della luce nell’immobile di residenza.

Ricordiamo infatti che, dal 2016, l’abbonamento tv si corrisponde attraverso addebito sulla bolletta della luce: il pagamento viene fatto, ovviamente, dall’intestatario dell’utenza e copre tutti i soggetti con lui residenti.

Pertanto, se il coniuge o i figli cambiano residenza, essi saranno tenuti a pagare autonomamente il canone Rai.

Quanto sopra è reso evidente dalla legge di stabilità per il 2016 che ha modificato il meccanismo di riscossione dell’imposta sulla detenzione degli apparecchi televisivi. La norma stabilisce testualmente: il canone è dovuto una sola volta per ciascun nucleo familiare in relazione alla fornitura elettrica dell’immobile ove si è stabilita la residenza anagrafica. In altri termini, ciascun nucleo familiare versa un solo canone.

Studente fuori sede con residenza autonoma

Lo studente fuori sede, con residenza autonoma e che vive in un appartamento preso in affitto, è tenuto al versamento per le stesse ragioni che abbiamo appena chiarito.

Infatti, contrariamente a quanto si crede, il canone Rai è un’imposta sulla detenzione dell’apparecchio televisivo (o di altro apparecchio atto a ricevere onde audio e video): il concetto di detenzione è molto più ampio di quello di proprietà o di possesso e implica qualsiasi forma di utilità e utilizzo dell’oggetto, anche la semplice visione della tv quando l’apparecchio è collocato nella stessa stanza condivisa con altri studenti.

Dunque, a prescindere dal fatto che la televisione sia di proprietà del padrone di casa o dell’inquilino-studente o, ancora, di altri ragazzi che convivono con lui e con lui dividono le spese di affitto, chiunque vede la tv all’interno di tale appartamento e vi ha fissato la propria residenza (anche se in affitto) dovrà pagare il canone Rai. Di converso, tale versamento non è dovuto se, all’interno della casa, non è presente alcun televisore.

Un’ipotesi particolare potrebbe essere quella dell’appartamento locato a più studenti e solo uno di questi detenga una televisione che la conserva dentro la propria stanza, senza condividerla con gli altri coinquilini. In tal caso, solo l’utilizzatore è tenuto al pagamento dell’imposta e non gli altri coinquilini.

Un’ultima precisazione riguarda le modalità di pagamento. Se il contratto della luce è ancora intestato al padrone di casa, la compagnia elettrica non addebiterà il canone Rai sulla bolletta della luce poiché l’importo gli viene già inserito nella fattura dell’immobile di residenza (e, come abbiamo detto, il pagamento del canone è dovuto una sola volta, a prescindere dal numero di immobili di proprietà). Pertanto il pagamento dell’abbonamento tv andrà effettuato con F24 secondo le scadenze indicate dalla legge.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Salve,
    Io vivo in affitto in un appartamento dove ho anche la residenza anagrafica, ma la bolletta della luce è intestata al padrone di casa. Non detengo nessun televisore in casa, e volevo sapere se, pur non avendo a nome mio un utenza elettrica, devo comunque comunicare all’Agenzia delle Entrate che non detengo l’apparecchio TV. Sul sito dell’Agenzia è specificato che l’autocertificazione la può presentare solo chi è titolare di un’utenza elettrica.
    Grazie!

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