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Magliette con frasi simpatiche: non c’è contraffazione

27 agosto 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 agosto 2012



T-shirt con marchi noti e frasi simpatiche: non c’è contraffazione perché non si inducono i consumatori a credere che si tratti di prodotti originali.

Vendere t-shirt con frasi uguali a quelle apposte sui propri prodotti da altre società commerciali non costituisce contraffazione [1].

È il pensiero recentemente espresso dalla Corte di Cassazione [2]. Secondo i giudici, infatti, per aversi contraffazione è necessario riprodurre proprio i marchi o i segni distintivi (intesi come nomi e/o figure) di altra azienda, ma non le semplici frasi ad essi accostati. Per indurre in errore i consumatori, infatti, è necessaria la riproduzione del segno distintivo e non già dei semplici motivi estetico-creativi: questi ultimi, infatti, non servono a indentificare il produttore del bene e, pertanto, non potrebbero mai trarre in inganno il pubblico sull’origine del bene.

A tutto voler concedere, una condotta del genere può configurare atti di concorrenza sleale o altri illeciti civilistici

 

 

note

[1] Art. 517 – Vendita di prodotti industriali con segni mendaci: “Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell’ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, provenienza o qualità dell’opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a ventimila euro”.

[2] Cass. sent. n. 29410 del 6 luglio 2012.


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