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Ricongiunzione dei contributi: come funziona, la guida

5 Novembre 2016


Ricongiunzione dei contributi: come funziona, la guida

> Business Pubblicato il 5 Novembre 2016



Quanto costa ricongiungere i contributi, a cosa serve, perchè effettuarla, ecco tutti i dettagli.

La ricongiunzione dei contributi è una possibilità della quale possono usufruire i lavoratori che hanno periodi di contribuzione accreditati in diverse gestioni previdenziali.

Lo scopo è quello di ottenere un’unica prestazione pensionistica, valorizzando i vari spezzoni di vita contributiva versati in varie casse previdenziali [1].

Come si effettua la ricongiunzione

La ricongiunzione si effettua su domanda del diretto interessato o dei suoi superstiti e deve comprendere tutti i periodi di contribuzione (obbligatoria, volontaria, figurativa, riscattata) che il lavoratore ha maturato in almeno due diverse forme previdenziali fino al momento della richiesta.

I periodi che vengono ricompresi nella ricongiunzione non devono essere tuttavia già stati utilizzati per liquidare una pensione diretta.

Qual è la caratteristica tipica della ricongiunzione?

Si parla di ricongiunzione perchè i contributi si ricongiungono in un’unica gestione e vengono di conseguenza trattati come se fossero sempre stati parte del fondo in cui vengono unificati. La pensione che deriva dalla ricongiunzione è la pensione del fondo in cui i contributi vengono ricongiunti e segue dunque requisiti e modalità operative del fondo stesso.

Come fare domanda di ricongiunzione

La domanda di ricongiunzione deve essere presentata presso la sede dell’Istituto, dell’Ente, o della Cassa previdenziale, del Fondo o della gestione previdenziale nella quale si chiede di ricongiungere i diversi periodi.

Quante volte si può richiedere la ricongiunzione dei contributi?

La ricongiunzione generalmente può essere esercitata una sola volta, tuttavia si prevede la possibilità di una seconda ricongiunzione nei seguenti casi:

  • dopo almeno dieci anni dalla prima, con almeno cinque anni di contribuzione per effettivo lavoro
  • al momento del pensionamento e solo nella stessa gestione nella quale ha operato la precedente ricongiunzione;

Quanto costa la ricongiunzione?

La ricongiunzione non è un’operazione a costo zero. Non è possibile quantificare con precisone gli oneri a carico del richiedente “in linea di principio”, perchè essi sono variabili a seconda della sua retribuzione, dell’età anagrafica, dell’anzianità contributiva complessiva e dell’importo del contributo che si intende trasferire da una gestione all’altra.

L’importo da pagare viene notificato dall’Inps con il provvedimento di accoglimento della domanda di ricongiunzione.

Nel provvedimento di accoglimento, notificato a mezzo raccomandata, sono indicate le modalità da seguire per il pagamento e sono precisati i termini previsti per effettuare il versamento.

Come si paga la ricongiunzione?

La ricongiunzione si paga attraverso dei bollettini MAV o tramite RID o ancora attraverso lo sportello Reti Amiche (tabaccherie e banche convenzionate) o, infine, direttamente sul sito Inps o tramite contact center.

Il pagamento può avvenire:

  • in unica soluzione, entro 60 giorni dalla data di ricezione del provvedimento;
  • in forma rateale (la rateazione non può superare la metà dei mesi ricongiunti, prevede un primo versamento di importo pari a tre rate e comporta maggiorazione di interessi)

note

[1]  L. 29/1979 e L. 45/1990 e ss.mm.ii.


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