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Rottura dell’acquedotto e responsabilità del privato

6 Gennaio 2017 | Autore:
Rottura dell’acquedotto e responsabilità del privato

Quale tipo di responsabilità è configurabile in caso di rottura di tubazioni dell’acquedotto comunale inglobate in proprietà privata?

Occorre premettere che la giurisprudenza ha più volte ribadito che la responsabilità del proprietario di un edificio o di altra costruzione per i danni cagionati dalla loro rovina può ravvisarsi solo in caso di danni derivanti dagli elementi (anche accessori ma) strutturali dell’edificio o di altra costruzione e perciò da parti essenziali degli stessi, ossia di danni derivanti dall’azione dinamica del materiale facente parte della struttura della costruzione e non da qualsiasi disgregazione sia pure limitata dell’edificio o di elementi o manufatti accessori non facenti parte della struttura della costruzione.

In particolare, la S.C. (Cass. 6 maggio 2008, n. 11053) ha confermato la sentenza impugnata con cui era stata esclusa la responsabilità ex art. 2053 c.c. dell’intimato Comune per i danni subiti dalla ricorrente-attrice in seguito alla rottura di una tubazione dell’acquedotto comunale rilevando che l’edificio era di proprietà della stessa ricorrente-attrice e che la tubatura comunale, di per sé, non poteva essere considerata né edificio, né costruzione tale da poterne derivare, in caso di rovina, la responsabilità oggettiva del suo proprietario.

Interessante è all’uopo la chiarificazione operata dal Collegio, secondo cui l’impertinenza del riferimento alla disposizione dell’art. 2053 c.c., deriva, inoltre, dalla considerazione che la responsabilità del proprietario d’un edificio o di altra costruzione per i danni cagionati dalla loro rovina può ravvisarsi solo in caso di danni derivanti dagli elementi (anche accessori ma) strutturali dell’edificio o di altra costruzione e perciò da parti essenziali degli stessi, ossia di danni derivanti dall’azione dinamica del materiale facente parte della struttura della costruzione e non da qualsiasi disgregazione sia pure limitata dell’edificio o di elementi o manufatti accessori non facenti parte della struttura della costruzione (Cass. 14 gennaio 1988, n. 212).

Bisogna allora osservare che la tubatura, di per sè, non può essere considerata né edificio, né costruzione tale da poterne derivare, in caso di rovina, la responsabilità oggettiva del suo proprietario.

In conclusione

Nel caso ipotizzato non è invocabile la responsabilità ex art. 2053 c.c., ma solo quella ai sensi dell’art. 2051 c.c. del proprietario-custode della tubatura da cui si sono originate le perdite che hanno causato il danno.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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