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Danni causati da un cancello

6 Gennaio 2017 | Autore:
Danni causati da un cancello

Che succede nel caso di soggetto investito da cancello automatico azionato dall’uomo?

La dottrina prevalente ritenga che l’art. 2051 c.c concerne esclusivamente le ipotesi di danni causati da cose non azionate dall’uomo, mentre l’art. 2050 c.c. riguarda il caso in cui la cosa costituisca lo strumento necessario all’attività pericolosa (Monateri).

Va però ulteriormente specificato come altra dottrina opini che il raggio applicativo dell’art. 2051 c.c. ricomprenda anche quelle ipotesi in cui il danno derivi da un guasto o da qualsivoglia anomalia di funzionamento della cosa, mentre è utilizzata dal custode, dovendosi ritenere in tal caso interrotto il nesso causale fra il fatto dell’uomo ed il danno (Salvi).

Si tratta del resto di tesi non distonica con il portato della giurisprudenza francese, la quale non fa applicazione dell’art. 1384 c.c. fr. solo qualora nella produzione del danno emerga il ruolo meramente passivo della cosa custodita.

La stessa giurisprudenza italiana sembra aver peraltro accolto in taluni arresti tale impostazione teorica, avendo affermato l’applicabilità dell’art. 2051 c.c. e non dell’art. 2043 c.c. al danno prodotto da cose in custodia, se queste non vengono adoperate quale semplice strumento dell’attività dell’uomo, mediante l’impiego esclusivo e diretto della forza umana.

Nella specie, la Suprema Corte ha escluso l’applicabilità dell’art. 2043 c.c. al danno prodotto dal cancello meccanico del garage di un’officina nel momento del suo abbassamento, ancorché il movimento del predetto cancello fosse posto sotto il controllo di un custode, in grado di arrestarne in ogni momento la corsa, mediante l’azionamento di un pulsante. La mancata o inadeguata custodia va intesa in senso ampio comprensivo di inidoneo governo o impiego di essa da parte di chi ne ha l’obbligo (Cass. 24 febbraio 1983, n. 1425).

In conclusione

Nel caso ipotizzato la tutela risarcitoria può essere somministrata ex art. 2051 c.c.



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