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Lo sai che? Cumulo, ricongiunzione o totalizzazione per i professionisti?

Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 gennaio 2017

Contributi versati nella Cassa Forense e all’Inps: per riunirli è meglio ricongiungerli, totalizzarli o utilizzare il nuovo cumulo gratuito?

 

Sono avvocato, ho 68 anni e possiedo 33 anni versati in Cassa Forense e 7 anni versati nell’Inps prima del 92: mi conviene la ricongiunzione, il cumulo o la totalizzazione?

 

Grazie a quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2017, adesso anche per le casse professionali, compresa la Cassa Forense, è possibile usufruire dell’istituto del cumulo gratuito. Quest’istituto è una via di mezzo tra la ricongiunzione e la totalizzazione: rispetto alla ricongiunzione, ha il vantaggio di non essere oneroso e rispetto alla totalizzazione ha il vantaggio di non comportare il ricalcolo contributivo della pensione.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come funziona il cumulo gratuito e come può applicarsi al caso di un avvocato che possiede i contributi nell’Inps e nella Cassa Forense.

Nuovo cumulo gratuito: come funziona per le casse professionali

Grazie al cumulo, i contributi si sommano ai soli fini del diritto alla pensione, mentre ogni gestione liquida la sua quota di pensione, in base ai contributi versati presso la cassa stessa, ma considerando l’anzianità complessiva.

In buona sostanza, fruendo del cumulo il lettore raggiungerebbe 40 anni di contributi complessivi, dei quali 33 sarebbero liquidati dalla Cassa Forense e 7 dall’Inps, utilizzando, per entrambi, il sistema di calcolo retributivo.

In particolare, nella Cassa Forense sarebbe liquidata la pensione di vecchiaia retributiva, che, per il triennio 2014-2016, è raggiunta con un minimo di 67 anni di età più 32 anni di contribuzione (per il successivo biennio 2017-2018 ci vogliono, invece, 67 anni di età e 33 di contributi).

La quota base della pensione è calcolata con un metodo simile al sistema retributivo utilizzato dall’Inps, che considera la media dei redditi professionali (entro la soglia massima pensionabile), escluso l’ultimo (i redditi sono rivalutati per l’indice Foi dell’Istat), moltiplicata per il coefficiente 1,40% e per il numero di anni di contribuzione alla Cassa.

A proposito della moltiplicazione per il numero di anni di contribuzione alla Cassa, non è chiaro se, nel caso del cumulo gratuito, il numero degli anni vada implementato anche con le annualità versate all’Inps, oppure se si debba moltiplicare per il numero di anni versati nella sola Cassa Forense: si attende a tal proposito una circolare esplicativa da parte dell’Ente.

Nel caso preso ad esempio la differenza sarebbe rilevante, perché in un’ipotesi si moltiplicherebbe la media dei redditi per 40, nell’altro per 33, con conseguenze notevoli sull’assegno pensionistico: farebbe propendere per un’interpretazione favorevole il fatto che, nei calcoli, pur dovendosi considerare i contributi versati nella sola cassa, vada considerata l’anzianità complessiva. Tuttavia, vista la complessità nell’applicazione del cumulo, in passato applicato alle sole gestioni Inps, a gestioni con metodi di calcolo profondamente diversi, quali appunto le casse dei liberi professionisti, è necessario attendere una normativa esplicativa in merito.

Ricongiunzione e cumulo: criticità

Certamente, la ricongiunzione, da questo punto di vista, non lascia spazio a dubbi: ricongiungendo nella Cassa Forense tutti i contributi Inps, il lettore avrebbe diritto al moltiplicatore pari a 40 anni e non a 33 anni e alle rivalutazioni in misura piena. A proposito delle rivalutazioni, peraltro, la normativa originaria sul cumulo gratuito (la Legge di stabilità 2013), richiamata dalla Legge di Bilancio 2017, esclude l’applicazione delle rivalutazioni al calcolo retributivo effettuato da ciascuna gestione col cumulo. Pertanto, è necessario che sia esplicitamente chiarito anche l’aspetto relativo alle rivalutazioni da applicare nei calcoli, aspetto tutt’altro che irrilevante.

Se dovessero essere confermate le previsioni più restrittive per il pensionato, ci si troverebbe davanti, con il cumulo, a un calcolo, sì, retributivo o reddituale, ma “impoverito”, rispetto al calcolo che verrebbe applicato con la rivalutazione. Con una convenienza, dunque, limitata, considerando, però, la possibilità di integrare la pensione al trattamento minimo ( ricordiamo che l’integrazione al minimo può essere disposta solo se il reddito complessivo dell’avvocato iscritto alla Cassa e del coniuge, intesi come media degli ultimi 3 anni, non superano 3 volte il trattamento minimo stesso presso la Cassa forense).

Ricongiunzione: come funziona

Con tutta probabilità, risulterebbe dunque più conveniente la ricongiunzione, ma bisogna considerare che ricongiungere i contributi in un’unica cassa comporta dei costi non indifferenti.

Per calcolare il costo della ricongiunzione è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione (nel caso del lettore Cassa Forense), poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto (nel caso del lettore, bisognerebbe dunque considerare i contributi presenti nella Cassa Forense e nell’Inps).

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione. Infine, il costo della ricongiunzione può essere liquidato in un’unica soluzione o rateizzato, con l’applicazione degli interessi.

Totalizzazione: come funziona

La totalizzazione, invece, è gratuita e si raggiunge con:

  • 65 anni e 7 mesi di età e un minimo di 20 anni di contributi, con un periodo di 18 mesi di finestra, per la pensione di vecchiaia;
  • 40 anni di contributi complessivi più 21 mesi di finestra, per la pensione di anzianità.

La totalizzazione, però, comporta il ricalcolo contributivo delle varie quote di pensione. Pertanto, essendo questo sistema di calcolo fortemente penalizzante perché basato sui contributi versati e non sulla media delle retribuzioni, comporta notevoli svantaggi rispetto sia alla ricongiunzione, che al cumulo gratuito.

Cumulo, ricongiunzione e totalizzazione

Per valutare la convenienza, è dunque consigliabile, in primo luogo, attendere una normativa ufficiale (dovrebbe essere emanata a breve il dpcm attuativo della Legge di bilancio 2017, successivamente delle apposite circolari da parte delle varie casse professionali) che chiarisca le modalità di calcolo delle quote di pensione in caso di utilizzo del cumulo gratuito e, una volta conosciute, nel dettaglio, le modalità di calcolo, procedere a una stima dettagliata che comprenda il calcolo della pensione con le differenti ipotesi e il costo degli oneri di ricongiunzione, per poter valutare esattamente costi e benefici.


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