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Lo sai che? Il preavviso di fermo auto

Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2017

Se non si paga una multa, non tarderà ad arrivare un preavviso di fermo auto: cosa fare? Come comportarsi? Vediamolo di seguito.

Preavviso di fermo auto: cos’è?

Accade che ci si dimentichi di pagare una multa. Ed ecco che, a distanza di qualche anno, può arrivare la tanto temuta cartella esattoriale da parte di Agenzia Entrate Riscossione.

Se entro 60 giorni dalla notifica non si provvede al pagamento, Agenzia Entrate Riscossione provvederà all’invio  di un preavviso di fermo amministrativo: in pratica, così facendo, intima il pagamento di quanto dovuto entro il termine di trenta giorni; in caso contrario, eseguirà il fermo del veicolo iscrivendolo nel Pubblico Registro Automobilistico (Pra). All’automobilista, a questo punto, non resta che pagare o presentare ricorso.

 

Preavviso di fermo auto: quando fare ricorso?

Prima di procedere in tal senso, però, occorre verificare se la richiesta di pagamento per la quale viene notificato il preavviso di fermo si sia prescritta oppure no. Nel primo caso, il debitore, con l’aiuto di un avvocato, può proporre ricorso avverso il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo davanti al giudice competente.

Preavviso di fermo auto: cosa si intende per prescrizione?

Si ha prescrizione quando un soggetto non esercita il proprio diritto per un periodo di tempo previsto dalla legge, trascorso il quale tale diritto si estingue, viene – cioè – meno. Nel caso che si sta esaminando, se l’Agenzia delle Entrate Riscossione non agisce entro un dato termine per il recupero delle somme che ritiene esserle dovute, alla scadenza di tale termine, nulla potrà più pretendere.

Nell’ipotesi di multe per violazione del codice della strada il diritto dell’Ente Comunale a pretendere le somme dovute si prescrive in cinque anni che iniziano a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione [1]. Ad esempio, nel caso in cui la violazione è stata commessa nel 2008, il diritto al pagamento della multa si prescrive nel 2013.

Attenzione però: la prescrizione si può interrompere. Infatti, se il creditore o chi ha comminato la multa, nel corso dei cinque anni invia copia del verbale di contestazione, le cartelle esattoriali o anche solo delle lettere di sollecito, il decorso dei cinque anni si interrompe e riprende a decorrere dall’ultima comunicazione che il debitore riceve. Ad esempio, se la violazione viene commessa nel 2009, il diritto di pagamento relativo alla sanzione del codice della strada si prescrive nel 2014. Tuttavia, se nel 2011 l’Ente della Riscossione notifica al debitore la cartella esattoriale relativa a quel debito, il diritto non si prescrive più nel 2014, ma nel 2016.

Preavviso di fermo amministrativo: come procedere?

Se il termine della richiesta di pagamento si è prescritto, si può proporre, come detto, ricorso avverso il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo avanti al giudice di pace del proprio luogo di residenza [2]. L’opposizione deve contenere una breve esposizione dei fatti e l’indicazione che il credito si è prescritto. La richiesta deve consistere nell’annullamento del provvedimento di preavviso di fermo amministrativo notificato.

Preavviso di fermo auto: e se la cartella non è stata notificata?

Può accadere che le cartelle esattoriali non vengono mai notificate (per qualche disguido informatico o postale) o vengano notificate a indirizzi sbagliati (si pensi al caso del contribuente che si è trasferito) o notificate in modo non corretto (per esempio, il caso della consegna a un familiare che abita nello stesso palazzo, ma non convivente come, invece, prescrive il codice di procedura).

In tutti questi casi, qualsiasi pretesa di pagamento è invalida e, soprattutto, qualsiasi successivo atto dell’Ente della Riscossione, tra cui il fermo auto.

È sempre meglio, tuttavia, chiedere immediatamente la cancellazione, dalla propria posizione debitoria, di tutti gli importi non dovuti, verificando cosa sia stato notificato e cosa non lo sia. Si ricorda che una cartella potrebbe essere stata correttamente notificata anche con il deposito in Comune se il contribuente si è reso irreperibile o ha rifiutato la consegna della cartella o, avendo ricevuto l’avviso di notifica quando era assente, non si è preoccupato poi di ritirarlo presso l’ufficio postale.

A questo punto, le strade percorribili sono due:

  • la richiesta di cancellazione con un ricorso in autotutela presentato direttamente allo sportello dell’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • impugnare l’estratto di ruolo davanti al giudice, sollevando l’eccezione di mancata notifica. In questo modo, l’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrà depositare in causa tutti i documenti che provano il contrario (relata di notifica o raccomandata a.r.).

note

[1] Art. 209 cod. str.: «La prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative per violazioni previste dal presente codice è regolata dall’art. 28, l. n. 689 del 24.11.1981 si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione».

[2] Cass. ord. n. 21914 del 16.10.2014.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 16.10.2014, n. 21914

La cognizione in materia di opposizione a cartella esattoriale relativa alla riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del codice della strada, configurata come opposizione ad esecuzione non ancora iniziata (nella specie proposta per sopravvenuta prescrizione del diritto all’esazione), spetta alla competenza del giudice di pace, avuto riguardo ai criteri di competenza per materia individuati dall’art. 7 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, al pari della cognizione relativa all’opposizione al verbale di accertamento presupposto, non rilevando la circostanza che la parte abbia proposto l’opposizione dopo la notifica del preavviso di fermo amministrativo.

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