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Banche: possono non fornire al cliente i documenti richiesti?

28 Gennaio 2017
Banche: possono non fornire al cliente i documenti richiesti?

Ho ricevuto, tramite bonifico bancario, un prestito. L’Agenzia delle Entrate mi ha chiesto la provenienza dei soldi. La banca mi ha detto di non avere più la tracciabilità visto che è passato tanto tempo. Come posso risolvere?

Nel caso di specie, la risposta della Banca (il conto è stato chiuso ed è passato tanto tempo, per cui non abbiamo più la tracciabilità), ha violato la legge e, nello specifico, l’articolo 119 del T.U.B. (Testo Unico Bancario) [1] che obbliga ogni istituto di credito a fornire la documentazione richiesta dal cliente, anche se relativa a rapporto pregresso e chiuso. La norma, infatti, afferma che il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine (comunque non oltre novanta giorni), copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione.

Pertanto, il lettore dovrà richiedere per iscritto alla Banca la documentazione che le serve. Nel caso di ulteriore rifiuto, si potrà diffidare l’istituto di credito.

È vero anche, però, che il bonifico ricevuto dal datore di lavoro, senza una specifica causale della motivazione della somma indicata sull’estratto di conto corrente o sulla contabile bancaria, potrebbe non essere sufficiente a convincere l’Agenzia delle Entrate dell’esistenza di un prestito come prospettato. Pertanto, è consigliabile che il lettore acquisisca dal datore di lavoro anche un’autocertificazione contenente tale dichiarazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio


note

[1] D. lgs. n. 385 del 01.09.1993


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