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Come dividere l’eredità in presenza di un debito futuro e incerto?

31 gennaio 2017


Come dividere l’eredità in presenza di un debito futuro e incerto?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 gennaio 2017



Mia madre aveva una causa con l’Inps, per il cui importo si è fatto garante un fratello beneficiario di una donazione. Potrebbe pretendere di far rientrare tale debito nella successione?

 

Quando si apre una pratica di successione si devono considerare facenti parte dell’asse ereditario, ossia del patrimonio del defunto, oltre ai beni materiali tanto i crediti quando i debiti maturati al momento del decesso.

Ciò significa che, se all’apertura della successione della mamma del lettore il processo contro l’Inps che la vedeva coinvolta non è ancora arrivato a sentenza, non vi potrà essere un debito già certo, liquido ed esigibile a carico degli eredi. Pertanto, in questo caso, nessun debito dovrà essere inserito in successione poiché si tratta di un onere che non è ancora venuto a maturazione.

Di conseguenza, l’eventuale divisione del compendio ereditario potrà essere effettuata senza tener conto di tale debito ancora futuro e incerto. Piuttosto, si dovrà invece tener conto di eventuali donazioni – anche indirette, cioè compiute attraverso contratti diversi – effettuate in vita dal defunto a favore di uno o più eredi, ai fini della cosiddetta collazione [1], l’obbligo di questi ultimi di conferire, in natura o tramite imputazione del valore, ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto a tale titolo, salvo che questi non li abbia da ciò espressamente esonerati. È, infatti, specificamente oggetto di collazione l’assegnazione compiuta dal defunto al discendente per avviare quest’ultimo all’esercizio di attività professionale [2].

In altre parole, in sede di divisione, si dovrà tenere conto del valore di quanto ricevuto per donazione diretta o indiretta dal fratello citato ai fini dell’assegnazione a quest’ultimo di beni ereditari per quantità o per valore minore rispetto alla quota di cui astrattamente avrebbe titolo.

Diversamente, e fermo quanto sopra specificato in tema di collazione delle donazioni compiute a favore di uno o più discendenti del defunto, il debito derivante dalla causa in oggetto, ove già definito nel suo ammontare, graverà su tutti gli eredi personalmente, ciascuno in proporzione alla propria quota di eredità [3].

In quest’ultimo caso, tuttavia, è possibile ipotizzare un accordo fra gli eredi stessi circa la ripartizione interna di uno o più debiti specifici dell’eredità o, comunque, dare seguito a precedenti accordi intervenuti fra la madre e uno dei fratelli tramite un contratto, stipulato fra gli eredi, di accollo del debito il cui effetto sarà quello di ripartire sull’erede individuato il carico del debito in oggetto [4]. Tale accordo tuttavia non potrà comunque essere opposto all’Inps laddove l’Istituto non aderisca espressamente alla pattuizione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Artt. 737 e ss. cod. civ.

[2] Art. 741 cod. civ.

[3] Artt. 752 e 754 cod. civ.

[4] Art. 1273 cod. civ.

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