Donna e famiglia | Articoli

Congedo parentale 2017

26 gennaio 2017 | Autore:


> Donna e famiglia Pubblicato il 26 gennaio 2017



Congedo parentale: che cos’è, quanto dura, quale trattamento spetta ai genitori, in quali casi può essere prolungato.

Il congedo parentale, noto anche come astensione facoltativa o maternità facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice madre e al lavoratore padre. Questo periodo di astensione ha una durata complessiva di 10 mesi (in alcuni casi estesi a 11), che vanno ripartiti tra i due genitori e deve essere fruito nei primi dodici anni di vita del bambino [1].

La funzione del congedo parentale è quella di garantire al bambino un’assistenza adeguata nei primi anni di vita e di soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali.

Congedo parentale: a chi spetta

Il congedo parentale spetta:

  • ai lavoratori padri e alle lavoratrici madri dipendenti, titolari di uno o più rapporti di lavoro in atto;
  • alle lavoratrici madri autonome: per loro, però, il periodo massimo di fruizione ammonta a tre mesi.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche se l’altro genitore non ne ha diritto perché è disoccupato o perché non è un lavoratore subordinato.

Congedo parentale: quanto dura

Il congedo parentale dura complessivamente 10 mesi, che vanno ripartiti tra i genitori. Ciascun genitore può fruire al massimo di 6 mesi di congedo: dunque, se un genitore fruisce di 6 mesi di astensione, all’altro ne restano solo 4.

A tal proposito, però, la nuova normativa eleva il periodo complessivo di congedo a 11 mesi, se il padre fruisce del congedo parentale per almeno tre mesi: il padre, in questo caso, può dunque usufruire di un periodo complessivo di 7 mesi di astensione facoltativa.

Se nel nucleo familiare è presente un solo genitore, il periodo di congedo spettante è pari a 10 mesi.

Congedo parentale

Dal 25 giugno 2015 è possibile fruire del congedo parentale ad ore, anziché a giorni. Se il genitore, però, sceglie di fruire del congedo in modalità oraria, questi:

  • non può assentarsi per un numero di ore giornaliero superiore alla metà del suo orario medio giornaliero di servizio;
  • non può unire alle ore di congedo parentale altre ore di permesso legate alla maternità (come i riposi giornalieri per allattamento).

Congedo parentale: com’è indennizzato

Il congedo parentale è pagato con un’indennità che ammonta al 30% della retribuzione, fino al 6° anno di età del bambino. Dal all’8° anno, l’indennità pari al 30% della retribuzione spetta solo nel caso in cui il reddito del genitore è inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione (ricordiamo che il trattamento minimo, nel 2017, ammonta a 501,89 euro mensili, per 13 mensilità).

Possono essere retribuiti, al massimo, 6 mesi complessivi fra i genitori.

Il congedo parentale va computato nell’anzianità di servizio, ma durante questo periodo non maturano le ferie e i ratei della tredicesima mensilità (e di ulteriori mensilità aggiuntive).

Dal compimento del 6° o dell’8° anno di età del bambino, a seconda delle condizioni economiche, sino al 12° anno, spetta il congedo parentale non retribuito.

In ogni caso, durante il periodo di congedo parentale spettano i contributi figurativi, pagati dalla gestione previdenziale cui il lavoratore è iscritto.

Congedo parentale: figli disabili

Se il bambino è portatore di un handicap grave, il congedo parentale può essere prolungato per un periodo massimo di 3 anni, fino al compimento del 12° anno di età. Il prolungamento del congedo spetta se il bambino non è ricoverato a tempo pieno in una struttura sanitaria, a meno che non sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore. Durante i tre anni di prolungamento del congedo il genitore ha diritto all’indennità pari al 30% della retribuzione.

note

[1] D.lgs. 80/2015.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. Buongiorno.

    Sono un turnista ferriovario, ho richiesto un congedo parentale per il giorno 29 agosto e sono stato liberato ma la mia azienda mi ha messo un turno il 28 Agosto con inizio turno alle 22:50 e con fine turno alle 7:00. Considerato che dalle 00:00 alle 7:00 è giá 29 Agosto ( giorno di congedo ) volevo sapere se è legale questa operazione. Grazie

  2. Spett.Le Marco,
    nel suo caso il turno che inizia il giorno 28 alle ore 22:50 è da considerarsi esclusivamente legato alla giornata del 28, quindi in linea con il permesso che Lei ha richiesto il giorno 29.
    Nei lavori a turni, la data relativa al turno coincide con l’inizio del turno medesimo.
    L’operazione, a mio umile avviso, è corretta nonostante si possa capire che per lei sia stata spiacevole viste le necessità alla base della richiesta di permesso.
    La invito a comunque a chiedere delucidazioni al Suo ufficio del personale che sicuramente Le saprà rispondere e magari anche suggerire soluzioni che Le possano venire più d’aiuto per il prossimo futuro.
    Saluti.

  3. Posso richiedere un’ora di congedo parentale solo per tutti i venerdì del mese? con motivazione di poter accompagnare il bambino al nido? come si valutano i giorni?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI