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Cosa può fare l’Agenzia delle Entrate?

26 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2017



Se il cittadino non paga una cartella esattoriale, l’Ente della Riscossione attiva le procedure per riscuotere il credito degli enti che le hanno affidato l’incarico di recuperare le somme.

Se il cittadino non provvede al pagamento di una cartella esattoriale o non ha ottenuto una rateizzazione o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, dopo 60 giorni dalla notifica, l’Ente della Riscossione attiva le procedure previste dalla legge per tutelare e riscuotere il credito degli enti che le hanno affidato l’incarico di recuperare le somme dovute. In particolare, per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito. Vediamo nel dettaglio quali sono le procedure in questione che, sino al 1° luglio 2017, sono affidate a Equitalia e dopo tale data passano in consegna al nuovo Esattore: Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Procedure cautelari: fermo amministrativo

Il fermo amministrativo è l’atto con cui si dispone il blocco dei veicoli intestati al debitore, previo invio al debitore della comunicazione di preavviso di fermo amministrativo: in questo modo, l’interessato è invitato a mettersi in regola nei successivi 30 giorni e viene informato che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo sul veicolo corrispondente alla targa indicata.

Il debitore può evitare che ciò avvenga e, quindi, che il fermo non venga iscritto se dimostra, entro i 30 giorni di cui si è detto, che il veicolo serve all’attività di impresa o della professione da lui esercitata [1] (si veda Blocco auto: come togliere il fermo amministrativo).

Trascorsi 30 giorni dalla notifica del preavviso di fermo amministrativo, senza che il debitore abbia dato seguito al pagamento delle somme dovute, oppure senza che ne abbia richiesto la rateizzazione, o in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione del fermo amministrativo al Pubblico registro automobilistico (Pra), da cui potrà essere cancellato solo dopo aver saldato integralmente il debito e ottenuto dall’Agente della Riscossione il provvedimento di revoca da presentare sempre al Pra.

Si può anche chiedere la sospensione del provvedimento di fermo nell’ipotesi in cui, in caso di rateizzazione, sia stata interamente pagata la prima rata del piano di rateizzazione: ciò al fine di poter circolare con il veicolo interessato. L’Agente della Riscossione rilascerà un documento contenente il proprio consenso all’annotazione della sospensione del fermo, che anche in questo caso il debitore dovrà presentare direttamente al Pra. Se, invece, il debitore non provvede al pagamento di quanto richiesto, il mezzo potrà essere pignorato e venduto all’asta.

 

Procedure cautelari: ipoteca sugli immobili

Gli enti che hanno affidato all’Agente della Riscossione l’incarico di recuperare le somme dovute dal debitore possono ulteriormente cautelarsi attraverso l’ipoteca sugli immobili che è, appunto, una forma di garanzia del credito da loro vantato.

L’ipoteca può essere iscritta, in presenza di debiti non inferiori a 20 mila euro, su uno o più immobili del debitore, per un importo pari al doppio del credito complessivo per cui si procede e previa comunicazione scritta: come nel caso del fermo, il contribuente riceve, infatti, sempre un preavviso con il quale viene invitato a pagare le somme dovute entro 30 giorni, trascorsi i quali senza che il debitore provveda oppure senza che abbia richiesto la rateizzazione delle somme o in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione dell’ipoteca alla Conservatoria competente.

Solo quando il debito sarà interamente saldato si procederà alla cancellazione dell’ipoteca.

Dopo l’iscrizione di ipoteca, se il debito rimane insoluto o non rateizzato oppure non è oggetto di provvedimento di sgravio o sospensione – e se il bene rientra nelle condizioni previste dalla legge – l’Agenzia delle Entrate potrà procedere al pignoramento e alla vendita dell’immobile.

Procedure esecutive

La procedura esecutiva inizia con il pignoramento che può avere a oggetto:

  • somme,
  • beni mobili,
  • beni immobili.

Prima, però, occorre notificare l’avviso di intimazione se la notifica della cartella di pagamento è avvenuta da più di un anno. Dalla data di notifica dell’avviso il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto, potendo anche chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Procedure esecutive: pignoramento ed espropriazione

Se il mancato pagamento persiste e in presenza delle condizioni stabilite dalla legge, si dà corso alle procedure esecutive per la vendita all’asta dei beni. Il pignoramento immobiliare, infatti, non può essere effettuato se l’immobile ha le seguenti caratteristiche:

  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • è adibito a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • non è di lusso [2].

Negli altri casi si può procedere al pignoramento e alla vendita all’asta dell’immobile solo se:

  • l’importo complessivo del debito è superiore a 120 mila euro;
  • sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

Il contribuente, con il consenso dell’Agente della Riscossione, può vendere personalmente l’immobile pignorato o ipotecato entro i 5 giorni che precedono il primo incanto oppure, nel caso in cui lo stesso non vada a buon fine, entro il giorno precedente al secondo incanto. Se così è l’intero corrispettivo sarà versato direttamente all’Agenzia delle Entrate che lo utilizzerà  per il saldo del debito e restituirà al debitore l’eventuale somma eccedente entro i 10 giorni lavorativi successivi all’incasso.

Procedure esecutive: avviso di vendita

Il pignoramento immobiliare dell’Agente della riscossione è effettuato mediante la trascrizione nei registri immobiliari di un avviso  – che viene notificato al debitore entro i successivi cinque giorni – contenente:

  1. le generalità del soggetto nei confronti del quale si procede;
  2. la descrizione degli immobili con le indicazioni catastali e la precisazione dei confini;
  3. l’indicazione della destinazione urbanistica del terreno;
  4. il giorno, l’ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni;
  5. l’importo complessivo del credito per cui si procede, con il dettaglio dell’imposta, l’indicazione degli interessi di mora e delle spese di esecuzione già maturate;
  6. il prezzo base dell’incanto;
  7. la misura minima dell’aumento da apportare alle offerte;
  8. l’avvertenza che le spese di vendita e gli oneri tributari concernenti il trasferimento sono a carico dell’aggiudicatario;
  9. l’ammontare della cauzione e il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti;
  10. il termine di versamento del prezzo;
  11. l’ingiunzione ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi.

Procedure esecutive: pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi riguarda i crediti che il debitore ha verso terzi (per esempio il conto corrente, lo stipendio) o cose del debitore che sono in possesso di terzi. Si tratta della procedura con cui si richiede a un terzo di versare direttamente all’Agenzia delle Entrate quanto da lui dovuto al debitore di quest’ultima che, a sua volta, è creditore del terzo.

Procedure esecutive: pignoramento di stipendi e pensioni

Se il i pignoramento riguarda stipendi, pensioni o qualsiasi altra indennità derivante da rapporto di lavoro o di impiego, esistono per l’Agente della Riscossione alcuni limiti:

  • fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo;
  • tra 2.500 e 5.000 euro la quota pignorabile è un settimo;
  • sopra i 5.000 euro la quota pignorabile è un quinto.

 

Pignoramento conti correnti

Il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, a esclusione dell’ultimo stipendio o pensione che resta sempre disponibile per qualsiasi necessità del debitore.

note

[1] D. l. n.69 del 21.06.2013 (Decreto del Fare) convertito con modificazioni dalla l. n. 98 del 09.08.2013.

[2] Cioè non ha le caratteristiche previste dal decreto del ministro per i Lavori Pubblici 02.08.1969, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 218 del 27.08.1969 e non è comunque una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).

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