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Area comune tra vicini: come interrompere l’usucapione?

25 Gennaio 2017


Area comune tra vicini: come interrompere l’usucapione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Gennaio 2017



Ho acquistato un fabbricato. Nelle mappe catastali risulta uno stradello di accesso, di proprietà comune con un vicino, che ora è in parte di sua proprietà. Come interrompere l’usucapione?

Nel caso di specie, non ha senso affermare, come fa il vicino del lettore, che l’area di 2,5 metri è stata da lui usucapita senza avere compiuto i conseguenti passi affinché tale acquisto sia accertato giudizialmente e poi trascritto nei registri immobiliari. L’usucapione va dimostrata e finché non lo sarà, il nostro lettore è il legittimo proprietario anche dei 2,5 metri e ciò in base sia alle mappe catastali che al contratto di acquisto. Ma a questo che è lo stato di diritto attuale dello stradello, non corrisponde lo stato di fatto del medesimo dato che il vicino ne occupa la metà grazie alla recinzione non ancora rimossa.

Cosa fare allora? Resta la possibilità di richiedere, con l’azione di regolamento di confini [1], che il giudice accerti con sentenza quale sia l’esatto confine tra i due fondi. Questa azione consente di dimostrare l’esatto posizionamento dei confini con ogni mezzo di prova e, in mancanza di altri elementi, il giudice è tenuto ad attenersi al confine delineato dalle mappe catastali. È assai probabile che se il lettore agisse in giudizio chiedendo il regolamento dei confini, il vicino replicherebbe chiedendo, nel medesimo giudizio e con domanda riconvenzionale, che il giudice accerti l’intervenuta usucapione in suo favore della striscia di stradello di cui discutiamo. Ed a quel punto tutto dipenderà dalle prove che  il vicino sarà in grado di portare in giudizio per dimostrare di avere usucapito i 2,5 metri di stradello.

L’usucapione, come noto, necessita del possesso continuato, ininterrotto (per la durata di almeno venti anni), pacifico e pubblico del bene. Il vicino dovrà, quindi, dimostrare, per poter ottenere una sentenza che riconosca l’usucapione in suo favore dei 2,5 metri dello stradello, di averlo posseduto per almeno venti anni come se fosse stato lui solo per tale lungo tempo, e senza alcuna interruzione, il proprietario. Dovrà, ad esempio, dimostrare che il fratello ne fu escluso totalmente, che lui solo ne pagava le imposte (per l’intero), che lui solo lo utilizzava e nessuno ne discusse tale posizione di preminenza.

In ogni caso, se il tempo necessario per usucapire non fosse ancora decorso o, comunque, per dare finalmente certezza (in ogni senso) alla situazione, occorre che o il lettore o il vicino agiscano in giudizio perché sia una sentenza ad accertare quale sia la attuale condizione giuridica dello stradello. Senza un accertamento giudiziale, la situazione resterà tale e quale adesso è e, cioè, incerta e, comunque, basata su una possibile prepotenza del vicino (almeno finché l’usucapione non sia accertata o smentita dal giudice con sentenza).

 Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte


note

[1] Art. 950 cod. civ.


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