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Fondo patrimoniale: quando costituirlo?

3 febbraio 2017


Fondo patrimoniale: quando costituirlo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2017



Mia moglie ha firmato una fideiussione a favore del padre per l’acquisto di un negozio. Mio suocero ha chiuso il negozio con debiti verso la banca. Il valore del debito è superiore alla base d’asta (i creditori si potrebbero rivalere sul garante). Potrei oggi costituire un fondo patrimoniale per tutelare casa nostra?

La costituzione del fondo patrimoniale ha delle caratteristiche fondamentali che è bene qui ripercorrere:

1) il fondo è idoneo a bloccare aggressioni ai beni in esso ricompresi, a condizione che tali aggressioni abbiano causa: a) in debiti insorti dopo la costituzione del fondo; b) in debiti non attinenti al soddisfacimento di bisogni familiari;

2) il fondo si costituisce tra persone che siano unite in matrimonio;

3) proprio per evitare fraudolente distrazioni, il fondo va costituito prima che il debito insorga, proprio perché tale atto non sia identificato come lesivo delle ragioni del creditore.

Nel caso del lettore, la costituzione del fondo interverrebbe quando già il debito è certo ed esigibile: anche la fideiussione, infatti, si deve considerare alla pari di un normale debito.

Pertanto, l’eventuale creazione del fondo sarebbe agevolmente resa inefficace attraverso un’azione revocatoria intrapresa dalla banca (azione con la quale il creditore dimostra che l’atto è pregiudizievole alle proprie ragioni ed è stato posto in essere allo scopo di privarlo delle garanzie che gli sono dovute per legge).

L’azione revocatoria può essere intrapresa entro cinque anni dalla costituzione del fondo. Dopo tale termine, il fondo diventa inattaccabile. Pertanto, se per ipotesi la moglie del nostro lettore dovesse costituire un fondo patrimoniale in data odierna e nei prossimi cinque anni la banca non dovesse esercitare l’azione revocatoria, il fondo diverrebbe definitivo e i beni immobili sarebbero inattaccabili.

Tuttavia, qualora la banca in tali anni dovesse accorgersi che la donna ha distratto il bene nel fondo, e decidesse di iniziare l’azione revocatoria, è molto probabile che vincerebbe la causa.

Per cui, sotto un aspetto giuridico, è sconsigliabile la soluzione della costituzione di un fondo, perché facilmente revocabile.

Esistono soluzioni alternative alla costituzione del fondo. Per esempio, il lettore potrebbe rendersi acquirente, mediante l’asta pubblica, dell’immobile sottoposto ad esecuzione, per un importo pari all’importo garantito dalla fideiussione, in modo tale da da:

  1. liberare il garante (sua moglie);
  2. estinguere il debito principale del suocero;
  3. salvare due immobili: quello del suocero e quello in comproprietà con la moglie.

Altra soluzione consiste nel lasciare che la procedura esecutiva immobiliare a carico del suocero faccia il suo corso e, nel frattempo, tentare una transazione con la banca, facendo leva sul fatto che, in ogni caso, essa potrà agire solo sulla metà dell’immobile del debitore fideiubente, dal momento che l’altra metà spetta al lettore, terzo non obbligato per il debito contratto in via esclusiva da sua moglie.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Antonio Pagano

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