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Detassazione premi di produttività 2017


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2017



Salari di produttività detassati sino a 4.000 euro, agevolazioni estese a chi ha redditi sino a 80.000 euro.

 

I cosiddetti premi di produttività, cioè le retribuzioni riconosciute ai dipendenti in virtù di un miglioramento della qualità, dell’efficienza, della redditività o dell’innovazione aziendale, dal 2017 beneficiano di una detassazione ancora più ampia, estesa a un’ulteriore platea di beneficiari.

Lo scorso anno, difatti, la detassazione dei premi poteva essere applicata sino a una soglia massima di 2.500 euro annui, mentre quest’anno la soglia massima è pari a 4.000 euro, per le aziende che coinvolgono pariteticamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro. Non solo: potranno beneficiare della detassazione anche coloro che hanno un reddito sino a 80.000 euro annui e non più sino a 50.000 euro.

Ma procediamo per ordine e vediamo di capire come funziona la detassazione dei premi di produttività e quali sono i requisiti e gli adempimenti da rispettare per fruirne.

Detassazione premi di produttività: come funziona

La detassazione dei premi di produttività consiste in un regime di tassazione agevolata: in pratica, le retribuzioni collegate a un miglioramento della produttività, della qualità, dell’efficienza, dell’innovazione o della redditività, sono assoggettate a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, in misura pari al 10%, salvo espressa rinuncia dell’interessato.

Se il premio è erogato, anziché in denaro, con misure di welfare (contrattate a livello aziendale), il beneficio è totalmente esente da imposte.

Le misure di welfare possono consistere in beni e servizi, offerti anche sotto forma di voucher, sia elettronici che cartacei. Ad esempio, possono essere erogati i voucher per il pagamento di servizi assistenziali per i familiari del lavoratore.

Rientrano nell’insieme delle misure detassate anche le somme destinate alla previdenza complementare, le borse di studio offerte ai figli dei dipendenti, e, in generale, tutte le misure che migliorano la qualità della vita dei dipendenti e la conciliazione famiglia-lavoro.

Detassazione premi di produttività: a chi spetta

Per l’anno 2017 possono beneficiare della tassazione agevolata i lavoratori del settore privato, titolari di un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro, con riferimento a quanto percepito nell’anno precedente.

L’importo detassabile è pari a un massimo di 3.000 euro (il limite attuale è pari a 2.000 euro), ma è innalzato a 4.000 euro per i dipendenti di aziende che coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro (in precedenza il limite ammontava a 2.500 euro).

Detassazione premi di produttività: requisiti

Sono detassabili i premi che presentano i seguenti requisiti:

  • non si deve trattare di erogazioni con importo fisso, ma devono risultare di ammontare variabile, determinato dal meccanismo di calcolo;
  • devono essere corrisposti in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, definiti dalla contrattazione collettiva aziendale o territoriale unitamente ai criteri di misurazione e verifica.

I premi detassabili devono dunque comportare miglioramenti misurabili e verificabili in modo obiettivo, attraverso il riscontro di indicatori numerici (o altri indicatori appositamente individuati), secondo criteri che possono consistere:

  • nell’aumento della produzione;
  • in risparmi dei fattori produttivi;
  • nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro o il ricorso al lavoro agile, come modalità flessibile di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato.

In parole semplici, per applicare la detassazione è necessario che, nell’arco di un periodo congruo (definito nell’accordo collettivo), sia realizzato l’incremento di almeno uno degli obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione richiamati dalla legge e che l’incremento possa essere verificato attraverso indicatori definiti dalla stessa contrattazione collettiva.

Gli accordi collettivi contenenti gli indicatori degli incrementi, per essere validi, devono essere depositati presso la Direzione territoriale del lavoro (ora Ispettorato del lavoro) e firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o dalle rappresentanze sindacali aziendali o unitarie; ai contratti deve essere allegata un’autodichiarazione di conformità, ed un eventuale piano di coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione aziendale.

Il deposito dei contratti deve avvenire entro 30 giorni dalla sottoscrizione, unitamente alla dichiarazione di conformità dell’accordo medesimo alle disposizioni contenute nella normativa.

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