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Vendita di un brevetto: come viene tassato il ricavato?

14 Gen 2017


Vendita di un brevetto: come viene tassato il ricavato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Gen 2017



Tassazione per  la vendita di un brevetto industriale: si tratta di reddito da sfruttamento di opere dell’ingegno o di reddito assimilato a lavoro autonomo o addirittura esente da tassazione? 

Il caso sottoposto alla nostra attenzione riguarda due privati che hanno brevettato un’attrezzatura. Nel caso in cui venga venduto, come andrebbe tassato il ricavo della vendita?

Formano oggetto del diritto d’autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione [1]. Il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale [2].

Il diritto d’autore non protegge un’idea, né il suo supporto materiale (salvo casi specifici: quando la forma coincide col supporto, come ad esempio la scultura), bensì la forma espressiva dell’idea medesima.

Le invenzioni industriali sono quelle creazioni innovative e originali, in grado di risolvere un problema tecnico e contribuire al progresso. Possono riguardare i prodotti o i procedimenti ed essere principali, cioè indipendenti rispetto ad altre invenzioni esistenti, o derivate, ossia collegate ad altre invenzioni, che vanno a perfezionare, prendendo il nome di invenzioni di perfezionamento, sfruttare in maniera diversa, prendendo il nome di invenzioni di traslazione, oppure combinare con elementi o mezzi differenti e innovativi, prendendo il nome di invenzioni di combinazione. Nel caso in cui le invenzioni industriali, oltre che innovative e frutto di attività inventiva, siano anche lecite e atte ad avere un’applicazione industriale, esse possono costituire oggetto di tutela brevettuale [3].

Il brevetto è un titolo che consente a chi ha realizzato un’invenzione di poterla produrre e commercializzare in esclusiva nello Stato in cui il brevetto è stato richiesto. Solo attraverso di lui è possibile utilizzare in maniera esclusiva l’invenzione, impedendo che la stessa venga utilizzata da altri. Si possono brevettare prodotti innovativi di ogni genere, come ad esempio macchinari, attrezzi, strumentazione oppure procedimenti, anche chimici, per ottenere un determinato prodotto.  Il Codice della Proprietà Industriale stabilisce che possono essere brevettate le invenzioni che appartengono a qualsiasi settore della tecnica e prevede, invece, che non possono essere brevettate:

  1. a) le scoperte, le teorie scientifiche e i metodi matematici;
  2. b) i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale ed i programmi di elaboratore;
  3. c) le presentazioni di informazioni [4].

Non possono poi essere brevettati i metodi per il trattamento chirurgico e terapeutico, mentre possono esserlo i dispositivi medici. Infine, non possono essere brevettate le varietà vegetali e le razze animali ma possono esserlo i procedimenti microbiologici.

Con riferimento al caso che ci occupa, per individuare il trattamento fiscale applicabile, in mancanza di altri riferimenti, è necessario interpretare correttamente il Tuir, insieme al pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate che, al momento, costituiscono gli unici strumenti a disposizione sull’argomento.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate [5] non condivideva il convincimento dell’inventore non ricercatore che, volendo cedere il proprio brevetto industriale, riteneva di non dovere essere sottoposto ad alcun regime impositivo ma esclusivamente all’imposta del registro. L’Agenzia delle Entrate, in risposta, evidenziava, infatti, come la cessione debba essere interpretata come una modalità di utilizzazione di un brevetto per invenzione industriale, pari all’utilizzazione diretta. Per questa ragione, i redditi dell’inventore, seppur occasionale, derivanti dall’utilizzazione diretta o dalla cessione a terzi di un brevetto industriale, ove non conseguiti nell’esercizio di un’impresa commerciale, vengono considerati come redditi di lavoro autonomo [6].

È bene precisare che l’indicazione fornita dal parere dell’Agenzia delle Entrate non è mai stata formalizzata in una risoluzione ufficiale, ma costituisce un valido orientamento in materia.

Tuttavia, sono, inoltre, redditi di lavoro autonomo quelli derivanti dall’utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali. Emerge, cioè, che per l’utilizzazione di opere dell’ingegno la configurabilità del reddito di lavoro autonomo è subordinata al fatto che l’utilizzazione stessa sia effettuata da parte dell’autore o dell’inventore. Pertanto, se l’utilizzazione è effettuata da altri soggetti (eredi, legatari o cessionari) si è in presenza, per questi ultimi, di un reddito diverso [7].

In altri termini, il Testo Unico ha introdotto per tali redditi una differenziazione ontologica in ragione del soggetto percettore. Le somme conseguite dall’autore per lo sfruttamento dell’opera intellettuale costituiscono per il percipiente una forma di compenso per il lavoro svolto personalmente e sono, pertanto, redditi da lavoro autonomo. Di contro, se il percettore è un soggetto diverso dall’autore, il compenso perde la sua connotazione di provento derivante da lavoro e assume una connotazione di mera entità patrimoniale che il legislatore ha inserito tra i redditi diversi, non essendo detta entrata riconducibile ad alcuna delle categorie reddituali specifiche.

Alla luce di quanto detto, poiché, recependo anche quanto contenuto nelle istruzioni ai modelli di dichiarazione dei redditi, dà luogo a reddito di lavoro autonomo l’utilizzazione economica, da parte dell’autore o dell’inventore, di brevetti industriali, processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, la cessione del brevetto a terzi implica la tassazione dell’eventuale reddito derivante dalla compravendita fra i redditi diversi.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Art. 2575 cod. civ.

[2] Art. 2576 cod. civ.

[3] Art. 2585 cod. civ.

[4] Art. 45 d. lgs. n. 30 del 10.02.2005 (Codice della Proprietà Industriale).

[5] Parere n. 32 del 04.10.2006.

[6] In base agli artt. 53, co. 2, lett. b); 54, co. 8; 67, co. 1, lett. g) Tuir.

[7] Ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. g) Tuir.

[8] Commissione Tributaria Provinciale di Salerno sent. n. 45 del 10.04.2000.


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