HOME Articoli

Lo sai che? Multa notificata oltre i termini: cosa fare?

Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2017

Mi è stato notificato un verbale oltre i termini di legge: cosa posso fare per non pagare? O se devo pagare, per non perdere la lo sconto del 30%?

Riguardo la tardività della notifica di una contestazione, la legge prescrive l’obbligo, per l’agente accertatore, di contestare immediatamente la violazione o, qualora ciò fosse impossibile, notificare il verbale al trasgressore, o al proprietario del mezzo se questi non è stato identificato, entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione [1].

In un caso di tal genere, per impugnare la multa irrogata si deve proporre ricorso presso il Prefetto o al giudice di Pace territorialmente competente [2]. La scelta dell’uno piuttosto che dell’altro implica conseguenze, costi e procedure differenti.

In ogni caso, occorre, preliminarmente, che il lettore fornisca, entro 60 giorni dalla notifica del verbale, i dati del conducente. Tale obbligo sussiste anche se intende proporre ricorso contro la sanzione.

 

Impugnazione di fronte al giudice di Pace

Ricorrere presso il giudice di Pace implica anzitutto il pagamento di una tassa, a titolo di accesso ai servizi giudiziari, che nel nostro caso ammonta a 37,00 euro. L’impugnazione deve essere proposta entro 30 giorni dalla notifica del verbale [3].

Una volta instaurato il giudizio, il giudice si preoccuperà di valutare le varie difese e, se il ricorso è fondato, annullerà la contravvenzione, restituendo gli eventuali punti della patente sottratti. Al contrario, se il ricorso non è fondato, il giudice condannerà il ricorrente a pagare un importo della sanzione in misura compresa tra il minimo ed il massimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata. In concreto, in caso di rigetto, si rischierà di pagare, a titolo di sola sanzione principale, un importo compreso tra 41 e 168 euro [4] ed eventualmente – ipotesi comunque poco ricorrente – anche le spese processuali sostenute dalla controparte.

Impugnazione al Prefetto

In alternativa, il ricorso può essere proposto, gratuitamente, alla Prefettura entro 60 giorni dalla notifica della contravvenzione [5]. L’atto di ricorso (intestato “Al Prefetto”) dovrà essere spedito con raccomandata a.r. all’organo che ha accertato la contravvenzione, quindi al Centro Nazionale Accertamento Infrazione di Roma, poiché sarà poi quest’ultimo a inoltrarlo, a sua volta, alla Prefettura. Tuttavia, anche a voler spedire l’atto direttamente al Prefetto sembra non si incorra in vizi di sorta. Al ricorso deve essere allegata la contravvenzione impugnata e, in esso, si può fare richiesta di audizione, al fine di essere sentiti personalmente dal Prefetto per dare maggiori chiarimenti sui fatti in contestazione.

Altre note importanti riguardano i tempi entro i quali il Prefetto è tenuto a pronunciarsi e le possibili conseguenze. Egli decide con ordinanza entro 120 giorni dal ricevimento del ricorso, ed avrà tempo di notificare al ricorrente la pronuncia entro i successivi 150 giorni. Se, nei termini menzionati, il Prefetto non dà risposta al cittadino, il ricorso si considera accolto e la multa annullata. Infine se il ricorso viene rigettato, dovrà pagare la multa con importo raddoppiato, salvo impugnare la decisione di fronte al giudice di pace competente entro 30 giorni dall’avvenuta notifica del provvedimento [6].

Infine si ricorda che tanto per il ricorso al giudice di Pace quanto al Prefetto non è strettamente necessaria l’assistenza di un legale, sebbene è consigliabile, dati i tecnicismi insiti nella procedura di impugnazione, poiché la legge prescrive che tanto l’opponente (in questo caso il lettore) quanto l’autorità che ha emesso l’ordinanza, possono stare in giudizio personalmente [7].

In definitiva, se questo è il quadro di riferimento, si può passare alla valutazione della scelta ideale da adottare al caso concreto. Prima di trarre le conclusioni è opportuno premettere che la preferenza sulla via da seguire dipende dalla complessità degli accertamenti richiesti e dal valore della contravvenzione. In particolare, il ricorso al giudice di Pace garantisce un contraddittorio pieno e paritario, con il rispetto di tutti i diritti processuali e la possibilità di una fase istruttoria in cui vengano serenamente valutate le prove offerte. Tutto ciò si traduce in valutazioni più accurate, esperite da un tecnico del diritto terzo ed imparziale. Quindi si consiglia il suo intervento quando l’ammontare della multa è elevato e/o la questione da risolvere è di difficile soluzione.

Per contro, quando è palese l’illegittimità della contravvenzione e la dimostrazione di ciò è chiaramente accertabile dalla documentazione, il ricorso al Prefetto può presentare un indubbio vantaggio (per via della gratuità, celerità e scioltezza di forma). Inoltre, si può contare sulle inefficienze della giustizia italiana e sperare nel mancato rispetto, tutt’altro che raro, da parte del Prefetto, dei termini di emanazione e notifica dell’eventuale pronuncia sfavorevole. Tempi che ricordiamo essere di 120 giorni dalla proposizione del ricorso per emettere l’ordinanza, decorrenti però dall’acquisizione di tutta la documentazione necessaria, ed ulteriori 150 per la sua notifica al destinatario.

Nel caso del nostro lettore si consiglia vivamente di promuovere il ricorso presso il Prefetto competente.

Articolo tratto da una consulenza del dott. Nicola Giofré

 

note

[1] Art. 201 cod. str.

[2] Artt. 203- 204 bis cod. str.

[3] Art. 7 d.lgs. n. 150 del 01.09.2011.

[4] Art. 142, co. 8, cod. str.

[5] Art. 203 cod. str.

[6] Art. 205 cod. str.

[7] Art. 23, co. 4, l. n. 689 del 24.11.1981.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI