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Casa in leasing: chi paga le tasse?

27 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Gennaio 2017



Imu e Tasi sono a carico di chi utilizza l’immobile, non della società che lo concede. Ci sono, comunque, dei benefici fiscali. Ecco a chi spettano.

Non solo l’auto, ma anche la casa si può prendere in leasing. La domanda, però, è: chi paga le tasse sulla casa in leasing?

Se, di solito, l’Imu spetta al proprietario dell’immobile e la Tasi viene condivisa tra proprietario e inquilino, nel caso del leasing immobiliare le tasse le paga il locatario e non la società che concede l’immobile. In altre parole, chi utilizza la casa paga le tasse. A meno che si tratti di una prima casa: l’esenzione su Imu e Tasi vale comunque, anche per l’immobile in leasing, purché non si tratti di una casa di lusso.

Casa in leasing: quali benefici fiscali?

Prendere una casa in leasing comporta dei benefici fiscali sulle imposte di registro pagate sulla stipula del contratto:

  • una detrazione fiscale del 19% sugli interessi sul canone per un massimo di 4mila euro;
  • una detrazione fiscale sui canoni mensili del leasing su un massimo di 8mila euro;
  • una riduzione dell’imposta di registro sul contratto.

Chi, avendo i requisiti, vuole acquistare una prima casa in leasing da un privato o da un’impresa esente da Iva ha diritto a:

  • l’imposta di registro dell’1,5%;
  • l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale fisse di 50 euro l’una.

Se, invece, si acquista la prima casa in leasing da un’impresa che applica l’Iva, si ha diritto a:

  • Iva agevolata al 4%;
  • Le imposte di registro, ipotecaria e catastale fisse di 200 euro l’una.

C’è, inoltre, una detrazione fiscale sul riscatto del leasing sulla casa, cioè sull’acquisto dell’immobile in cui si abita in affitto, per un massimo di 20mila euro. Questa detrazione interessa i giovani under 35 che non possiedono altre case in Italia e che hanno un reddito imponibile inferiore a 55mila euro annui al momento della stipula del contratto. Che cosa vuol dire? Vuol dire che gli accordi restano validi anche se questi requisiti vengono superati prima del 31 dicembre 2020. Se si tratta di una coppia, il reddito viene considerato per singola persona, ma le agevolazioni si riducono al 50%. Se, però, il coniuge ha a carico il partner, ciascuno di loro può detrarre il 19% del canone leasing su un tetto di 4mila euro (10mila, come detto prima, in caso di riscatto della casa).

Chi, invece, ha più di 35 anni (sempre senza un’altra casa in Italia e con il reddito già citato) avrà una deduzione sul canone di locazione ridotta a 4mila euro e di 10mila euro sul costo dell’opzione di acquisto della casa.

Ricordiamo, infine, che le agevolazioni fiscali del leasing abitativo spettano per qualsiasi abitazione anche se appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (queste ultime escluse invece dalle agevolazioni “prima casa” per l’imposta di registro).

Può trattarsi, per esempio, di un fabbricato ad uso abitativo già completato e dichiarato agibile, un fabbricato a uso abitativo da costruire su uno specifico terreno, un fabbricato a uso abitativo in corso di costruzione e da completare o anche un fabbricato abitativo da ristrutturare.


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