HOME Articoli

Lo sai che? “Lei non sa chi sono io” può costituire reato di minaccia

Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2012

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2012

Dire “Lei non sa chi sono io” è reato di minaccia perché prospetta il pericolo di un male ingiusto nei confronti dell’interlocutore.

Lei non sa chi sono io”: quante volte gli italiani sono stati abituati a sentire frasi simili, allusive e minacciose, indici di un atteggiamento prevaricatore, di chi crede che la legge non sia “uguale per tutti”, ma subisca le interferenze dei poteri forti o, semplicemente, di quella illegalità su cui la giustizia nulla può.

Un costume sociale che, millantatore o meno, necessita di un freno. Ci ha pensato recentemente la Cassazione, condannando l’autore di tale frase per minaccia [1].

La sentenza [2], infatti, ha qualificato l’espressione “Lei non sa chi sono io” come idonea a limitare la libertà psichica dell’interlocutore, in quanto mirerebbe a prospettare un pericolo di un male ingiusto negli altrui confronti. Insomma: si tratterebbe di una velata e, sia pur generica, minaccia.

Affinché la frase in questione possa far scattare il reato è sufficiente che sia inserita in un contesto idoneo a intimorire, sia pure minacciando un male indeterminato. Non quindi ogni volta che si recita questo (comunque deplorevole) “intercalare” si può configurare la minaccia, ma bisogna valutare la situazione durante la quale esso è stato pronunciato e la tensione verbale dello stesso.

di GIORGIA MARIA CALABRO’


note

[1] Art. 612 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 11621/2012.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI