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Avvocati, no all’onorario lesivo del decoro della professione

11 gennaio 2017


Avvocati, no all’onorario lesivo del decoro della professione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 gennaio 2017



Tariffe minime: nonostante il decreto Bersani, secondo il Tar Sicilia, il compenso pagato all’avvocato non può mai scendere troppo al di sotto dei minimi tariffari.

Anche se non è ancora legge il cosiddetto equo compenso in favore degli avvocati – che limiti la possibilità, dei soggetti economici forti, di stabilire convenzioni con compensi stracciati – per qualche giudice è già possibile bocciare le parcelle dei legali molto al di sotto dei minimi tariffari. E ciò benché il decreto Bersani del 2006 abbia totalmente liberalizzato il mercato. Un esempio ne è la recente sentenza del Tar Sicilia [1] secondo cui un valore davvero «esiguo» del compenso dovuto all’avvocato è lesivo del decoro e del prestigio della professione.

Al centro della controversia vi è una delibera del Comune di Gela: in essa veniva indetto un avviso pubblico esplorativo per l’individuazione di tre avvocati, onde procedere all’affidamento di alcuni incarichi di difesa dell’ente. Senonché, a fronte di un contenzioso di valore eccezionalmente alto (10,7 milioni di euro per il 2014 e 4,2 milioni per il primo semestre del 2015), al legale venivano riconosciuti complessivamente solo 20 mila euro, oltre l’80% delle spese di soccombenza. Somma ritenuta irrisoria dall’Ordine degli avvocati, che impugnava la delibera e ne chiedeva il ritiro in autotutela.

Tesi confermata dal Tar, che ha stimato come «veramente esiguo» il compenso degli avvocati per singola causa giudicandolo lesivo del decoro e del prestigio della professione.

Il Tar boccia anche un altro punto del bando, quello con cui veniva precluso il conferimento degli incarichi ai soggetti che: «rivestono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o organizzazioni sindacali; hanno rapporti continuativi di collaborazione o consulenza con tali organizzazioni; hanno avuto simili rapporti nei tre anni precedenti». Tali limitazioni vengono giudicate discriminatorie e, oltre a non rispondere ad alcun interesse pubblico meritevole di tutela, sono in contrasto con il diritto di ciascun avvocato di associarsi a un partito politico o svolgere attività sindacale.

note

[1] Tar Sicilia sent. n. 2764/2015.

Autore immagine Laleggepertutti.it/Palumbo

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