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Che differenza tra domicilio e residenza?

11 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2017



I termini domicilio e la residenza sono sinonimi o hanno un significato profondamente diverso? Ecco cosa dice la legge.

Nel linguaggio comune spesso domicilio e residenza sono confusi: per la legge non è così, in quanto questi termini esprimono due concetti profondamente diversi. La residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale (cioè vive in modo stabile e duraturo). Essa va fissata in un determinato Comune e ciò ha effetti importanti per la vita sociale di ogni cittadino. Il domicilio è invece il luogo in cui una persona stabilisce la sede dei suoi affari e interessi: ad esempio, il posto in cui lavora o da cui intende seguire uno specifico affare. Scopriamo con chiarezza quali sono le implicazioni pratiche di questa distinzione.

Cos’è la residenza

Secondo la legge, la residenza è «il luogo in cui la persona ha dimora abituale» [1]. In pratica, la residenza è il posto in cui un soggetto vive, l’indirizzo della sua abitazione principale. Ogni cittadino ha l’obbligo legale di fissare la propria residenza nel Comune in cui vive. La residenza va infatti registrata presso gli uffici competenti di ogni Comune (ufficio anagrafe), compilando un’apposita dichiarazione [2].

Alla registrazione formale seguirà un accertamento da parte della polizia municipale: entro 45 giorni dalla dichiarazione, gli agenti si recheranno presso l’indirizzo indicato per verificare se effettivamente il dichiarante risiede in quel luogo. Se la verifica ha esito negativo (e quindi si accerta che il dichiarante non vive presso l’indirizzo indicato), occorrerà pagare una sanzione amministrativa che va da 25,82 euro a 129,11 euro [3].

Se mi trasferisco stabilmente in un’altra città, quindi, dovrò cambiare la residenza recandomi presso gli uffici anagrafici del Comune in cui andrò a vivere. Al contrario, se lascio il mio paese per un periodo breve o comunque temporaneo, il cambio di residenza non è necessario. La residenza, infatti, è fortemente caratterizzata dal concetto di abitualità: essa è il luogo in cui la persona vive abitualmente e in modo permanente. Sotto questo profilo la residenza si distingue dalla dimora, che invece è il luogo in cui un soggetto attualmente vive (esempio tipico è quello della casa per le vacanze estive).

Perché è importante la residenza

La legge quindi impone ad ogni cittadino di fissare la propria residenza e impone sanzioni a chi non vi provvede. Questo avviene perché la fissare la propria residenza in un determinato Comune porta con sé una serie di conseguenze legalmente importanti. La residenza incide quindi sotto vari profili, tra cui si ricordano a titolo esemplificativo:

  • l’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune;
  • la scelta del medico di famiglia;
  • gli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio;
  • la ricezione di raccomandate o di atti giudiziari;
  • la competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale;
  • la ricezione di certificati anagrafici;
  • la possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune.

Per tutte queste ragioni, quindi, è consigliabile cambiare la residenza se il trasferimento in un’altra città avrà una durata molto lunga (per approfondire, ecco Come cambiare residenza). Se invece ci si trasferisce solo per qualche mese, non occorre fissare altrove la propria residenza: cambierà solo la dimora, ma per quest’ultima non bisogna avviare alcuna pratica amministrativa.

Cos’è il domicilio

Il domicilio è invece il luogo in cui una persona stabilisce «la sede principale dei suoi affari e interessi» [1]. In pratica, se la residenza indica il posto in cui un soggetto vive, il domicilio rappresenta la sede della sua vita professionale e lavorativa (per approfondire, si veda Cosa si intende per domicilio?). Ad esempio, che marito e moglie hanno residenza nello stesso luogo, ma due domicili diversi nei posti in cui rispettivamente lavorano (sulla possibilità per la coppia sposata di avere residenze diverse, si legga Due persone sposate possono avere residenze diverse?). Le bollette quindi arrivano a casa (residenza); i documenti di lavoro o le pratiche professionali arrivano al domicilio.

Il domicilio può dunque coincidere con la residenza o meno. In quest’ultimo caso, occorrerà eleggere domicilio in un luogo diverso rispetto a quello di residenza. L’elezione di domicilio non è una pratica amministrativa, ma una dichiarazione che di solito si fa per specifici affari.

Ad esempio, se diamo mandato ad un legale di rappresentarci o assisterci in una causa, eleggeremo domicilio nel suo studio professionale: in questo modo tutte le comunicazioni, notificazioni riguardanti la controversia perverranno direttamente in questo luogo. Lo stesso professionista ha di regola il suo domicilio nel proprio studio (la sede della sua vita lavorativa). Ancora, se partecipiamo ad un concorso pubblico ci verrà chiesto se il nostro domicilio coincide con la residenza: se indichiamo un indirizzo diverso, tutte le comunicazioni relative al concorso ci verrano inviate al domicilio indicato. Lo stesso può avvenire quando sottoscriviamo un abbonamento per i servizi di energia elettrica, telefonia e così via.

In poche parole, quando siamo coinvolti in uno specifico affare (o in uno più generale e duraturo come il lavoro), potremo scegliere di eleggere domicilio in un luogo diverso da quello di residenza. Il domicilio sarà in questo caso la «sede» di quell’affare (o di tutti i nostri affari), il luogo che chi interagisce con noi in quello specifico contesto avrà come riferimento.

La residenza è il luogo in cui un soggetto dimora abitualmente. Va fissata con una pratica amministrativa nel Comune in cui si vive.

Il domicilio è la sede degli affari o interessi di una persona. Può essere generale (sede lavorativa) o speciale, ossia per uno specifico affare (ad esempio una causa giudiziale).

note

[1] Art. 43 cod. civ.

[2] L. n. 1228/1954 (cosiddetta «legge anagrafica»).

[3] Art. 11, L. n. 1228/1954.


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13 Commenti

  1. Gentile lettore,
    per le persone fisiche il domicilio fiscale coincide con la residenza anagrafica.

  2. ma se io prendo una casa in affitto per massimo un anno posso lasciare la residenza nella casa dei miei genitori o devo per forza cambiarla e quindi cambiare anche tutti i documenti (patente, tessera sanitaria ecc)

  3. Se mio figlio ha residenza a casa mia e si domicilia in altra citta in un alloggio di mia proprieta per studio puo intestarsi le bollette luce

  4. Imu ,anno 2012
    Il mio comune ,mi contesta che le detrazioni Imu fatte nel 2012 ,per 200,00 casa principale, e per 50,00 euro per ogni figlio residente in quella casa che non hanno i figli anni superiori a 26 anni.
    Oggi mi notifica un atto amministrativo che mi dice che io non avevo diritto alla detrazione dei 50,00 dei figli n. 2 pari 100,00,perché io avendo la stessa residenza medesima ,in via Giuseppe Romita ,3 , abitazione principale, la mia residenza è sempre in via Giuseppe
    Romita ,7.
    Mi contestano che il numero civico non è uguale,e che non avevo diritto alla detrazione.
    Ma la legge non dice che il numero civico di una abitazione determina la residenza .ma è la via e residenza che menziona.
    Possa avere spiegazioni

    Grazie

    1. Buongiorno,
      non si comprende molto bene la sua situazione… per poter avere una risposta più precisa le chiederei di indicare precisamente la situazione.
      Consideri comunque che per abitazione principale si intende quell’unica unità immobiliare, accatastata o accatastabile, ove il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
      Quindi per accedere all’agevolazione TUTTI i requisiti devono essere presenti.
      Nel suo caso mi pare di capire che i suoi figli (maggiorenni?) non siano residenti anagraficamente nella stesse abitazione ove ha Lei la residenza anagrafica giusto? Poi mi scusi se mi permetto ma sua moglie dove ha la residenza?

  5. Per fare richiesta di aspettativa retribuita in lavoro pubblico (collaboratore scolastico ATA), per seguire un genitore malato, vivendo nello stesso paese, ma indirizzi diversi; cosa bisogna chiedere? Grazie.

  6. Buonasera, vorrei fare un paio di domande per capire meglio come muovermi e cioè, vorrei trovare lavoro fuori il mio paese di residenza, fuori dalla mia regione, se trovassi un posto in ostello o b&b potrei usare questo come domicilio per stipulare un eventuale contratto di lavoro in somministrazione nella città in cui mi reco? Oppure bisogna trasferire subito la residenza? Grazie in anticipo

  7. Buonasera, articolo chiarissimo ma vorrei porre un paio di domande: vorrei cercare lavoro fuori dalla mia città di residenza, in un’ altra regione; potrei eventualmente usare un ostello o un b&b come domicilio per sottoscrivere un contratto di lavoro? vi ringrazio in anticipo

  8. Salve,
    Sono belga, sposato e vivo in Italia. Vorrei cambiare lavoro e svolgere questa nuova attività in Belgio viaggiando 1 o 2 volte al mese verso il Belgio (con P.IVA belga).
    Pero’ vorrei pagare le tasse in Belgio perché è il mio paese ed ho lavorato li per + di 20 anni e quindi per agevolare il discorso della burocrazia ai fini pensionistici.
    Come devo fare (anche per evitare di essere tassato 2 volte per la stessa cosa) ?
    Ringrazio anticipatamente.
    Saluti

  9. Buonasera,
    per beneficiare del bonus prima casa dovrò spostare la residenza nel comune dove ho acquistato l’immobile ma se voglio mantenere la casa in affitto (comune diverso) posso lasciarvi il domicilio senza perdere i benefici ?
    Il contratto di locazione dell’affitto posso tenerlo intestato a me?

    Grazie

  10. ho chiesto ( 12 anni fa ) il cambio di domicilio nello stesso comune di residenza il vigile decide ! di non concederlo poichè non ero nell’abitazione quando lui si recava per il controllo ( avevo premesso al momento della dichiarazione al comune di messina l’orario in cui ritornavo dal lavoro ( premesso che vivo da solo ) ma il vigile (parole del comune ) non avvisa e non fissa appuntamento ! e dunque il comune da 12 anni mi nega il cambio di domicilio nel gennaio 2018 si decide a concederlo… ma sto subendo i guai con equitalia e allora non si ravvisa il dolo del comune di Messina ? il cambio di domicilio è a discrezione ?

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