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Olio di Palma: Coop ci rinuncia, ecco perchè

6 Novembre 2016


Olio di Palma: Coop ci rinuncia, ecco perchè

> Business Pubblicato il 6 Novembre 2016



La Coop diventa la prima catena europea con prodotti senza olio di palma: scelta opposta alla Ferrero che però ha un modello approvato dal WWF. Ecco i dettagli.

Capire se si tratti di marketing, di corporate social responsability, di scelta etica aziendale non è semplice, ma certamente la scelta della Coop di diventare la prima catena di grande distribuzione europea ad escludere l’olio di palma per i suoi prodotti a marchio, è una scelta coraggiosa, non fosse altro perchè si pone in maniera diametralmente opposta alla scelta (niente meno che) della Ferrero che nelle ultime settimane spinge in maniera pressante sulla qualità dei propri prodotti, che dell’olio di palma non fanno certo a meno (leggi Olio di palma: fa bene o male? La Nutella dice la sua).

Ferrero: olio di palma di buona qualità e non dannoso per l’ambiente, parola del WWF

Da ultimo la Ferrero aveva ricevuto un endorsement dal ministero delle Politiche agricole e anche WWF e Greenpeace che da anni sono sulle barricate sulla questione, non hanno potuto fare a meno di ammettere che il “modello Ferrero” per l’uso dell’olio è un modello virtuoso e che non impatta sull’ambiente.

La questione che oggi si pone però è anche quella della salute, perchè da qualche mese l’EFTA ha sottolineato come nell’olio di palma, specie se portato ad alte temperature, contenga alcuni contaminanti genotossici e cancerogeni.

La Coop rinuncia all’olio di palma

Che sia per scelta commerciale o etica, insomma, la notizia è che la Coop ha deciso di ritirare dagli scaffali oltre 200 prodotti a proprio marchio contenenti l’olio di palma, che è stato sostituito da oli monosemi, tra cui anche olio di oliva ed extravergine, che nutrizionalmente sono più equilibrati rispetto a quello di palma (che è particolarmente ricco in grassi saturi). Anche con gli altri oli portati a temperature alte si producono elementi cancerogeni, questo è bene ricordarlo. Ma nel caso dell’olio di palma – secondo l’Efsa – se ne produce una quantità maggiore “Non intendiamo fare demonizzazione gratuita, non è nel nostro stile – spiega il presidente di Coop Italia Marco Pedroni – ma dopo il dossier dell’Efsa abbiamo applicato il principio di precauzione che caratterizza le nostre azioni a tutela di soci e consumatori. Per noi la sostituzione non è stata banale, bensì un processo complesso su cui abbiamo investito importanti risorse necessarie per procedere alla riformulazione nutrizionale dei prodotti. La nostra scelta si colloca anche all’interno di una politica sulla corretta alimentazione che abbiamo sempre suggerito. Un discorso a parte meritano poi i benefici in termini ambientali“.

Nutella rispetta i nuovi standard Efsa

La Ferrero sottolinea che i processi utilizzati non prevedono temperature alte per l’olio di palma, in particolare sottolinea come la Nutella sia in linea con i nuovi standard Efsa 

Sulla questione salutistica da Ferrero rispondono: “I processi di lavorazione sono attenti e prevedono modalità e trattamenti termici delicati, in grado di contenere al minimo la formazione di contaminanti. Nutella è un prodotto assolutamente sicuro e già compatibile con le nuove soglie stabilite dalle raccomandazioni Efsa che abbiamo accolto con favore: la salute e la sicurezza sono sempre state la nostra priorità“.


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