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Diritto d’autore: come tutelare un’idea?

14 Gennaio 2017


Diritto d’autore: come tutelare un’idea?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Gennaio 2017



Sono un dj: voglio musicare alcune opere letterarie di un poeta morto da poco e farne un cd. Qual è l’iter da seguire con la Siae e come posso tutelare la mia idea?

La legge italiana sul diritto d’autore riconosce, tra gli altri, anche il diritto esclusivo  dell’autore dell’opera (in questo caso del componimento letterario) a tradurre ed elaborare l’opera stessa [1]. Per diritto di elaborare l’opera si intende anche il diritto, spettante appunto all’autore, di trasformarla da una in altra forma letteraria od artistica (come avviene, appunto, quando un’opera letteraria venga rielaborata musicandola).

Poiché i diritti di cui la legge sul diritto d’autore tratta si trasmettono agli eredi dell’autore per poter, conformemente alla legge, musicare (e quindi “elaborare”, secondo la dizione usata dalla legge) le opere letterarie del poeta deceduto, è necessario ottenere l’autorizzazione degli eredi del medesimo.

Deceduto l’autore, infatti, i diritti d’autore (compreso quello di elaborare l’opera nel senso sopra specificato) spettano in comunione indivisa agli eredi. Se, poi, entro un anno dalla morte dell’autore, gli eredi trascurano la nomina dell’amministratore della comunione o se non si accordano sulla nomina medesima, l’amministrazione è conferita alla Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae) con decreto del tribunale del luogo dell’aperta successione, emanato su ricorso di uno dei coeredi o dell’ente medesimo [2].

Nel caso esposto dal nostro lettore, entro un anno dalla morte del poeta, l’accordo per ottenere la cessione del diritto di elaborazione dell’opera andrà comunque ricercato con gli eredi; successivamente, ove non fosse stato nominato dagli eredi un amministratore della comunione ereditaria, sarà con la Siae (nominata amministratrice della comunione con decreto del tribunale) che l’accordo dovrà essere cercato e raggiunto. Si tratterà, quindi, di stipulare con gli eredi (o con la Siae, se nominata amministratrice) un contratto di cessione del diritto di elaborazione alle condizioni che dovranno essere concordate con l’amministrazione della comunione ereditaria (contratto che dovrà essere provato per iscritto e che potrà poi essere depositato presso la Siae medesima).

In mancanza di accordo e di elaborazione e pubblicazione non autorizzate della composizione letteraria, gli eredi potrebbero agire in giudizio e chiedere, per la violazione del diritto d’autore, la condanna al pagamento di una somma per ogni violazione accertata, l’inibitoria dall’uso dell’opera realizzata e pubblicata in violazione del diritto d’autore ed anche il risarcimento del danno.

Una volta raggiunto l’accordo per la cessione del diritto di elaborazione dell’opera letteraria (o anche contestualmente ad esso) sarà possibile, con riguardo all’opera musicata realizzata su cd (che è opera nuova e diversa rispetto alla sola composizione letteraria), raggiungere accordi con gli amministratori della comunione ereditaria (eredi o Siae) circa lo sfruttamento economico dell’opera musicata realizzata su cd.

Per lo sfruttamento economico dell’opera su cd, se mancassero accordi con gli amministratori della comunione ereditaria (accordi che possono pure essere registrati presso la Siae per maggior tutela), si applicherebbero gli articoli 34, 35 e 36 della legge sul diritto d’autore: ano disciplinati dalle norme degli articoli 34, 35 e 36 della legge sul diritto d’autore: secondo l’articolo 34 «l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica spetta all’autore della parte musicale, salvi tra le parti i diritti derivanti dalla comunione.

Il profitto della utilizzazione economica è ripartito in proporzione del valore del rispettivo contributo letterario o musicale.

Nelle opere liriche si considera che il valore della parte musicale rappresenti la frazione di tre quarti del valore complessivo dell’opera.

Nelle operette, nei melologhi, nelle composizioni musicali con parole, nei balli e balletti musicali, il valore dei due contributi si considera uguale.

Ciascuno dei collaboratori ha diritto di utilizzare separatamente e indipendentemente la propria opera, salvo il disposto degli articoli seguenti».

Secondo l’articolo 35, «l’autore della parte letteraria non può disporne, per congiungerla ad altro testo musicale, all’infuori dei casi seguenti:

1) allorché, dopo che egli ha consegnato come testo definitivo il manoscritto della parte letteraria al compositore, questi non lo ponga in musica nel termine di cinque anni, se si tratta di libretto per opera lirica o per operetta, e nel termine di un anno, se si tratta di ogni altra opera letteraria da mettere in musica;

2) allorché, dopo che l’opera è stata musicata e considerata dalle parti come pronta per essere eseguita o rappresentata, essa non è rappresentata o eseguita nei termini indicati nel numero precedente, salvo i maggiori termini che possono essere stati accordati per la esecuzione o rappresentazione ai sensi degli articoli 139 e 141;

3) allorché, dopo una prima rappresentazione od esecuzione, l’opera cessi di essere rappresentata od eseguita per il periodo di dieci anni, se si tratta di opera lirica, oratorio, poema sinfonico od operetta o per il periodo di due anni, se si tratta di altra composizione.

Il compositore nei casi previsti ai numeri 2 e 3 può altrimenti utilizzare la musica».

Secondo l’articolo 36, «nel caso previsto dal numero 1 dell’articolo precedente l’autore della parte letteraria ne riacquista la libera disponibilità, senza pregiudizio dell’eventuale azione di danni a carico del compositore.

Nei casi previsti dai numeri 2 e 3, e senza pregiudizio dell’azione di danni prevista nel comma precedente, il rapporto di comunione formatosi sull’opera già musicata rimane fermo, ma l’opera stessa non può essere rappresentata od eseguita che con il consenso di entrambi i collaboratori».

Infine, per la migliore tutela dell’opera musicata realizzata su cd (cioè per richiedere ed ottenere i contrassegni Siae) sarà necessario depositare presso la Siae medesima una copia o esemplare della stessa. La legge specifica che i diritti spettanti agli autori si acquistano e si possono esercitare indipendentemente dal deposito della copia presso la Siae che, tuttavia, è atto che assicura la prova certa circa l’esistenza dell’opera in una data, ma non serve a fornire la prova certa della paternità: il deposito stabilisce solo una presunzione semplice di paternità. Chi è definito autore sull’opera depositata presso la Siae, cioè, è ritenuto autore della medesima fino a prova contraria. In alternativa al deposito Siae, è possibile (allo scopo di dare una prova e una data certa per l’esistenza dell’opera) depositare la copia presso un notaio oppure far apporre direttamente sull’opera un timbro postale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

 

note

[1] Artt. 4 e 18 l. n. 633 del 23.04.1941.

[2] Art. 116 l. n. 633 del 23.04.1941.

[3] Art. 33 l. n. 633 del 24.04.1941.


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