Donna e famiglia Entro quanto tempo ci si può risposare dopo la morte del coniuge?

Donna e famiglia Pubblicato il 16 gennaio 2017

Articolo di




> Donna e famiglia Pubblicato il 16 gennaio 2017

Una donna vedova (o anche divorziata) può risposarsi solo dopo 300 giorni dalla morte del coniuge (o dal loro divorzio).

Se il tuo coniuge è deceduto e ti stai chiedendo se puoi risposarti, e dopo quanto tempo, sappi che la legge prevede una “pausa” di soli 300 giorni. Ma cerchiamo di capire perché.

Cos’è il matrimonio?

Il matrimonio è un negozio giuridico attraverso il quale due persone si uniscono, civilmente, da un punto di vista religioso, o in entrambi i modi.

Il matrimonio, infatti, può essere contratto:

  • civilmente, nella casa comunale (alla presenza del sindaco o di un suo rappresentante);
  • religiosamente, in chiesa.

Chi può sposarsi?

Possono contrarre matrimonio:

  • i cittadini maggiorenni che hanno lo stato libero (cioè non sono legati da un precedente matrimonio civile o da un precedente matrimonio religioso trascritto nei registri dello stato civile) e che non sono legati (tra loro) da vincoli di parentela, di affinità, adozione ed affiliazione;
  • i cittadini che hanno già compiuto sedici anni di età, ma solo se sono in possesso dell’autorizzazione del tribunale per i minorenni;
  • i cittadini già coniugati che hanno avuto l’annullamento del matrimonio religioso o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio civile.

Quando ci si può sposare?

Il matrimonio può essere chiesto e celebrato in qualunque momento, tranne nel caso in cui uno dei due promessi sposi sia vedovo o divorziato da meno di 300 giorni.

Ma chiariamo meglio questa questione.

Cos’è il lutto vedovile?

Il cosiddetto lutto vedovile, ovvero il divieto temporaneo di nuove nozze,  è un impedimento che, pur non invalidando il matrimonio, comporta una sanzione per gli sposi, costituita da un’ammenda che va da un minimo di venti euro ad un massimo di ottantadue euro [1].

La legge ha previsto questo temporaneo divieto di nuove nozze per dissipare possibili dubbi sulla paternità dell’eventuale figlio nato nel periodo compreso nei 300 giorni: ciò nel caso la donna fosse incinta. Il divieto termina con il parto o con l’interruzione di gravidanza.

Quando può risposarsi una vedova?

La donna rimasta vedova (o divorziata) può risposarsi solo dopo  300 giorni dalla morte del marito (o dal divorzio), salvo che quest’ultimo sia stato pronunciato per separazione pluriennale o per impotenza del coniuge [2].

Se la donna (al momento della morte del coniuge) non è incinta, può chiedere al tribunale civile una formale autorizzazione a sposarsi prima del termine previsto dalla legge.

 

 

Occorrono documenti particolari?

In casi normali, per la richiesta di matrimonio occorrono:

  • un documento d’identità valido;
  • l’estratto di nascita;
  • il certificato contestuale di residenza, di cittadinanza e di stato libero;
  • se entrambi i futuri sposi (o uno dei due) hanno cambiato la residenza da meno di un anno, è necessario il certificato della precedente residenza.

Nel caso di richiesta di matrimonio avanzata da una vedova, oltre ai suindicati documenti, bisogna produrre la copia integrale dell’atto di morte del coniuge.

Per ottenerla, occorre l’autorizzazione del procuratore della Repubblica del tribunale competente per il luogo in cui si è verificato il decesso.

note

[1] Art. 140 cod. civ.

[2] Art. 89 cod. civ.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI