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Lo sai che? Sconti fiscali per animali in casa

Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2017

Detrazioni e agevolazioni fiscali per i padroni di cani e gatti o altri animali di compagnia: cosa prevede la legge?

Avere un cane o un gatto è sicuramente gratificante dal punto di vista affettivo, ma sotto il profilo economico può essere molto oneroso e un grosso peso mensile sul portafogli. Così, nell’intento di venire incontro a tutte quelle famiglie che hanno in casa un animale da compagnia, la legge prevede una serie di sconti fiscali. In questo modo è possibile immettere, nella propria dichiarazione dei redditi, tutte le spese sostenute per il proprio cane o gatto o qualsiasi altro animale di compagnia, in modo da ottenere uno sconto sulle tasse, sconto che – in gergo tecnico – viene detto «detrazione fiscale».

Spese del veterinario: si scontano dalle tasse?

Le spese per il veterinario e quelle per l’acquisto dei medicinali possono essere scalate dalle tasse nella misura massima del 19%. In buona sostanza si possono dichiarare tutti gli esborsi per l’animale, sostenute nell’anno relativo alla dichiarazione dei redditi che si sta compilando, in modo da ottenere una riduzione del 19% sull’Irpef.

Esiste però un limite minimo e massimo di spesa che, al 2017, coincide a:

  • 387,34 euro per quanto riguarda il limite massimo; tutte le spese superiori a tale importo saranno a completo carico del contribuente;
  • 129,11 euro per quanto riguarda il limite minimo (cosiddetta franchigia).

Questi due limiti si applicano complessivamente a tutti gli animali posseduti. Per cui, se una persona ha, ad esempio, tre gatti, i limiti appena detti restano sempre gli stessi, a prescindere dal numero di animali.

Sulla base di questi dati, quindi, se le spese veterinarie superano la franchigia di 129,11 euro, la detrazione fiscale del 19% dovrà essere calcolata su 258,23 euro ossia su 387,34 (che è l’importo massimo delle spese annue) meno 129,11 euro (che è l’importo minimo). Per cui lo sconto massimo ottenibile è di 49,06 euro all’anno (il 19% di 258,23 euro). In pratica, il contribuente pagherà quasi 50 euro di tasse in meno all’anno, sempre che ne spenda almeno 387,34 per l’animale.

Invece chi spende fino a 129,11 euro non recupera nulla: chi spende, ad esempio, 300 euro può detrarre il 19% di 170,89 euro (300,00 – 129,11); chi spende da 387,34 euro in avanti può detrarre sempre e comunque il 19% di 258,23 euro.

 

 

Per quali spese vale la detrazione fiscale?

Come abbiamo detto, si possono scalare dalle tasse le spese pagate al veterinario, il quale deve ovviamente aver emesso regolare fattura (da esibire all’Agenzia delle Entrate) e quelle per le medicine prescritte dal veterinario stesso. Non possono godere dell’agevolazione fiscale i farmaci senza prescrizione medica, i mangimi, gli antiparassitari.

Per quali animali vale la detrazione fiscale?

Non tutte le spese veterinarie si possono scalare dalle tasse, ma solo quelle sostenute per animali a scopo di compagnia (cani o gatti), o per la pratica sportiva (ad esempio un cavallo). Sono quindi escluse le spese per un pollaio di galline, un gregge di pecore, un maiale o un allevamento di conigli.

Non spetta la detrazione quindi per gli animali detenuti per scopi commerciali (cani e gatti da vendita), o attività agricole o destinati alla riproduzione o al consumo alimentare.

Bisogna essere pronti a esibire i documenti che attestano il possesso dell’animale, anche se di norma non vengono richiesti. Al contrario è fondamentale documentare all’Agenzia delle Entrate il sostenimento della spesa: perciò è bene conservare le fatture e gli scontrini per le spese sostenute.

Come dimostrare la proprietà dell’animale

Se l’animale è un cane è possibile presentare la documentazione relativa al microchip ovvero quella relativa all’iscrizione all’anagrafe canina.

I problemi potrebbero porsi per i gatti e tutti quegli altri animali per i quali non è prevista la registrazione e il microchip. Si potrà ovviare alla lacuna con la fattura di acquisto o il documento che ne attesti l’adozione. In ultima istanza il proprietario può anche provvedere alla registrazione volontaria, in modo da dichiarare la detenzione giuridica dell’animale.

Quali documenti vanno presentati all’Agenzia delle Entrate?

Per ottenere i benefici fiscali è necessario esibire la seguente documentazione:

  • fatture pagate al veterinario intestate al contribuente che vuol beneficiare dello sconto fiscale;
  • gli scontrini dei farmaci prescritti acquistati per l’animale su cui deve essere riportato il codice fiscale della persona che scarica le spese nella dichiarazione o di una persona del nucleo familiare a suo carico.

Come ottenere la detrazione fiscale?

Le spese sostenute devono essere indicate nella dichiarazione dei redditi del contribuente, ossia nel modello 730 o nell’ex Unico (oggi Redditi PF).

Ad oggi non è ancora possibile procedere all’indicazione di tali spese nella dichiarazione precompilata.


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2 Commenti

  1. Perché nel precompilato non sarebbe possibile inserire le spese veterinarie? Lo scorso anno l’ho fatto tranquillamente…

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