Diritto e Fisco | Articoli

Furto in una piazza privata: è responsabile la vigilanza?

21 gennaio 2017


Furto in una piazza privata: è responsabile la vigilanza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 gennaio 2017



Mi sono state rubate 2 bici in una piazza a Roma. Posso rivalermi e chiedere il rimborso dei danni all’istituto di vigilanza privato che la presidia? La Piazza è, infatti, di proprietà privata.

È utile evidenziare preliminarmente che l’attività di vigilanza privata è un’attività disciplinata dalla legge [1]. Tale attività si esplica nel piantonamento, nel controllo di aree geografiche circoscritte e delimitate, nell’installazione di servizi di sorveglianza mediante telecamere o sistemi a raggi infrarossi: tutte operazioni finalizzate a sventare furti, intrusioni da parte di malintenzionati ed eventi spiacevoli di ogni tipo.

Generalmente, tra l’istituto di vigilanza privata e il cliente, ai quali si offrono i servizi, viene sottoscritto un contratto che disciplina i rapporti tra le parti, prevedendo i termini dell’accordo. Va evidenziato anche che, solitamente, tali istituti, per il corretto esercizio della propria attività, vengono coperti da assicurazione che tutela dai rischi connessi allo svolgimento delle operazioni di vigilanza, ad esempio, assicurazione contro i furti o i danneggiamenti.

Entrando nello specifico, scrivere una lettera di richiesta di chiarimenti, indirizzata all’istituto di vigilanza in questione, sia consigliabile, in quanto consentirebbe di reperire informazioni circa il furto, per la presenza di videoregistrazione o per un’eventuale testimonianza diretta della guardia giurata di turno in quella data e, allo stesso tempo, permetterebbe di conoscere se, stante la situazione, ci fossero eventuali tutele per furti ai danni dei terzi presenti nell’area privata sorvegliata.

Quanto detto viene confermato anche dalla giurisprudenza: in particolare, la Corte di Cassazione [2], ha statuito che alle guardie giurate investite della qualifica di pubblici ufficiali è riconosciuto, nell’ambito di loro competenza, il potere-dovere di ricercare ed arrestare in flagranza i colpevoli dei reati alla cui repressione sono preposti, assicurando le prove e adottando le misure cautelative e di coercizione richieste dalle circostanze. Inoltre, la stessa Corte ha statuito la responsabilità di un istituto di vigilanza, reo di non avere adottato tutte le misure necessarie a sventare un furto ai danni del proprio cliente, prevedendo di conseguenza il risarcimento danni per i beni indebitamente sottratti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] Mediante il combinato disposto del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. n. 773 del 18.06.1931), della Legge n. 508 del 19.03.1936, (disciplina del servizio delle guardie particolari giurate), del Regio decreto legge n. 2144 del 12.11.1936, (Disciplina degli istituti di vigilanza privata), del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto del 06.05.1940 e, infine, del Decreto del Ministro dell’Interno n. 269 del 01.12.2010.

[2] Cass. sent. n. 1758 del 24.11.1969.

[3] Cass. sent. n. 16196 del 30.07.2015.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI