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Serve sempre un avvocato per le questioni ereditarie?

21 Gennaio 2017


Serve sempre un avvocato per le questioni ereditarie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Gennaio 2017



Come posso riscuotere la mia parte di eredità? È necessario ricorrere allo stesso avvocato e collaboratore incaricato dall’amministratore di sostegno del de cuius

Il lettore ci riferisce che un avvocato ha ricevuto un incarico dall’amministratore di sostegno con lo scopo di aiutarlo nelle attività relative all’amministrazione di sostegno concernenti la persona di sua zia.

Se così fosse (se cioè effettivamente questo avvocato fosse stato incaricato dall’amministratore di sostegno per assisterlo), i compiti di questo avvocato sarebbero limitati al solo rapporto contrattuale concordato con l’amministratore di sostegno e non si potrebbero in alcun modo estendere alle posizioni degli eredi della zia deceduta.

E, quindi, se gli eredi (compreso il nostro lettore) non hanno direttamente affidato alcun incarico particolare a questo avvocato, egli non può, né potrà agire in nome e per conto loro, né potrà incassare in loro nome e per loro conto somme o crediti.

Pertanto, con riferimento alle somme depositate su conti correnti bancari o postali intestati alla zia, il lettore e gli altri eredi, se d’accordo, potranno recarsi presso l’istituto bancario e/o l’ufficio postale nei quali i conti sono tuttora aperti e, dopo aver esibito il certificato di morte della zia e dimostrato la qualità di eredi, potranno (una volta eseguite le pratiche concernenti la dichiarazione di successione) prelevare la quota parte che spetta loro.

Da valutare che talora le banche bloccano i conti se gli eredi non si presentano tutti assieme nel momento in cui viene deciso di prelevare la quota a ciascuno spettante.

Per ciò che riguarda i titoli postali, occorrerebbe sapere di che tipo di titoli si tratti per poter dire con precisione come agire.

Se fossero buoni postali fruttiferi andrebbe verificato il contratto stipulato dalla zia per verificare se fosse presente la clausola che consente al singolo erede dell’intestatario (cioè della zia) di prelevare anche l’intera somma depositata (clausola di pari facoltà di rimborso).

Per quello che riguarda la polizza assicurativa, se non fosse conosciuto il beneficiario di essa, la Corte di Cassazione ha recentemente escluso [1] che gli eredi abbiano il diritto di chiederne il nominativo alla compagnia assicurativa (in ogni caso la polizza assicurativa non costituisce un bene ereditario e il relativo importo non cade in successione, né deve essere dichiarato in sede di compilazione della dichiarazione di successione).

In definitiva, per agire come erede sulle somme, sui beni mobili e immobili che pro quota spettano non è obbligatoria l’assistenza di un legale anche se, soprattutto in caso di dissenso con gli altri eredi, è spesso opportuna.

Sicuramente, non è assolutamente necessario ricorrere ed affidarsi all’avvocato indicato come collaboratore incaricato dall’amministratore di sostegno.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte 

note

[1] Cass. sent. n. 17790 del 08.09.2015.


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