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Come tutelare la privacy sul tuo smartphone

15 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 gennaio 2017



Gli smartphone sono una miniera di informazioni, terreno fertile per hacker e ladri telematici: ecco come mettere al sicuro i nostri dati personali.

Per tutelare la privacy su smartphone e tablet è consigliabile seguire una serie di semplici accorgimenti. In questo modo renderemo le informazioni personali contenute nel dispositivo inaccessibili a chiunque voglia sottrarcele. Attenzione innanzitutto alle informazioni che memorizziamo sul cellulare (salvare solo quelle strettamente necessarie e quelle «innocue»). Verificare sempre l’attendibilità e la credibilità delle app che scarichiamo. Occhio al wifi gratuito e agli spam. Ecco una semplice guida per mettere al sicuro la nostra privacy.

I dati personali salvati sul cellulare

Un metodo essenziale per scongiurare sul nascere una lesione della privacy è stare attenti a ciò che si salva sul cellulare. Foto, filmati, indirizzi, numeri di telefono, codici d’accesso e password: è consigliabile memorizzare sullo smartphone solo elementi essenziali. Ad esempio, nella nostra rubrica telefonica, è davvero utile inserire indirizzo, contatto Facebook, data di nascita ecc. di tutti i nostri contatti? In questo modo rendiamo potenzialmente accessibili a chiunque una serie di informazioni private, anche riguardanti altre persone.

Allo stesso modo è meglio evitare di scrivere annotazioni troppo dettagliate nelle note, nei promemoria, nell’agenda del nostro smartphone o tablet. Evitare anche di segnare codici pin, dati bancari o postali, anche se mascherati tra i contatti in rubrica. Se poniamo attenzione a ciò che noi stessi memorizziamo sul dispositivo, bloccheremo sul nascere qualsiasi intrusione illegittima nella nostra vita privata.

Le app scaricate

Attenzione anche alle app che scarichiamo sullo smartphone o sul tablet. Accade ormai di frequente che, al primo avvio delle applicazioni, un messaggio automatico ci chieda il consenso per accedere alla nostra rubrica, alle foto e ai filmati, al nostro account sui social network, al servizio di geolocalizzazione della nostra posizione. Anche in questo caso consentiremo al gestore dell’applicazione di accedere ad una serie di dati e informazioni personali.

Ad esempio, se permettiamo ad un’app di pubblicare automaticamente informazioni su Facebook, tutti potranno conoscere dove ci troviamo in quel momento, o la nostra condizione fisica, o il nostro stato di salute. Il tutto potrebbe avvenire in automatico, perché magari quando abbiamo usato l’app per la prima volta abbiamo dato il consenso a tutto ciò (anche involontariamente o con disattenzione). Pertanto, prima di scaricare un’app è sempre consigliabile:

  • informarsi sugli sviluppatori dell’applicazione e sull’attendibilità della stessa (anche attraverso feedback e commenti degli altri utenti, che è sempre meglio leggere);
  • leggere sempre le condizioni d’uso dei nostri dati personali: informarci quindi su chi utilizza i nostri dati e a quale scopo (le app spesso forniscono un link per consultare questa informativa, che spesso viene frettolosamente ignorato). Prima di dare il consenso quindi, è consigliabile informarci sul soggetto che gestirà le nostre informazioni personali e sullo scopo di tutto ciò;
  • non scaricare un’app se ci sembra decisamente inattendibile e poco credibile.

La localizzazione e gli spam

Evitare di mantenere costantemente attivo il servizio di geolocalizzazione del nostro cellulare, che tramite Gps individua la nostra posizione in ogni momento. É consigliabile utilizzare questo servizio solo quando necessario (ad esempio in caso di utilizzo del navigatore per auto). Attenzione anche agli spam e ai banner pubblicitari che non ci sembrano seri e attendibili: mai cliccarci sopra.

Il wifi libero

Massima attenzione anche alle connessioni wifi che sul nostro dispositivo risultano libere e, quindi, non protette da alcuna password d’accesso. A prima impatto non ci sembrerà vero di aver trovato un wifi non protetto e poter risparmiare i dati del 3G: tuttavia, è possibile che si tratti dell’esca di un hacker che tenti di agganciarsi a quanti più smartphone possibili per carpirne i dati salvati. Ovviamente, il pericolo descritto riguarda i wifi privati e non quelli pubblici messi eventualmente a disposizione dai Comuni o dalle compagnie telefoniche.

Il blocco iniziale dello smartphone

Un altro modo per proteggere la nostra privacy è impostare un codice di accesso iniziale sul nostro smartphone o tablet. In questo modo solo noi potremmo accedere al dispositivo, impendendo a chiunque altro di fare altrettanto. Se subiamo il furto del cellulare, quindi, questo è uno strumento che ci consentirà di stare un po’ più tranquilli.

Sui vari modelli di smartphone e tablet ci sono molti modi per bloccare l’accesso iniziale. Dal classico pin della scheda, fino ad un vero e proprio codice segreto scelto da noi. I sistemi più evoluti (ma ormai molto diffusi), consentono addirittura di memorizzare sullo smartphone la nostra impronta digitale: in tal modo solo noi potremo utilizzare il cellulare, perché per accedere alla schermata iniziale sarà necessario poggiare il nostro pollice (o qualsiasi altro dito preventivamente «registrato») sullo schermo del dispositivo.

Le raccomandazioni del Garante della privacy

Il Garante della privacy è una autorità pubblica che si occupa di tutelare i cittadini in materia di dati personali. Possiamo sempre rivolgerci al Garante per segnalare un illecito o per avere informazioni sul come tutelare la nostra vita privata (il sito internet è www.garanteprivacy.it). In materia di smartphone e tablet, inoltre, il Garante ha recentemente diffuso un video tutorial, particolarmente utile per sapere cosa fare per tutelare la nostra privacy sul cellulare (il tutorial è disponibile al seguente link).

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