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Infiltrazioni in casa dalla strada

14 gennaio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 14 gennaio 2017



Condominio: che prevede la legge in caso di infiltrazioni verificatesi in un fabbricato condominiale e provenienti dalla strada pubblica?

Nel caso in cui le infiltrazioni d’acqua ad un fabbricato condominiale provengano dalla pubblica via, la responsabilità è dell’ente pubblico. In particolare per quanto attiene le strade comunali, va rilevato che l’art. 16 lett. b l. 20 marzo 1865 n. 2248 allegato F prevede che le  strade  poste  all’interno  dell’abitato  siano   di   proprietà pubblica.

Ciò implica che il Comune è tenuto non solo alla loro manutenzione ma anche alla loro custodia con conseguente applicabilità dell’art. 2051 c.c.

In alcuni arresti si è affermato che il giudice ordinario è competente a condannare la Pubblica Amministrazione al risarcimento dei danni subiti dal condominio, ma non può condannare la stessa all’eliminazione delle cause del fenomeno dannoso, ossia ad un facere che finisca per tradursi in un atto di ingerenza dell’esercizio discrezionale dell’attività pubblica (Corte di Appello di Roma, 15 gennaio 1997).

Conforme: Cass., 5 giugno 1989, n. 2692

«Con riguardo al pregiudizio che possa derivare all’immobile limitrofo dall’omessa manutenzione di strada pubblica, ovvero, in generale, dall’inosservanza delle regole imposte dalla prudenza e dalle cautele tecniche a salvaguardia dei diritti dei terzi, deve riconoscersi la proponibilità contro l’amministrazione di azione di denuncia di danno temuto, secondo la previsione dell’art. 1172 c.c., vertendosi in tema di comportamenti materiali, non riconducibili all’esercizio di poteri autoritativi e discrezionali, in relazione ai quali rientra nelle attribuzioni del giudice ordinario la condanna dell’amministrazione medesima ad un facere».

Nota bene

Il divieto imposto al giudice ordinario dall’art. 4 della legge 20 marzo 1865 n. 2248 all. E di condannare la

P.A. ad un facere specifico, non opera nel caso in cui sia stata richiesta al giudice ordinario la rimozione di situazioni materiali riconducibili all’attività della P.A. che si presentino in contrasto con i precetti posti dalla prudenza e dalla tecnica a salvaguardia di diritti soggettivi altrui. In tal caso, infatti, non viene in discussione l’esercizio del potere, normalmente discrezionale, della stessa P.A. ma la necessità del ripristino delle condizioni di legalità per il che non può configurarsi la possibilità di una scelta diversa rispetto a quella costituita da tale ripristino (Cass. 25 febbraio 1999, n, 1636).

Ma c’è di più perché nel caso in cui le infiltrazioni siano dovute a frequenti allagamenti che si verifichino in occasione di precipitazioni meteoriche della rete fognaria la P.A. è tenuta non solo al risarcimento dei danni subiti dai cittadini ma anche ad adeguare la propria rete fognaria in modo da evitare il ripetersi degli allagamenti suddetti (Tribunale di Roma, 28 febbraio 1997).

Si è, inoltre, rilevato che qualora il Comune si avvalga di appaltatori, pur non venendo meno l’obbligo di vigilanza in capo all’ente, sull’appaltatore si riversano le conseguenze pregiudizievoli derivanti dall’uso della strada e quindi, conseguentemente, anche la disciplina dell’art. 2051 c.c. con la conseguenza che nel caso in cui venga accertato il nesso di causalità tra la scorretta esecuzione dell’opera pubblica ed il danno da infiltrazione, vi sarà la responsabilità ex art. 2051 c.c. del custode-appaltatore (Tribunale di Bari, 6 marzo 2006). In senso contrario si era però pronunciata in passato la Suprema Corte per la quale il Comune è responsabile ex art. 2051 c.c. qualora abbia omesso di vigilare al fine di impedire che terzi indicati dell’esecuzione di lavori sui beni oggetto della proprietà vi procedessero in guisa tale da determinare danno a fondi limitrofi (Cass. n. 723/1988).

L’ente pubblico proprietario della strada è certamente responsabile ex art. 2051 c.c. per le infiltrazioni provenienti dalla stessa e arrecanti danni ad un fabbricato condominiale.

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1 Commento

  1. Buongiorno ho un locale sotto una strada comunale ho segnalato più volte infiltrazioni di acqua piovana. In occasione del rifacimento della strada da parte del comune ho segnalato che era opportuno intervenire sul piazzale sovrastante il mio locale richiesta non accolta dal comune. Successivamente il comune autorizza a due imprese occupando il suolo citato ad interventi di manutenzione al palazzo, danneggiando ulteriormente il piazzale con aumento delle infiltrazioni di acqua piovana danneggiando in modo pericoloso la volta sottostante in mattoni a cielo di carrozza datata 1700. Nell’ultima comunicazione inviata al comune chiedendo il rifacimento della strada mi hanno comunicato che l’impermeabilizazione non tocca al comune ma al proprietario del locale. Dopo il mancato utilizzo del mio locale per sei anni questo il risultato.Potete darmi consigli in merito.
    Grazie Nicola Lozzi 329/6119050.

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