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Quando sarei andato in pensione se non ci fosse stata la Fornero?

15 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2017



Requisiti per la pensione secondo la vecchia normativa: saresti già andato in pensione se non fosse mai entrata in vigore la Legge Fornero?

«Se non ci fosse stata la Fornero sarei già andato in pensione». Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ormai sono passati parecchi anni dall’entrata in vigore della famigerata riforma delle pensioni nota come Legge Fornero, o Decreto Salva Italia [1]: questa legge ha innalzato notevolmente i requisiti per l’uscita dal lavoro, in nome del taglio alla spesa pubblica, ma ha causato e sta causando innumerevoli disagi per i lavoratori. Complice la crisi economica, che perdura ormai da anni, in moltissimi si sono ritrovati senza stipendio né pensione; sono numerosi anche coloro che vorrebbero uscire dal lavoro per problematiche di salute e familiari, ma la data della pensione, a causa della riforma e degli adeguamenti automatici alla speranza di vita, si sposta sempre più avanti.

Ma in quanti, se non fosse mai entrata in vigore la Legge Fornero, sarebbero già in pensione, o quantomeno molto più vicini all’uscita dal lavoro?

I requisiti prima della Legge Fornero: pensione di vecchiaia

Per capirlo, facciamo un passo indietro e vediamo quali erano i requisiti per la pensione, prima dell’ingresso della riforma Fornero.

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, sino al 2011 era possibile raggiungere il trattamento con 20 anni di contributi (come ora) ma con:

  • 65 anni di età per gli uomini;
  • 61 anni di età per le lavoratrici pubbliche;
  • 60 anni di età per le lavoratrici del settore privato.

Attualmente l’età pensionabile, invece, è:

  • 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le lavoratrici pubbliche;
  • 65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato;
  • 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

Dal 2018 il requisito di età sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi: per le donne, significa attendere quasi 7 anni in più per la pensione. E l’età aumenterà ancora e sarà pari a 66 anni e 11 mesi nel biennio 2019-2020, a 67 anni e 2 mesi nel biennio 2021-2022 e successivamente continuerà ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, applicando gli adeguamenti automatici alla speranza di vita. Questi adeguamenti, è vero, potrebbero non essere applicati se si registreranno dei decrementi nell’aspettativa di vita, ma potrebbero essere anche ulteriormente elevati, se si registrassero incrementi maggiori rispetto a quelli previsti.

Resta in piedi, per quanto riguarda gli anni di contributi, la vecchia Legge Amato, che consente di ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, se questi sono accreditati sino al 31 dicembre 1992 (o se si possiede l’autorizzazione ai contributi volontari prima di tale data o, ancora, si possiedono 10 anni lavorati non interamente e 25 anni di anzianità contributiva); tuttavia questa regola ha un’utilità limitata, dal momento in cui l’età per la pensione di vecchiaia resta quella prevista dalla Fornero.

I requisiti prima della Legge Fornero: pensione di vecchiaia contributiva

I lavoratori soggetti al calcolo della pensione esclusivamente contributivo, perché entrati nel mondo del lavoro dopo il 31 dicembre 1995, potevano conseguire la pensione di vecchiaia con gli stessi requisiti di età previsti per gli altri lavoratori, purché possedessero almeno 5 anni di contributi effettivi; se la pensione era richiesta da un soggetto di età inferiore a 65 anni, l’importo dell’assegno doveva risultare non inferiore ad 1,2 volte l’assegno sociale.

Dopo la Fornero, la pensione di vecchiaia contributiva non è stata abolita, ma si ottiene soltanto a 70 anni e 7 mesi di età (anche questo requisito è adeguato periodicamente alla speranza di vita).

I requisiti prima della Legge Fornero: pensione di anzianità

Prima della Fornero non esisteva la pensione anticipata, che oggi si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi di contributi, per le donne. Esisteva però la pensione di anzianità, che consentiva di pensionarsi con 40 anni di contributi a prescindere dall’età. Quest’anno è stata introdotta la pensione anticipata con 41 anni di contributi, ma il trattamento può essere ottenuto soltanto da chi ha almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età e appartiene a particolari categorie tutelate (disoccupati di lungo corso, invalidi, addetti a lavori faticosi e lavoratori che assistono familiari con handicap grave). Inoltre, il beneficio non sarà per tutti, in quanto sono previsti dei limiti di spesa.

I requisiti prima della Legge Fornero: pensione di anzianità con le quote

Prima della Fornero esisteva anche un’ulteriore tipologia di pensione di anzianità, nota come pensione di anzianità con le quote.

Le quote sono la somma di età e anni di contributi: ad esempio, se un lavoratore aveva 62 anni di età e 35 anni di contributi, raggiungeva la quota 97 e poteva pensionarsi.

Per pensionarsi, in particolare, occorreva raggiungere:

  • la quota 96 per i dipendenti, con un minimo di 35 anni di contributi e 60 anni di età;
  • la quota 97 per gli autonomi, con un minimo di 35 anni di contributi e 61 anni di età.

I requisiti prima della Legge Fornero: le finestre

Nella vecchia disciplina, però, a causa di una nota legge del 2010 [1], la decorrenza della pensione non era immediata, al raggiungimento dei requisiti, ma spostata secondo le cosiddette finestre. Nel dettaglio, i lavoratori dipendenti subivano uno spostamento di 12 mesi e gli autonomi di 18 mesi dalla data del raggiungimento dei requisiti.

I requisiti prima della Legge Fornero: si applicano ancora?

Non tutti sanno che i requisiti per la pensione anteriori alla Legge Fornero possono essere ancora utilizzati da determinati soggetti tutelati, con l’applicazione, però, degli adeguamenti alla speranza di vita. Si tratta dei beneficiari delle cosiddette salvaguardie, cioè dei lavoratori appartenenti a determinate categorie (lavoratori in mobilità, autorizzati al versamento volontario dei contributi, che assistono familiari con handicap grave, a termine, cessati dal servizio), rispondenti a precisi requisiti.

Inoltre, sopravvivono ancora oggi ulteriori deroghe alla legge Fornero, come l’opzione donna e la pensione di anzianità per gli addetti ai lavori faticosi. A certe categorie di lavoratori, infine, la Legge Fornero non è applicata, come gli appartenenti al comparto sicurezza e soccorso pubblico.

note

[1] Dl 78/2010.


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55 Commenti

  1. È vergognoso che ci raggirano così.la poltrona riescono a congelarsela sotto il culo e non si staccano piu.in più raggiungendo la pensione ancora belli freschi e giovani..lavorando non x bisogno ma x hobby e per il potere di avere tutto a loro pro…aumentandosi anche lo stipendio..vergogna.ITALIANI SVEGLIATA TANTO TUTTI I POLITICI PARLANO LA STESSA LINGUA…DS E SN.

  2. Il governo attuale, non ha voglia di cambiare le cose, altrimenti basterebbero 2 ore di consiglio per aggiustare tutto.
    Al voto subito, eleggiamo un governo a misura d’uomo no di banca o di falso europeismo, stampare moneta non far circolare moneta di altri stati, camuffata da euro.
    Meno poteri alla banca centrale europea

    1. QUESTI NUOVI FANNO PEGGIO
      CON LA QUOTA 100
      almeno con chi ha avuto la sfortuna di dare solo 11 anni di contributi

  3. Se non sbaglio mi pare di aver sentito che la figlia è andata in prepensionamento a 39 anni. Pane e acqua a vita non meritano pietà.

  4. La Fornero ha solo messo una “pezza” per evitare il tracollo finanziario….i veri danni li hanno fatti le politiche miopi di DC e PSI degli anni 60/70/80 che per garantirsi uno scranno a Montecitorio hanno permesso i pensionamenti con anche solo 15 anni di contribuzione….baby pensioni che stiamo ancora pagando ora!! Inoltre il sistema previdenziale italiano sarà nuovamente prossimo al tracollo se nel “carrozzone” INPS non verrà scorporato l’assistenzialismo cioè le pensioni sociali, invalidità ecc. che dovrebbero essere a carico della fiscalità generale, dalla previdenza cioè le pensioni dei lavoratori che effettivamente hanno versato una “vita” di contributi!!

    1. Forse non hai sentito padoan quando ha detto che la truffa fornero è un pilastro per la finanza pubblica, ergo i tuoi contributi servono ad inpedire di aumentare l’iva e a trovare i soldi per salvare le banchette, non a pagare pensioni

  5. Quello che purtroppo NON abbiamo ancora capito è che questi farabutti senza un minimo di coscienza, sono tutti uguali bianchi, rossi e neri…… il problema è che della povera gente non frega nulla di nulla

  6. Il 1° Gennaio dell’anno Corrente, sono stato collocato a riposo d’ufficio per limiti di età, per aver maturato i requisiti con la normativa pre-Fornero. Ho 65 anni e avrei preferito continuare a lavorare. Per me che sono un Funzionario dello Stato non è possibile restare; mentre per i Magistrati, gli Avvocati dello Stato; i Professori Universitari Ordinari e Medici di Struttura complesse, se vogliono possono restare fino a 70 anni. C’è chi vuole restare in servizio e non può e chi vuole andare in pensione e non può. Esigenze contrapposte, nel rispetto delle opinioni altrui. Voglio aggiungere, che la pensione non l’ho ancora ricevuta e non si riesce a capire quanto me la daranno, cosi anziché fare il pensionato, mi ritrovo a fare l’esodato. Faccio tanti auguri a coloro che desiderano andare in pensione e a coloro che son in cerca di un lavoro, affinché possono realizzare i propri sogni al più presto. Sono contrario ai vitalizi e ai privilegi dei Parlamentari e dei potenti, che offendono e mortificano la povertà e la miseria delle persone meno abbienti. Non c’è comprensione, rispetto, tolleranza e rinuncia, per aiutare le persone bisognose, ma solo egoismo. CONTINUA………..

  7. Ci vogliono poveri fino alla morte , governo del cazzo è tutta la tua discendenza. Dovete crepare tutti!! Schifosi

  8. Bisogna andar a roma e cominciare a farsi giustizia da soli ..quelli godono a vederci morire sul posto di lavoro qua ci vorrebbe un mussolini

  9. La cosa che mi sconcerta di più di questi miserabili e che non distinguono i lavori usuranti da quelli che non lo sono. La proposta di legge si e’ arenata in Parlamento e così rimarrà chissà per quanto. Vergognatevi!

  10. La Fornero dichiaro’ che i giovani di oggi sono fannulloni, informatevi cosa fanno i suoi figli e le somme che percepiscono attraverso lo stato e lei, Cicciolina è un fiore.

  11. Tutto questo grazie ad un delinquente N. vigliacco e traditore, a tradito gli Italiani per ben 5 volte a differenza del padre che tradì 1 volta, prende i soldi degli Italiani dal 1953.

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