Donna e famiglia Addio mantenimento alla ex moglie che può lavorare

Donna e famiglia Pubblicato il 15 gennaio 2017

Articolo di

> Donna e famiglia Pubblicato il 15 gennaio 2017

La casalinga ha diritto all’assegno di mantenimento dall’ex marito solo a patto che non abbia una specifica professionalità e una potenziale capacità di guadagno.

Se la donna ha le capacità e la preparazione da consentirle di lavorare non può continuare a vivere alle spalle dell’ex marito, per cui è diritto di quest’ultimo non versarle l’assegno di mantenimento. A chiarirlo è la Cassazione in una sentenza di due giorni fa [1]: secondo la Corte solo quelle donne che hanno perso, prima della separazione, ogni potenziale capacità di guadagno possono esigere l’assegno mensile (è il caso della casalinga quarantenne che non ha una formazione specifica), mentre le altre devono cercare di mantenersi da sole.

La donna perde il mantenimento se può lavorare

Non è la prima volta che la Cassazione decreta il sostanziale tramonto del diritto assoluto e incondizionato all’assegno di mantenimento. Ne abbiamo già parlato in Divorzio, addio mantenimento della donna e in Niente più mantenimento alla donna separata.

Per comprendere il punto di vista della giurisprudenza dobbiamo partire da un principio: se la donna lavora o può lavorare e volontariamente non lo fa – il conseguente reddito (effettivo o potenziale) può essere valutato dal giudice per ridurre o cancellare del tutto il suo diritto al mantenimento. Scopo dell’assegno mensile è infatti quello di equilibrare le condizioni economiche degli ex coniugi anche dopo la separazione. Se lo stipendio dell’ex moglie le consente di avere il medesimo tenore di vita del marito allora non può rivendicare il mantenimento o, quantomeno, potrà beneficiare di un mantenimento inferiore.

Il problema non si pone quando la donna ha un proprio stipendio o, da autonoma, ha una dichiarazione dei redditi: il dato numerico di quanto guadagnato è evidente e non richiede, spesso, ulteriori accertamenti.

I dubbi nascono invece quando la donna è disoccupata. Il punto su cui si sofferma la Corte è quello relativo alle ragioni del mancato reperimento di una sistemazione lavorativa. E, seppur implicitamente, la Cassazione distingue i casi in cui ciò sia dovuto a una incapacità della donna per aver svolto sino ad allora, altri compiti – come la casalinga – e, dunque, per non aver potuto coltivare una propria “formazione al lavoro”, dai casi invece in cui lo stato di disoccupazione dipende da un suo atteggiamento pigro o schizzinoso, magari in cerca di una posizione lavorativa ideale, confacente alle proprie ambizioni. Ebbene, in tali ipotesi, si legge in sentenza: «l’attitudine al lavoro proficuo della ex moglie, quale potenzialità di guadagno, costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione della misura dell’assegno di mantenimento da parte del giudice, che deve al riguardo tenere conto non solo dei redditi in denaro, ma anche di ogni utilità o capacità dei coniugi suscettibile di valutazione economica», come appunto una formazione o pregresse esperienze lavorative maturate dalla ex moglie prima della separazione. «L’attitudine del coniuge al lavoro assume in tal caso rilievo solo se viene riscontrata in termini di effettiva possibilità di svolgimento di un’attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore individuale e ambientale, e non già di mere valutazioni astratte ed ipotetiche» [2].

In buona sostanza, ciò che conta non è tanto quanto guadagna la ex moglie ma le sue possibilità concrete e specifiche di guadagnare, a prescindere dal non aver trovato una propria sistemazione lavorativa.

Se nasce un nuovo figlio diminuisce il mantenimento

Inoltre – precisa la Corte – in materia di separazione, la formazione di una nuova famiglia da parte del coniuge obbligato a versare il mantenimento e la nascita di figli con un nuovo partner, pur non determinando automaticamente una riduzione dell’assegno all’ex moglie e ai figli nati con quest’ultima, deve essere valutata dal giudice come circostanza sopravvenuta che può portare alla modifica delle condizioni di separazione inizialmente stabilite dal tribunale, in quanto comporta il sorgere di nuovi obblighi di carattere economico [3]. È da escludere però che il diritto di mantenimento del precedente coniuge venga retrocesso rispetto a quello del nuovo: entrambi vanno contemperati ed equilibrati, di modo che nessuna delle due famiglie possa subire da ciò una menomazione.

note

[1] Cass. sent. n. 789 del 13.01.2017.

[2] Cass. sent. n. 3502/2013, sent. n. 18547/2006.

[3] Cass. sent. n. 14175/2016.

Autore immagine 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

14 Commenti

  1. Ad aprile finisco la separazione…poi dovrei divorziare? O,e in automatico? . Non ho figli e passo il mantenimento alla ex moglie…250€ lei lavora attualmente come banconista in un bar..dato che ne ha quasi 30anni di esperienza ..mi dite se devo passare ancora il mantenimento?..al quanto le ho dato la bellezza di 3anni per trovarsi una occupazione ,lei ha 42anni.

  2. Finalmente la legge gira a favore dell’uomo, tuttavia ci sono uomini cattivi e che fanno danni bisogna valutare con due pesi con due misure e non a favore della donna a prescindere

  3. Quando giungerà il momento del divorzio, visto che non ci sono figli e siete indipendenti economicamente accordatevi per procedere con un divorzio congiunto (se i rapporti sono civili tra di voi) con la scelta di un solo avvocato che seguirà entrambi. Naturalmente, nelle condizioni del ricorso di divorzio oltre a evidenziare che ogni coniuge provvederà personalmente al proprio mantenimento, dovrete sottolineare altre questioni patrimoniali se in sospeso ancora tra di voi. In bocca al lupo.

  4. Se esistono rapporti civili tra di voi vi consiglio di procedere per un divorzio congiunto con l’assistenza di un solo legale che seguirà entrambi. Nel ricorso evidenziate che essendo impiegati al lavoro entrambi “ognuno provvederà al proprio mantenimento senza pretesa alcuna verso l’altro” . In bocca al lupo….

  5. Finalmente. ….doveva passare un po per capire che gli uomini lavoravano come i asini per pagare il mantenimento alle Bernarde. ….e loro che li lasciavano col elastico delle mutande solo

  6. Sempre ragione all’uomo rovina famiglia ,se mantiene una amante può continuare a mantenere l’ex moglie ,motivo della separazione o divorzio

  7. A come si procede quando i ruoli sono cambiati?
    Mio ex marito e laureato in medicina e non vuole lavorare. Fa assistenza ai malati e presenta una busta paga di 500 euro per non dare i piu soldi alla nostra figlia minorenne. Il suo assegno di mantenimento per la figlia è di 250 euro. Assolutamente insufficente come potete immaginare per una ragazza di 17 anni.
    Nonostante questo il giudice ha deciso che io non devo chiedere niente e va bene cosi. Io sono medico come lui e lavoro tantissimo per poter pagare affitto spese scuola e dare la possibilita a mia figlia di essere una bambina come gli altri.
    Per favore ditemi se questo è la giustizia?

  8. Io conosco una tizia che con due figli fatti con due uomini diversi porta a casa la bellezza di mille euro ,ovviamente non ha mai lavorato,e con la scusa che e’disoccupata per le sue figlie spende poco e niente i soldi finiscono per abbonamenti in palestra,centro estetico e altro ,considerando che vive con la madre e non ha spese ,e ogni tanto prova a chiedere un mantenimento ancora più elevato,se qualora decidesse di fare un terzo con un altro da povera disoccupata e con due figlie fatte con uomini diversi ovviamente a fine mese può arrivare alla modica cifra di 1500 euro tanto per lei ci sono i muli che lavorano per lei,da disoccupata i soldi per rifarsi il seno alla clinica Parioli dopo aver vessato il suo ex marito trascinandolo per tribunali ….ovviamente la furba avendo una casa cointestata e non volendo restare li per ragione di comodità si e’ritrovata un bel gruzzoletto ….Viva la giustizia

  9. io spero solo me i giudici applicano questa legge perché nn è affatto bello vedere la moglie spassarsela perché nonostante un diploma nn vuole lavorare perché per suo principio il marito la deve mantenere e lui nonostante invalido accertato le tocca pure lavorare per passare lo stipendio a lei e per poter sopravvivere lui nn vivere e questa è stata legge?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

Hai un dubbio giuridico, curiosità che ti piacerebbe conoscere? Chiedicelo

CERCA CODICI ANNOTATI