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Entro quanto chiedere il risarcimento per diffamazione?

4 febbraio 2017


Entro quanto chiedere il risarcimento per diffamazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 febbraio 2017



12 anni fa mi sono separata dal mio compagno e socio di azienda che sparse in giro la voce che ero scappata con i soldi. Posso ancora fare qualcosa?

Chi si ritiene vittima di un reato, può proporre querela nel termine di novanta giorni per chiedere la punizione del colpevole. Nel relativo procedimento penale può costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno.

La querela, necessaria per iniziare l’azione penale, come detto, va proposta entro novanta giorni da quello in cui la parte offesa ha notizia dei fatti costituenti reato. Nel caso esaminato, quindi, nulla può farsi dal punto di vista penale per giungere alla condanna dell’ex compagno alle pene previste per questo reato.

A prescindere dalla richiesta di condanna penale, la vittima può anche esperire un procedimento civile per far accertare di aver subito il danno e chiederne il risarcimento. L’unica scelta possibile per la nostra lettrice sarebbe quella di instaurare una causa civile.

A questo proposito, però, vi è un problema preclusivo derivante dal tempo trascorso da quando si è resa conto di essere rimasta vittima della diffamazione. L’azione civile di risarcimento del danno  si prescrive, in base al Codice Civile [1], in cinque anni dal giorno in cui chi assume di aver subito il danno abbia avuto, usando l’ordinaria diligenza, ragionevole ed adeguata conoscenza del danno e della sua ingiustizia. Se per il reato è prevista una prescrizione più lunga, allora i termini per la causa civile sono equiparati a quelli della prescrizione penale. Ai sensi del Codice Civile, infatti, (Decorrenza della prescrizione) essa comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere; nel caso di danno derivante da un reato, il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato. Se per il reato è prevista, poi, una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile.

La Corte di Cassazione, in linea con le previsioni del codice, ha poi stabilito che il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno morale da diffamazione decorre non dal momento in cui l’agente compie il fatto illecito, ma dal momento in cui la parte lesa ne viene a conoscenza [2].

È, dunque, importante, stabilire esattamente l’epoca in cui la nostra lettrice si è resa conto di essere rimasta vittima della diffamazione: ciò avvenne subito dopo la separazione? Dal momento della conoscenza dei fatti, come abbiamo visto, comincia a decorrere la prescrizione del proprio diritto al risarcimento. Ci si chiede: dopo quanto tempo si verifica la prescrizione nel nostro caso? Nel caso in esame la diffamazione, punita con la reclusione fino a tre anni [3], prevede una prescrizione (del reato) in un tempo massimo di sette anni e mezzo. La prescrizione dell’azione di risarcimento si verifica dunque dopo sette anni e mezzo dalla scoperta del reato da parte di chi lo ha subito. Essa potrebbe essersi verificata, pertanto, nel 2012, se si accorse del reato nel 2005; ma, in ogni caso, decorsi sette anni e mezzo dalla data in cui si è verificata la scoperta dell’avvenuta diffamazione. Se in questo arco di tempo il danneggiato formula una richiesta di risarcimento, la prescrizione comincia a decorrere nuovamente per lo stesso, uguale, periodo.

Sono, dunque, purtroppo trascorsi i termini per chiedere tutela davanti ad un giudice.

Concludendo:

  • l’azione di risarcimento per il reato di diffamazione si prescrive, al massimo, nel termine di sette anni e mezzo dal giorno della scoperta del reato da parte di chi afferma di esserne stato vittima;
  • non è più possibile proporre una querela per instaurare il giudizio penale;
  • l’eventuale azione in sede civile apparirebbe prescritta essendo decorsi oltre dieci anni dai fatti;
  • la prescrizione può essere interrotta comunicando alla controparte la volontà di chiederle il risarcimento ed in tal caso comincia a decorrere un nuovo termine di prescrizione con uguale durata, a far data dall’interruzione;
  • in definitiva, a meno che la donna non abbia comunicato al suo ex compagno l’intento di chiedergli un risarcimento entro sette anni e mezzo dalla sua consapevolezza dei fatti, non pare che possa essere utilmente avviata un’azione di risarcimento danni in sede civile.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza

note

[1] Combinato disposto degli artt, 2935 e 2947 cod. civ.

[2] Cass. n. 20609 del 20.10.2011.

[3] Art. 595 cod. pen.


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