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Lo sai che? Danni in condominio: chi paga?

Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2017

Il mio appartamento è stato danneggiato a causa di infiltrazioni dalla mansarda condominiale soprastante. È vero che devo pagare i danni a meno che l’assemblea non decida il contrario?

Il codice civile prevede in modo chiaro [1] che le spese necessarie per la conservazione ed il godimento delle parti comuni (come, ad esempio, il tetto) sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno e, cioè, sulla base della tabella generale millesimale. Sono considerate spese necessarie per la conservazione (e che, quindi, si ripartiscono fra tutti i condomini in misura proporzionale al valore della proprietà stabilito nelle tabelle millesimali) quelle finalizzate alla manutenzione e riparazione ordinaria o straordinaria dei beni comuni ed anche quelle per rifondere i danni subiti dai singoli condomini nelle loro unità immobiliari e causati da beni comuni [2].

Le considerazioni appena fatte non cambierebbero in nessun modo anche se fosse accertato che le infiltrazioni siano state causate da un difetto di costruzione del tetto condominiale. In tal caso, infatti, anche se fosse possibile chiedere il risarcimento dei danni e la riparazione del tetto al costruttore – venditore, ciò non escluderebbe comunque la responsabilità del condominio che è tenuto, anche in questi casi di difetti di costruzione o progettazione, a risarcire i danni e riparare il bene comune da cui il danno si è propagato alla proprietà esclusiva del lettore [3].

In definitiva, se l’assemblea non dovesse deliberare di ripartire (in proporzione, sulla base della tabella generale di proprietà) fra tutti i condomini (compreso il lettore) le spese per la riparazione del tetto e quelle per provvedere a risarcire i danni subìti, il lettore potrebbe agire dinanzi alla competente Autorità giudiziaria per ottenere da tutti gli altri condomini il risarcimento dei danni e la riparazione del tetto condominiale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Art. 1123 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 23308 del 08.11.2007.

[3] Cass. sent. n. 17268 dell’11.06.2012.


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