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Lo sai che? Polizza vita: se il beneficiario muore prima dell’assicurato…

Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 febbraio 2017

Avevo stipulato una polizza vita a beneficio di mio figlio che poteva essere liquidata solo con il consenso del beneficiario. Mio figlio è morto: la polizza resta irrevocabile?

In caso di morte del beneficiario di una polizza vita, precedentemente all’assicurato, si profilano due situazioni a seconda della presenza o meno di una espressa individuazione al suo interno o nel testamento.

Se il beneficiario è una persona indicata in polizza, o nel testamento, in caso di decesso precedente a quello dell’assicurato, la prestazione deve essere eseguita a favore dei suoi eredi [1]. In altre parole, la morte del beneficiario in un momento anteriore rispetto a quello dell’assicurato trasmette agli eredi del beneficiario medesimo i diritti derivanti dalla polizza sulla vita.

Se, invece, i beneficiari sono gli eredi legittimi, non indicati espressamente in polizza, questi vengono liquidati nella loro qualità e, in caso di più beneficiari, in mancanza di espressa volontà dell’assicurato, l’indennità viene divisa in parti uguali [2].

La Corte di Cassazione [3] evidenzia che nel contratto di assicurazione contro gli infortuni a favore del terzo, cui si applica la disciplina dell’assicurazione sulla vita, la disposizione contenuta nel codice civile, secondo cui, per effetto della designazione, il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione, deve essere interpretata nel senso che il diritto del beneficiario alla prestazione dell’assicuratore trova fondamento nel contratto ed è autonomo, cioè non derivato da quello del contraente. Pertanto, quando in un contratto di assicurazione contro gli infortuni, compreso l’evento morte, sia stato previsto, fin dall’origine, che l’indennità venga liquidata ai beneficiari designati o, in difetto, agli eredi, tale clausola va intesa nel senso che il meccanismo sussidiario di designazione del beneficiario è idoneo a far acquistare agli eredi i diritti nascenti dal contratto stipulato a loro favore. Mentre l’individuazione dei beneficiari-eredi va effettuata attraverso l’accertamento della qualità di erede secondo i modi tipici di delazione dell’eredità (testamentaria o legittima) e le quote tra gli eredi, in mancanza di uno specifico criterio di ripartizione, devono presumersi uguali, essendo contrattuale la fonte regolatrice del rapporto e non applicandosi, quindi, la disciplina codicistica in materia di successione con le relative quote.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta 

note

[1] In base all’art. 1412, co. 2, cod. civ.

[2] La normativa e la giurisprudenza confermano quanto detto. L’art. 14, co. 3, d.lgs. n. 252 del 05.12.2005 statuisce che: «In caso di morte dell’aderente ad una forma pensionistica complementare prima della maturazione del diritto riscattata dagli eredi ovvero dai diversi beneficiari dallo stesso designati, siano essi persone fisiche o giuridiche».

[3] Cass. sent. n.19210 del 29.09.2015.


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