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Che cos’è la 104? A chi si applica e cosa prevede

19 Gennaio 2017 | Autore:
Che cos’è la 104? A chi si applica e cosa prevede

La legge n. 104 del 1992 permette l’accesso a numerosi benefici fiscali, sociali ed economici per le persone affette da handicap e per i loro familiari.

La legge n. 104/1992, dedicata all’assistenza, all’integrazione sociale e ai diritti delle persone handicappate, ha lo scopo di garantire il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata.

Persegue tali finalità [1]  mediante:

  • la promozione della piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;
  • la prevenzione e rimozione delle condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali;
  • il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali, assicurando i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata;
  • la predisposizione di interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata.

A chi è rivolta la legge 104/1992?

Le previsioni contenute nella legge sono dirette principalmente alla persona handicappata.

È la legge stessa a dare una definizione di persona handicappata, qualificata come colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che é causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione [2].

La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alle sue capacità individuali ed alla efficacia delle terapie riabilitative.

La legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale.

La legge n. 104/1992 si rivolge anche ai familiari prevedendo, ad esempio, che la cura e la riabilitazione della persona handicappata si realizzino con programmi che prevedano prestazioni sanitarie e sociali integrate tra loro, coinvolgendo la famiglia e la comunità, assicurando gli interventi per la cura e la riabilitazione anche a domicilio [3].

Ancora, è previsto che l’inserimento e l’integrazione sociale della persona handicappata si realizzino mediante interventi di carattere socio-psicopedagogico, di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, di aiuto domestico e di tipo economico, a sostegno della persona handicappata e del nucleo familiare in cui è inserita [4].

Inoltre, Il genitore o il familiare lavoratore, dipendente pubblico o privato, ha diritto ad appositi permessi retribuiti. Ha diritto anche di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede [5].

Come si accerta l’handicap?

L’accertamento dell’handicap avviene attraverso l’esame da parte di una commissione medica costituita presso la Asl  [6].

Nella commissione medica sono presenti anche un operatore sociale ed un esperto nei casi da esaminare.

In  sede di accertamento sanitario, la persona interessata può farsi assistere dal proprio medico di fiducia.

La domanda per ottenere il riconoscimento dell’handicap va presentata all’Inps per via telematica. L’interessato può provvedervi autonomamente oppure attraverso gli enti abilitati come patronati sindacali, associazioni di categoria e Caaf.

In caso di accertamento negativo da parte dell’Inps, è ammessa la tutela dinanzi al tribunale civile (sezione lavoro e previdenza).


note

[1] Art. 1 legge 104/1992.

[2] Art. 3 legge 104/1992.

[3] Art. 7 legge 104/1992.

[4] Art. 8 legge 104/1992.

[5] Art. 33 legge 104/1992.

[6] Art. 4 legge 104/1992 ed art. 1 legge 295/1990.


4 Commenti

  1. Sono convinto che le persone che usufruiscono di questa legge ne fanno abuso, non fannol’uso corretto di questa legge.ne conosco tanti che fanno uso di questa legge x farsi lavori privatamente, o che vanno in vacanza. Bisogna fare controlli come vengono molto serrati.

  2. Mi sembra che la d.ssa Tiberi abbia scritto un articolo un pò “superficiale” e generico, utile solo ad una prima lettura dell’argomento Legge 104 da parte di “persone non addette ai lavori”. LaLeggePerTutti ha pubblicato, in passato, articoli molto più corposi ed esplicativi, che, comunque, ho avuto modo di commentare da “addetto ai lavori”.
    Distinti saluti

  3. Mi chiamo giovanni o 75 anni sono invalido al 100 per 100 o la 104/192 art 3 com 3 inticap e non mi danno niente come sussidio ce la possibilita di avere qual cosa come sussidio in attesa di un vostro riscontro, saluti giovanni

  4. Si ma nonne vero cke la legge e uguale per tutti per cke lo vedo da me non o gnente nono una casa non o assistenza non posso lavorare camino co una stampella prestata mi anno riconosciuto il67 per cento però non prendo nulla di sussidio però miannno riconosciuto la legge 104 cke ne faccio mica Mida da mangiare mica mi compro medicine mica mi da un tetto sula testa posso dire cke posso prendere una fune e cavarmela nel collo in modo da non vedere lo scritto di legge cke mi ritrovo.

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