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Editoriali Una intelligence poco intelligent: i servizi segreti “trasparenti” a Google

Editoriali Pubblicato il 1 settembre 2012

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> Editoriali Pubblicato il 1 settembre 2012

I segreti della nostra intelligence sarebbero alla mercé di tutti grazie a Google Street View.

Tra le notizie di questa estate, sparate dai giornali nazionali con la stessa procacità di certi costumi femminili, diverte (laddove non preoccupa) quella apparsa sul Secolo XIX: stando a quanto afferma il quotidiano ligure, le telecamere di Google Street View sarebbero capaci di riprendere ciò che avviene all’interno di Forte Braschi, sede – come noto – di alcuni uffici dell’Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna. Targhe di auto, volti di funzionari e militari, pile di documenti e stanze dei bottoni: i segreti della nostra “intelligence” (e le virgolette non sono casuali) sarebbero alla mercé dei dipendenti di Google e del mondo intero. Insomma, sembra che, in Italia, a fare acqua da tutte le parti non siano solo alcune compagnie turistiche per crociere o i tubi dei depuratori. Anche i Servizi segreti, spesso accusati di poca trasparenza e opacità, diventino cristallini agli occhi di una semplice telecamera digitale di pochi euro.

Chi aveva pensato a blindare le aree militari con mura di cinta e filo spinato, mettendo in guardia i passanti con i più catastrofici avvisi (“È vietato avvicinarsi, fare fotografie, filmati e rilievi anche a vista”), non aveva evidentemente immaginato che le spie potessero giungere dall’alto.

L’ennesimo primato tutto italiano, se si pensa che l’intelligence parigina o la stessa CIA hanno invece, già da tempo, oscurato ogni quartier generale (e non) agli occhi indiscreti dei satelliti.

Si diceva, in apertura, che notizie del genere, quando non preoccupano, divertono. Perché, in un finale degno del miglior Spielberg, i segreti della nostra politica militare e governativa saranno facilmente intercettabili anche dall’E.T. di turno: un modo per trascorrere le siderali domeniche “in”, ammesso che anche gli alieni condividano quel gusto da “soap opera” che caratterizza ormai le vicende nostrane.

 


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1 Commento

  1. Incredile emolto preuccupante !! Insomma il “Grande Fratello” sta diventando realtà, e ovviamente non mi riferisco al reality che non ho mai visto, ma al libro di Orwell !!
    Grazie molte per averci dato questa notizia. Non sono un Avvovato, sono una Psicoanalista, ma vi seguo con grande interesse.

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