Diritto e Fisco | Articoli

Raccomandata in posta

16 gennaio 2017


Raccomandata in posta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 gennaio 2017



Notifica di raccomandate e atti giudiziari: non ritirare una raccomandata è diritto del destinatario; tuttavia, la busta resta disponibile per 30 giorni oltre i quali si forma la compiuta giacenza. Gli atti giudiziari si considerano invece notificati dopo il decimo giorno dal deposito in Posta.

Se non ritiri la raccomandata dal postino, la busta viene restituita subito al mittente con l’indicazione che la mancata consegna è dovuta a rifiuto del destinatario. Il plico, pertanto, non viene depositato neanche un giorno alla Posta.

Se, invece, il postino non ti trova a casa (irreperibilità), né trova nessun’altro al tuo posto disposto a ritirare la raccomandata, deposita la busta all’ufficio postale e lì rimane per 30 giorni, oltre i quali la consegna si considera come se fosse stata effettuata (è la cosiddetta compiuta giacenza).

Per la consegna di atti giudiziari, cartelle di pagamento, multe e avvisi di accertamento, nel caso di irreperibilità del destinatario, il plico viene depositato all’ufficio postale e se il destinatario non lo ritira, esso si considera notificato entro il 10° giorno dal deposito.

Ma procediamo con ordine.

Cosa succede se rifiuto la raccomandata?

È diritto del destinatario rifiutare la raccomandata. In tal caso, però, la busta si considera come se fosse stata consegnata e il destinatario come se ne avesse preso effettivamente visione e conoscenza. In altre parole, gli effetti legali della raccomandata rifiutata sono gli stessi della raccomandata accettata.

Si pensi al caso di una diffida di pagamento: essa interrompe i termini di prescrizione sia che il debitore accetti la raccomandata, sia che la rifiuti.

Cosa succede se non sono a casa quando arriva il postino?

Se il postino non trova il destinatario a casa, tenta la consegna della raccomandata a un convivente stabile con almeno 14 anni o altra persona addetta alla casa o all’ufficio. Può anche tentare la consegna al portiere. Se ciò dovesse avvenire, ne dà comunicazione al destinatario con l’invio di una seconda raccomandata.

Se invece tali soggetti non dovessero essere presenti o dovessero rifiutarsi di ritirare la raccomandata, il postino riporta la raccomandata all’ufficio postale e lì la conserva per 30 giorni, senza costi aggiuntivi per il destinatario. Nello stesso tempo avverte il destinatario del tentativo di consegna della busta con l’invio di una seconda raccomandata.

È facoltà del destinatario ritirare la raccomandata in un secondo momento, ma fino a massimo 30 giorni. Dopo la scadenza dei 30 giorni, si forma ciò che viene detto compiuta giacenza: la raccomandata si considera come se fosse stata consegnata e il destinatario come se ne avesse avuto effettiva conoscenza. La busta, tuttavia, viene restituita al mittente con la dicitura compiuta giacenza.

Atti giudiziari, multe, avvisi di accertamento

Una particolare questione meritano gli atti giudiziari, le multe e gli avvisi di accertamento. Anche in questi casi, la raccomandata resta depositata alla posta per 30 giorni e di ciò il destinatario viene messo a conoscenza con l’invio di una seconda raccomandata.

Tuttavia, vi è una regola speciale per quanto attiene il momento in cui la raccomandata si considera notificata. La legge dispone che:

  • se la raccomandata viene ritirata nei primi 10 giorni, la notifica si considera avvenuta nel giorno del ritiro;
  • se la raccomandata viene ritirata dall’11° giorno in poi, la notifica si considera comunque avvenuta il 10° giorno.

La questione non è di poco conto. Infatti è proprio dalla data di consegna della raccomandata (o da quando essa si considera consegnata) che decorrono i termini per un eventuale ricorso in opposizione. Così, per esempio, se l’automobilista ritira la multa il 20 giorno da quello in cui la stessa è stata depositata all’ufficio postale, il termine per adire il giudice di pace (termine di 30 giorni) è già iniziato a decorrere da 10 giorni (ossia dal 10° giorno dal deposito). Egli quindi avrà perso 10 giorni per difendersi.

L’avviso di accertamento

Proprio riguardo al caso dell’avviso di accertamento, si è recentemente espressa la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1]. La sentenza ribadisce la regola che abbiamo appena indicato: in caso di mancato recapito di una raccomandata contenente un avviso di accertamento per temporanea assenza del destinatario, la tentata notifica si perfeziona al più tardi entro dieci giorni anziché entro il maggior termine di 30 giorni [2].

La legge [3] sulle notificazioni tramite servizio postale stabilisce infatti che:

  • in caso di ritiro del plico entro dieci giorni dalla data della tentata notifica, il ricorso si presenta entro 60 giorni dalla data di ritiro dell’atto;
  • in caso di ritiro del plico oltre i dieci giorni dalla data della tentata notifica, si impugna entro 60 giorni dal decimo giorno successivo a quello della tentata notifica.

Il giudizio

Secondo i giudici di merito, in conclusione, i due ricorsi sono tardivi. La Ctr ricorda che, in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario di una raccomandata contenente un avviso di accertamento, si ricorre entro 60 giorni dal ritiro se questo avviene entro dieci giorni dalla data di tentata notifica, ovvero entro 60 giorni dal decimo giorno successivo alla data di notifica se il ritiro avviene oltre il decimo giorno. Questo perché il regime della compiuta giacenza (legge 890/1982) si applica anche alle raccomandate ordinarie per atti giudiziari.

Trascorsi, pertanto, inutilmente dieci giorni dalla spedizione del plico senza ritiro da parte del destinatario, l’avviso di ricevimento è restituito al mittente con annotazione in calce sottoscritta dall’agente postale della data di avvenuto deposito e l’indicazione: «Atto non ritirato entro il termine di dieci giorni».

note

[1] Ctr Lombardia sent. n. 6278/28/16.

[2] Pertanto, il minor regime della compiuta giacenza previsto dalla legge sulla notificazione prevale, infatti, sul maggior termine previsto dal regolamento postale.

[3] Art. 8, legge 890/92.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

3 Commenti

  1. L’avviso di ricevimento è un servizio accessorio della raccomandata e serve al mittente per comprovare quando e da chi sia stata ritirata la raccomandata. Oggi che la ricerca dell’esito della raccomandata può essere fatta anche dal sito delle poste, viene meno l’utilità dell’avviso di ricevimento. Poichè la raccomandata viene consegnata solo a firma del destinatario, o di un suo incaricato, si può risalire sempre non solo alla data di consegna, ma anche alla firma di colui che ha ritirato

  2. La cosa più vergognosa sta nel fatto che inviano questa raccomandate o cartelle in agosto ben sapendo che parecchie persone non sono a casa……PD banda di ladri.

  3. non si capisce.. in un articolo per gli atti giudiziari si hanno 180gg mentre in questo dite 30gg… quanti sono? sullo “scontrino” delle poste cosa ci deve essere scritto?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI