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Fermato con 5 grammi di cocaina ma per il giudice non è spaccio

4 Settembre 2012 | Autore:
Fermato con 5 grammi di cocaina ma per il giudice non è spaccio

Pochi grammi di coca non fanno lo spacciatore. 

Assolto dall’accusa di spaccio uno studente in possesso di 5 grammi di cocaina: secondo il giudice la polvere bianca era destinata per uso personale.

Ha dell’incredibile una recente sentenza di assoluzione emessa da un giudice di Forlì [1], nei confronti di uno studente fermato poche ore prima con un quantitativo di droga ben superiore ai limiti massimi consentiti dalla legge.

La legge prevede infatti delle semplici sanzioni amministrative [2] per chi viene trovato con un quantitativo uguale o inferiore a 1.6 grammi di cocaina. Entro tali limiti, la droga viene considerata destinata a “uso personale” e non vi è alcun reato. Oltre tale limite, invece, si presume la finalità dello spaccio e scatta la sanzione penale [3].

Tuttavia, anche chi venga trovato con dosi superiori a tale limite può sempre dimostrare l’uso personale. In altre parole, il limite di 1,6 grammi non fa scattare automaticamente la sanzione penale per spaccio, ma è sempre concesso all’incriminato dimostrare che la droga, benché superiore al detto limite, era destinata ad un uso proprio [4].

È quanto successo nel caso in questione, dove il magistrato, sulla base degli elementi probatori presentati a processo, ha assolto il giovane perché il fatto non sussiste. Ciò che desta molte perplessità è la motivazione, piuttosto originale, della sentenza. Secondo il giudice, infatti, il quantitativo detenuto dallo studente, pur se eccedente i limiti legali, era da considerarsi rivolto ad uso personale poiché nei periodi estivi vi è la tendenza a fare scorta di droga: ciò in vista delle maggiori difficoltà di reperimento della cocaina per quanti si trasferiscono in luoghi di villeggiatura. Insomma: secondo il giudice, la scorta estiva è legale, benché sia un quantitativo da spacciatore.

Sicuramente la sentenza farà discutere, tanto più in un Paese come il nostro dove il consumo di sostanze stupefacenti è tra i più alti in Europa.

 

 

note

[1] Alessandro Trinci in veste di giudice monocratico.

[2] Consistenti in: sospensione della patente di guida o divieto di conseguirla; sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla; sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli; sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario. Le sanzioni suddette possono essere applicate singolarmente o congiuntamente per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno. Art.75, comma 1, D.P.R 309/1990, come modificato dalla L. 21.02.2006 n. 49: 1 – Chi importa, acquista o detiene per farne uso personale le seguenti sostanze:

– a) oppio e suoi derivati

– b) cocaina e sostanze ad azione analoga

– c) allucinogeni

– d) anfetamine

– e) sostanze ad effetto ipnotico-sedativo

– f) ogni altra sostanza capace di determinare dipendenza fisica o psichica

è punito con la sanzione amministrativa della sospensione della patente di guida, del passaporto, e di ogni altro documento equivalente, e, se si tratta di straniero, del permesso di soggiorno per motivi di turismo, ovvero del divieto di conseguire tali documenti, per un periodo DA DUE A QUATTRO MESI;

2 – se si tratta di:

– a) cannabis indica e prodotti da essa ottenuti

– b) sostanze di impiego terapeutico che inducano dipendenza fisica o psichica lieve

la sanzione amministrativa di cui sopra va DA UNO A TRE MESI.

[3] Consistente nella reclusione da 6 a 20 anni e la multa da euro 26000 a euro 260000. Art.73, comma 1, D.P.R 309/1990, come modificato dalla L. 21.02.2006 n. 49.

[4] É questo il significato della distinzione tra presunzione assoluta (quella che non consente la prova contraria) e presunzione relativa (quella che invece consente la prova contraria).


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