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Pensione anticipata agevolata: a chi spetta

17 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 gennaio 2017



Pensione anticipata requisiti ridotti, con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci: molti i potenziali destinatari fuori dal beneficio.

Pensione anticipata con 41 anni di contributi per pochi, forse pochissimi: quello che doveva essere un intervento di ampio respiro, che avrebbe consentito a chi ha iniziato a lavorare presto di potersi pensionare quasi 2 anni prima, rispetto all’ordinaria pensione anticipata, sarà, di fatto, riservato a una platea di destinatari ristretta.

L’anticipo (di 1 anno e 10 mesi per gli uomini, 10 mesi per le donne), infatti, costa caro e non basta possedere il solo requisito di aver iniziato a lavorare presto (bisogna possedere 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del 19° anno di età), per accedere al beneficio: bisogna appartenere a determinate categorie, come disoccupati, invalidi, lavoratori che assistono un familiare con handicap grave o addetti ai lavori faticosi e pesanti. Ma non è sufficiente nemmeno questo secondo requisito, per molti: da un’attenta lettura della normativa [1], come riportata dalla scheda Inps del 10 gennaio 2017 sull’argomento, infatti, si desume chiaramente che i lavoratori autonomi, nonostante abbiano iniziato a lavorare presto e abbiano svolto mansioni usuranti o faticose, sono esclusi dal beneficio. Peraltro, anche chi rispecchia perfettamente tutti i requisiti potrebbe vedersi negata l’agevolazione, perché vi sono dei severi limiti di spesa.

Insomma, la pensione anticipata quota 41, che pure avrebbe dovuto rappresentare la più importante “marcia indietro” rispetto alla riforma Fornero, per come è stata formulata sembrerebbe essere diventata una deroga per pochi fortunati.

Ma quali sono tutti i requisiti necessari per accedere a questa pensione a requisiti ridotti? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Pensione anticipata agevolata: come funziona

La pensione anticipata a requisiti ridotti, nota anche come pensione quota 41, è un tipo di trattamento previdenziale che può essere raggiunto, come accennato, solo dai cosiddetti lavoratori precoci, cioè da chi ha iniziato a lavorare molto presto: in particolare, per rientrare nel beneficio e raggiungere la pensione con 41 anni di contributi, bisogna possedere almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro versata prima del compimento del 19° anno di età. Non  valgono, quindi, i contributi figurativi, o per il riscatto del corso di studi, ad esempio.

Inoltre, come abbiamo detto, non tutti coloro che possiedono un anno di contributi da effettivo lavoro versato prima del compimento dei 19 anni possono raggiungere questa pensione, ma soltanto coloro che rientrano in determinate categorie.

Pensione anticipata quota 41: a chi spetta

Possono beneficiare della pensione anticipata agevolata i lavoratori dipendenti e autonomi:

  • iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi) e alle sue forme sostitutive ed esclusive (ad esempio fondo elettrici, telefonici…);
  • con almeno 1 anno di contributi, come già esposto, per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

I lavoratori, inoltre, per ottenere il beneficio devono trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • essere disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, senza percepire da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante;
  • essere lavoratori dipendenti, o autonomi, che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave;
  • essere lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • essere lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (cioè ai lavori appositamente elencati da un noto decreto del 2011 [2]), o che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività:
  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Pensione anticipata quota 41: gli esclusi

In base ai requisiti elencati, emerge in modo abbastanza chiaro la platea degli esclusi:

  • innanzitutto, coloro che sono fuori dall’Assicurazione generale obbligatoria e dalle forme sostitutive ed esclusive, come gli iscritti alla Gestione Separata e gli iscritti alle casse professionali;
  • sono poi esclusi, anche se hanno svolto lavori faticosi e pesanti da oltre 6 anni, i lavoratori autonomi, in quanto sono espressamente menzionati nell’elenco dei beneficiari soltanto i lavoratori dipendenti.

Che dire, invece, a proposito di chi possiede sia l’iscrizione alle gestioni che consentono di accedere alla pensione quota 41, sia l’iscrizione alle gestioni fuori dal beneficio? Né la Legge di bilancio, né l’Inps hanno chiarito questo punto; non è stata chiarita nemmeno la particolare situazione degli addetti ai lavori pesanti che possiedono sia contributi da lavoro dipendente che da lavoro autonomo (peraltro, questi ultimi sono inclusi nella pensione di anzianità per gli addetti ai lavori usuranti con le quote, anche se devono possedere una quota più alta rispetto ai dipendenti).

Sicuramente maggiori dettagli arriveranno dal decreto attuativo che dovrà essere emanato a breve e dalle successive circolari Inps. Nel frattempo, in parallelo a quanto previsto per l’accesso a deroghe e benefici analoghi, si ritiene che chi ha la doppia iscrizione potrà accedere, ma solo se matura autonomamente i requisiti contributivi in una delle gestioni indicate dalla legge (senza, dunque, contare i contributi versati nelle gestioni escluse).

Bisogna infine considerare, a proposito dell’esclusione dal beneficio, l’ulteriore requisito dell’assenza di incompatibilità. Se si accede alla pensione usufruendo della riduzione per i lavoratori precoci, infatti, non si può svolgere lavoro subordinato o autonomo fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensione anticipata e non si possono ottenere altre maggiorazioni previste per i lavoratori precoci.

Pensione anticipata quota 41: come fare domanda

La domanda per la pensione anticipata quota 41 può essere inviata dal mese di maggio 2017; il trattamento verrà riconosciuto a condizione che l’interessato risulti appartenere alle categorie elencate e risulti in possesso dei requisiti necessari per essere definito precoce. Inoltre, non si potrà superare il numero di domande che tiene conto dei limiti di spesa previsti dalla Legge di bilancio (il limite sarà stabilito con un dpcm, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri).

note

[1] Art.1, Co. 199 ess., Legge di Bilancio 2017.

[2] D.lgs 67/2011.

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2 Commenti

  1. La domanda di pensione anticipata deve essere presentata entro Maggio 2017 …….. quindi non si può più fare?

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