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Ape sociale, chi ne ha diritto?

17 Gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Gennaio 2017



 Ape agevolata a carico dello Stato: quali categorie di lavoratori hanno diritto al beneficio?

 

Ho 63 anni e 31 anni di contributi, sono disoccupata da tre anni, ex dipendente del settore privato: posso pensionarmi con l’Ape?

Considerando che la lettrice ha già compiuto 63 anni di età, è attualmente disoccupata senza diritto ad ammortizzatori sociali e possiede oltre 30 anni di contributi, può beneficiare non soltanto dell’Ape volontaria, ma anche dell’Ape sociale.

Quest’ultimo è un beneficio che consente di fruire dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato, anziché richiedendo un prestito bancario. Chi beneficia dell’Ape sociale, perciò, non subisce penalizzazioni sulla futura pensione, perché non deve restituire le rate di alcun prestito, né deve pagare l’assicurazione per il rischio di premorienza, ovviamente.

L’Ape sociale è pari alla futura pensione dell’interessato, ma non può mai superare i 1.500 euro mensili.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sul funzionamento dell’anticipo pensionistico agevolato.

Ape sociale: come funziona

L’Ape sociale, come l’Ape ordinaria, o volontaria, consiste nella possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, rispetto ai requisiti di età previsti per la pensione di vecchiaia (dal 2018, pari a 66 anni e 7 mesi per tutti). L’assegno che viene erogato dall’uscita dal lavoro sino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia, però, non è ottenuto, come nell’Ape volontaria, con un finanziamento bancario, ma è erogato direttamente dallo Stato. Inoltre, a differenza dell’Ape, l’Ape sociale ammonta all’intera futura pensione del beneficiario e non a una sua percentuale, ma sino a un ammontare massimo di 1.500 euro mensili.

Ape sociale: requisiti

Per ottenere l’Ape sociale, nel dettaglio, si devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, senza percepire da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante; chi appartiene a questa categoria deve possedere almeno 30 anni di contributi;
  • essere lavoratori dipendenti, o autonomi, che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; anche per questa categoria è necessario il possesso di 30 anni di contributi;
  • essere lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono necessari anche in questo caso almeno 30 anni di contributi;
  • essere lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (cioè ai lavori appositamente elencati da un noto decreto del 2011 [1]), o che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività:
  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Per queste ultime categorie, però, ci vogliono almeno 36 anni di contributi.

In base a quanto esposto, nel caso della lettrice non ci sono ostacoli di sorta per poter beneficiare dell’Ape sociale, in quanto:

  • possiede oltre 63 anni di età;
  • possiede oltre 30 anni di contributi;
  • era iscritta all’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago, che comprende i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Inps, come artigiani e commercianti; sono comunque inclusi nel beneficio anche gli appartenenti alle gestioni esclusive e sostitutive dell’Ago, come il fondo elettrici, ad esempio, e gli iscritti alla Gestione Separata Inps);
  • è attualmente disoccupata e non percepisce l’indennità di disoccupazione o altri assegni spettanti in virtù dello stato di disoccupazione (è necessario essere privi di questi ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, alla data della domanda).

Ape sociale: domanda

Al momento, non si conoscono le modalità operative per inoltrare la domanda di Ape sociale, perché deve ancora essere emanato il decreto attuativo della Legge di bilancio 2017; inoltre, a seguito del decreto, dovranno essere emanate dall’Inps le istruzioni operative, con circolari o messaggi appositi.

Ad ogni modo, si ritiene che, in parallelo a quanto previsto per l’Ape volontaria, sarà sempre l’Inps a gestire l’intera procedura, che dovrebbe dunque essere accessibile dal sito web dell’istituto, sezione Servizi per il cittadino, per chi è in possesso di pin o spid (identità unica digitale). Si potrà comunque decidere di far seguire le pratiche da un patronato.


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2 Commenti

  1. Perché con 15 anni di contributi pagati entro il 1992 e quindi con una pensione di 700,00 euro lordi che maturerà dal 1 dicembre 2019 (dal sito INPS “LA MIA PENSIONE”) non ho diritto all’APE VOLONTARIA.
    Essendo un anticipo finanziario sulla pensione futura quindi con il costo a mio carico non capisco perché non mi venga neanche concesso il diritto di poter valutare se accedere o no (solo perché ho 15 anni di contributi invece di 20 ma con diritto maturato )
    Quando sono rimasta a casa dal lavoro nel 1989 dopo la nascita del 2° figlio avrei dovuto percepire la pensione a 55 anni – ora dopo la riforma della Sig.ra FORNERO al compimento dei 67 anni.
    Credo che già lo slittamento di 12 anni sia un buon contributo alla causa rispetto al mio contratto originario. Quindi credo che almeno la possibilità di valutare se accedere o no all’APE VOLONTARIA mi possa essere concessa.

    Cordiali saluti

    Claudia

  2. buonasera: ho compiuto 63 a dicembre 2016 ho piu’ di ventanni di contributi versati, ho perso il lavoro nel 2000 da allora svolgo lavoretti di poco conto. la mia domanda e’posso fare la domanda di pensione(ape volontaria) avendo sentito che se l’importo e meno di 700 euro non ne ho diritto. grazie

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