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Lo sai che? Legge 104: come gestire l’assistenza al malato

Lo sai che? Pubblicato il 17 gennaio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 gennaio 2017

Svolta della Cassazione: non è più obbligatorio assistere tutto il giorno il familiare invalido. Via libera al dipendente che ha bisogno di dedicare del tempo ad attività personali.

Fino a poco tempo fa, l’interpretazione della legge 104 del 1992, era molto rigida: chi aveva un parente da accudire, durante il permesso retribuito, doveva stare tutto il giorno con il proprio caro. Anche di notte. Il rischio licenziamento era alto se il dipendente veniva sorpreso a passeggiare, magari solo per distrarsi o fare la spesa. Situazione che, obiettivamente, poteva ben capitare a chi aveva l’onere di aiutare – tutto il giorno – un familiare in difficoltà.

L’ultimo orientamento della Cassazione [1], invece, ha cambiato le carte in tavola aprendo alla possibilità di dedicare del tempo anche alla propria persona. Ed è infatti normale pensare di riposarsi nell’arco delle 24 ore. Pensiamo a due aspetti. Il primo: quando il parente che deve assistere la persona malata lavora, ha tutti i momenti della giornata occupati. Infatti, impiega una parte del tempo al lavoro e l’altra parte ad assistere il parente malato. Quindi, gli spazi per la vita personale, oppure anche per svolgere normali faccende casalinghe, sono prossimi allo zero. Ma la stessa cosa vale quando il lavoratore prende il permesso retribuito per essere d’aiuto al caro con problemi. Il tempo da impiegare per questioni personali o anche di normale menage domestico, resta comunque assai limitato. E, quindi, anche se i permessi dal lavoro sono stati pensati soprattutto per aiutare la persona malata, la recente sentenza della Suprema corte ha voluto considerare anche le difficoltà del parente che assiste. Senza però chiudere un occhio nei confronti di chi dei permessi retribuiti ne fa un uso distorto.

Legge 104: posso uscire di casa se ho chiesto un permesso retribuito?

Come abbiamo appena spiegato, l’ultima sentenza della Corte di Cassazione [1], rappresenta una svolta in relazione alla possibilità di ritagliarsi del tempo durante il periodo di assistenza del proprio caro. Questo, però, non vuol dire che sia possibile abusarne. Purtroppo, molte volte, questo strumento socio-assistenziale, è stato usato per sbrigare faccende personali o, addirittura, per andare in vacanza.

La Cassazione, nella sua ultima sentenza, ha considerato entrambe le facce della stessa medaglia. Per cui, la finalità dei permessi retribuiti resta comunque quella di «favorire l’assistenza alla persona affetta da handicap grave in ambito familiare». Ma allo stesso tempo tiene conto delle esigenze di chi deve assistere: «I permessi servono a chi svolge quel gravoso compito di assistenza a persona handicappate, di poter svolgere un minimo di vita sociale, e cioè praticare quelle attività che non sono possibili quando l’intera giornata è dedicata prima al lavoro e, poi, all’assistenza. Ma, è ovvio che l’assistenza dev’esserci».

Quindi, è bene ribadirlo, va bene programmare gli impegni, ma guai a scambiare i permessi retribuiti come un’alternativa alle ferie.

Cosa succede se abuso dei permessi 104?

Le conseguenze possono essere gravi. Si rischia il licenziamento e una denuncia per truffa ai danni dello Stato. Misure severe? Probabilmente no. Abbiamo già detto che non sono pochi i dipendenti che hanno fatto un uso distorto dei permessi e, per questo, è bene ribadire cosa è un permesso retribuito: strumento socio-assistenziale che consente di assentarsi dal lavoro senza perdere la retribuzione. Il permesso, a differenza delle ferie, viene chiesto al datore di lavoro con poco o nessun preavviso perché serve al dipendente per risolvere particolari situazioni.

Ed allora giova sottolineare che l’abuso dei permessi retribuiti relativi alla legge 104, non comporta solo il licenziamento, ma il licenziamento in tronco (per giusta causa), quindi, senza preavviso. Perché la sanzione è così pesante? Perché tra lavoratore e datore di lavoro deve esserci un rapporto di fiducia. Sostenere di assentarsi per assistere un parente malato e allontanarsi, invece, per una gita al mare, rompe un elemento chiave del rapporto tra dipendente e datore di lavoro che è, appunto, la fiducia.

Della denuncia per truffa ai danni dello Stato ne abbiamo parlato nell’articolo Permessi 104: se usati come ferie è truffa. In questa sede mettiamo in evidenza che una denuncia del genere è soggetta alla procedibilità d’ufficio. Mentre il licenziamento è discrezionale, è infatti l’azienda che decide come affrontare la questione con il dipendente, il procedimento penale è obbligatorio. Una volta scattato il licenziamento, l’Inps è obbligata alla denuncia. I dipendenti dell’Istituto di previdenza potrebbero chiudere un occhio? No. Si tratta di pubblici ufficiali che vengono a conoscenza del reato nell’esercizio delle proprie funzioni. L’autorità giudiziaria, quindi, persegue il colpevole appena acquisisce la denuncia. Si tratta di un’azione irrevocabile, che non è possibile interrompere.

Abuso dei permessi 104: le sanzioni dell’Inps

Ma c’è di più. In caso di abuso dei permessi retribuiti, l’Istituto di previdenza provvederà a revocarli e a recuperare tutte le prestazioni erogate.

note

[1] Cass. sent. n. 54712/16 del 23.12.16.


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29 Commenti

  1. Io mi domando perché non ci sono più controlli sulla legge 104.
    Ho un collega che usufruisce della 104 per il figlio..
    Mi domando? Se il figlio lavora é possibile che il mio collega ne usufruisce?

    1. Spaventa il suo aridume
      consistente nella sua totale mancanza di informazione, sensibilità e garbo nei confronti di una persona con cui divide le giornate
      È stato bello vedere come in tanti la abbiano azzittita!!!!

      1. cara Signora forse lei non sà che i permessi vengono retribuiti dakll’inps, e che il denaro all’Inps li diamo noi tutti. Poi non ci lamentiamo delle restrizioni che ci vengono applicate quando molti di questi colleghi ne approfittano. Mi dispiace dirlo ma è questione di cultura.

  2. Buongiorno: è perfettamente lecito che il disabile portatore di handicap grave lavori, in quanto l’inabilità lavorativa non va confusa con l’handicap: un conto, difatti, è la riduzione della capacità lavorativa, un conto è l’handicap, inteso come svantaggio sociale derivante dalla disabilità o dalla menomazione della persona. Prova ne sia il fatto che i permessi Legge 104 sono riconosciuti anche al disabile stesso in quanto lavoratore.

  3. Mi meraviglio per la domanda della signora Nicoletta e per la poca sensibilità .Se ha un collega che utilizza la 104 , dovrebbe sapere di che si tratta oppure potrebbe approfondire la questione ,nel caso il dubbio l’attenagli .Cercare di capire di che cosa è affetto questo ragazzo!.Essere colleghi, non significa condividere spazi e gelosie,ma condividere esperienze belle o brutte ,che ci possano toccare tutte le corde della nostra anima per farci diventare persone migliori.

    1. Cara Miny ho avuto legge 104 per mio figlio…che é deceduto il 30 /09/2016 con fibrosi cistica….non sono insensibile al problema….MA quando vedo persone che ci marciano prendere i permessi per altri motivi…be mi c…zo..Io ho due colleghi che uno come ho scritto prende i permessi per il figlio che lavora e abita solo…e l’altro con la 104 va vedere i figli che giocano pallone…
      Ditemi se è normale una cosa del genere.

  4. Mi dispiaca ma io sono un papà di figlia disabile. Secondo il mio modesto parere i permessi 104 li deve usufruire solo chi c’è la in casa non in abitazione diverse

    1. Quindi secondo lei chi assiste persone che ne hanno diritto
      Che non abitano con loro…..
      Si devono ‘ammazzare’ ancora di più …
      In base a quale logica scusi?????

  5. Sono mamma di un bimbo disabile grave e ho anche i genitori penso che bisogna passarci prima di giudicare io vorrei andare in pensione prima perché sono stanca

  6. La solidarietà è un principio fondamentale, tanto che la nostra Costituzione ne parla già all’articolo 2. Non capisco perché se un familiare con un serio problema di salute ha bisogno, anche se vive altrove, non dovrebbe essere aiutato. E comunque se la solidarietà non si esercita tra i membri della famiglia dove volete che si eserciti?

  7. La norma, secondo me, avrebbe bisogno di essere rivista sopratutto per quanto riguarda i giorni di fruibilità nel mese che sono sicuramente insufficienti per assistere il familiare con problemi di disabilita’. Un altra cosa è la correttezza con cui vengono richiesti i giorni e poi come vengono utilizzati dagli aventi diritto.

  8. Ho un invalidita’ del 46/ per malattia rara , non posso richiedere la 104 oppure permesso retribuiti a lavoro?

  9. Mi dispiace per tutti quelli che purtroppo non hanno la 104 e che ne dicono di tutti i colori!!! Capisco ma è da pazzi criticare o offendere in questo modo un portatore di handicap!!!! Io detentore di 104 la baratterei con un buon stato di salute di quelli che condannano i permessi!

  10. Ho il papà disabile e in questo momento gravissimo. Non ho potuto sfuriate della 104 nei giorni di ricovero pur assistendolo anche la notte in ospedale perché i medici non hanno potuto definire coma ma solo in stato gravissimo. Ora abbiamo deciso di portarlo a casa, ma non avendo la residenza insieme non posso prendere l’aspettativa retribuita eppure sono fissa in casa sua. Questo lo considero un limite di questa legge.

  11. Provare per credere. Sia che l’invalido possa o non possa lavorare e’ un’impegno per tutta la vita e se l’invalidità e’ al 100% non hai più’ un momento per te anche se si e’ in più’ di uno a seguire l’interessato. Chi ha dei dubbi può’ provare. Sicuramente lascia da parte quella che viene chiamata vita sociale se opera con correttezza.

  12. Sono mamma di una bimba disabile di 18 mesi.
    Complimenti alla.signora Nicoletta..
    Forse la.sfortuna bussa alle porte sbagliate

  13. Cara Rosy hai ragione ,ho dovuto cambiare residenza perché vivere con i miei genitori entrambi disabili al 100% di 94 anni con ictus e demenza per l’Inps non era sufficiente,così facendo la mia casa è diventata 2 casa e ho pagato € 980 di tasi oltre al doppio di pattume.Una vera ignoranza burocratica.

  14. Le persone che parlano della Legge 104 con invidia non sanno di cosa parlano, io farei volentieri a meno dei 3 giorni al mese se avessi mio marito sano. Provare per credere. Certe persone non meritano neanche una risposta e comunque auguro a tutti di non averne mai bisogno, ma nel caso, cambierebbero subito idea.

  15. L’invidia è una brutta bestia,ma non auguro a nessuno di averne bisogno,perchè questi signori cambierebbero subito opinione .Questi signori non sanno quanto sono fortunati.

  16. Buona sera, fino a 5 giorni fa avevo due famigliari con handicap grave. Avevo 3+3 giorni di 104 ma cercavo di usufruirne solo 3 dove contemplavo tutte le infinite pratiche burocratiche e l’assistenza ai miei famigliari. Dedicavo e dedico tuttora ogni momento libero annullandomi totalmente per l’impegno veramente grande. Ora che mamma non c’è più ho un problema ancora più grande. Mio fratello rimasto totalmente solo (seguito ancora dalla badante di mamma che è in preavviso di 30 giorni) deve essere seguito h24. Io non abito con lui ho una mia famiglia (che praticamente non vedo quasi mai)e vorrei chiedere un congedo straordinario. Ma l’inps prevede questo solo se si abita nello stesso stabile. Io dico che se abitavo nello stesso stabile non avevo bisogno di un permesso di questo tipo perché avrei passato ogni secondo libero con lui ma, a maggior ragione, se si abita in posti diversi questo congedo dovrebbe essere concesso. Oltre ai 3 giorni di lutto per il decesso di mamma mi sono dovuta prendere i suoi 3 giorni di 104 e una settimana di ferie non avendo potuto affrontare tutte le pratiche che ho tuttora in corso. Guardo il soffitto prima di dormire e mi chiedo come faro a gestire mio fratello che non si muove quasi più e ha perso completamente la parola e il livello cognitivo è talmente calato che a volte nemmeno mi riconosce? Spero che Dio mi dia la forza perché aiuti effettivi e concreti al momento non ne ho. Non gli hanno nemmeno dato l’assegno di accompagnamento nonostante 3 ricorsi fatti.

  17. Buongiorno. Ho una domanda da fare perchè non ho capito bene; Come fanno a darti 3 giorni al mese retribuiti?
    Io ho fatto domanda per mia mamma che abita con me. Lavoro 6 giorni su sette perchè ho un contratto partime di 24 ore ( ma ne faccio anche dalle 30 alle 38 ore) comprese le domeniche. Come mi saranno dati?

    1. I 3 giorni al mese vengono dati nel momento in cui la persona disabile ha un invalidità del 100% con la concessione della legge 104 (limitazione delle attività di vita quotidiana) come aveva mia mamma e come ha mio fratello. Se non le hanno concesso la legge 104 che oltre ai 3 giorni prevede una serie di ausili (pannoloni, carrozzella, letto antidecubito ecc) tutte cose che purtroppo ho avuto per mia mamma e in parte anche per mio fratello, e che mi sono stati di grande aiuto sia per lei e anche per lui che utilizza i pannoloni e a breve attiverò anche la richiesta per la carrozzella. Senza la legge 104 non avrei potuto avere questi aiuti.

    2. Io, a differenza sua, e visto che i famigliari erano due ho dovuto passare da un contratto di 40 ore a uno part time di 25 questo perché non avendo ottenuto l’assegno di accompagnamento invalido al 100% e con inabilità lavorativa al 100%, (non si capisce come potrebbe gestirsi da solo) non ho potuto permettermi di assumere un’altra badante che si occupasse di lui. Infiniti ricorsi e tempi lunghissimi incompatibili con una malattia neurodegenerativa. Ma purtroppo questo è !

  18. Rispondo tutti voi che avete scritto….ho avuto il primo figlio che é deceduto il 30/9/2016 di fibrosi cistica trapiantato. Per 36 anni lo curato da sola…essendo ragazza madre…ho mosso mari e monti per fargli vivere una vita tra virgolette tranquilla.
    Avrei dato la vita per mio figlio..
    Quello che io voglio dire che purtroppo ci sono persone che della legge 104 ne approfittano.

    1. Condoglianze per il Suo immenso dolore, Capisco il senso di impotenza che si prova, lo vivo giorno per giorno con mio fratello. Della legge 104 se ne approfittano in molti è vero, come del resto per molte altre cose in questo paese. Purtroppo chi ne subisce le conseguenze sono persone che, per colpa di molti, si trovano da sole a combattere burocrazia e superficialità generale. Si dovrebbe valutare con molta più attenzione ogni singolo caso. Temo che in questo paese la strada per la valutazione corretta dei diritti dei disabili sia ancora molto lunga. Siamo in alto mare e non c’è la volontà di migliorare la qualità di vita delle persone più fragili.

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