HOME Articoli

Lo sai che? Aumenti del 35% per i pendolari delle linee alta velocità

Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 gennaio 2017

Dal 17 gennaio 2017, scattano i rincari per gli abbonamenti dei pendolari della linea alta velocità voluti da Trenitalia, azienda partecipata interamente dallo Stato.

L’amara sorpresa era stata preannunciata ai viaggiatori già dagli ultimi mesi dello scorso anno, quando, con un dietrofront, la direzione ha rinunciato alla decisione iniziale di eliminarli definitivamente. Magra consolazione che ha portato molte associazioni dei consumatori sul piede di guerra contro la decisione assunta dalla dirigenza.

Sono circa 8.000 i passeggeri che durante la settimana affollano i treni ad alta velocità. Per molti di loro, lavoratori costretti a quotidiani spostamenti, gli aumenti in parola sono un vero e proprio dramma, poiché potrebbero significare persino la rinuncia al posto di lavoro. E così, nel bel mezzo di proteste e ricorsi, l’azienda vara quattro differenti tipologie di abbonamenti con incremento del prezzo:

  • abbonamento AV valido tutti i giorni e per tutto il giorno;
  • abbonamento AV valido tutti i giorni nella fascia oraria 9 – 17;
  • abbonamento AV valido per viaggi dal lunedì al venerdì in tutte le fasce orarie;
  • abbonamento AV valido per viaggi dal lunedì al venerdì per treni in partenza nella fascia oraria 9-17.

Come sottolineato da molti, la scelta di Trenitalia disincentiverà inevitabilmente l’utilizzo del trasporto ferroviario.

Già dal primo gennaio Trenitalia aveva previsto la prenotazione obbligatoria del posto a sedere per tutti gli abbonati, con possibilità di due prenotazioni giornaliere – una per l’andata ed una per il ritorno – per ogni giorno solare di validità dell’abbonamento. La prenotazione obbligatoria aveva già da sé destato molti malumori tra i passeggeri, i quali  in assenza di valida prenotazione del posto, sono costretti ad una ulteriore penalità di € 10,00.

Tuttavia la prenotazione può essere effettuata fino ad esaurimento dei posti disponibili sul treno, inducendo molti pendolari, costretti loro malgrado a doversi recare al lavoro a rischiare anche la sanzione.

Oltre il danno la beffa verrebbe da dire!

Dunque oltre ai rincari – molto consistenti – i pendolari sono costretti a dover calcolare anche l’eventualità di una penale nel caso in cui non abbiano effettuato – non per loro colpa – la prenotazione.                                                                                                                                                                                                  Come facilmente si potrà intuire, le scelte di Trenitalia hanno destato le ire dei pendolari, degli utenti e di numerose associazioni che chiedono tariffe più eque e più accessibili ai lavoratori.

Trenitalia si difende sostenendo che quello dell’alta velocità è un “servizio a mercato” e non un “servizio universale”, quest’ultimo inteso come un servizio di pubblica utilità, per il quale non è possibile l’equilibrio economico, ma che si ritiene necessario garantire alla collettività, eventualmente  anche con interventi finanziari da parte dello Stato.

Forse, in un periodo di crisi e difficoltà economiche così diffuse, garantire collegamenti ferroviari efficienti ed a prezzi ragionevoli, è un onere di cui uno Stato democratico dovrebbe farsi carico.

note

Autore immagine Pixabay


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI