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Adozioni: prevalgono gli affetti sui requisiti di età

1 febbraio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 febbraio 2017



Una sentenza del Tribunale dei minori di Salerno affida alla baby sitter una bambina abbandonata dalla madre. Anche se la tata aveva più di 50 anni.

La necessità di salvaguardare la continuità degli affetti prevale sui requisiti di età di chi vuole adottare un bambino trascurato. Così si è espresso il Tribunale dei minori di Salerno sul caso di una baby sitter che, stanca di veder soffrire la bambina di 4 anni che curava da quando la piccina aveva 5 mesi, abbandonata dalla madre, è riuscita ad avere in adozione la piccola nonostante mancasse uno dei requisiti previsti in questi casi: quello dell’età. La donna, infatti, ha più di 50 anni. Tuttavia, per il giudice, prevale la necessità di mantenere gli affetti della piccola, cioè l’interesse del minore.

La baby sitter può adottare il minore che cura se abbandonato

La sentenza del Tribunale dei minori di Salerno [1] apre una nuova porta all’adozione di un minore abbandonato, perché riconosce che prevalgono gli affetti del bambino sui requisiti di età dei genitori adottivi. Oltretutto, in questo caso, genitori non particolarmente abbienti: lei, appunto, fa la baby sitter, lui il bagnino precario. La coppia ha già quattro figli, ma la donna, vedendo che la bambina era trascurata dalla madre biologica, nel 2014 aveva chiesto al Tribunale di averla in affidamento. Richiesta che fu esaudita. Poi, un’altra richiesta, quella di adottarla definitivamente, nonostante mancasse il requisito di età. La madre era completamente assente e si era fatta viva solo quando è scattata la richiesta di adozione. Insieme a lei, un indiano che minacciava di portarsela via. I Carabinieri, allertati dalla baby sitter, hanno fatto delle indagini che hanno portato alla decisione del giudice di togliere alla madre naturale la responsabilità genitoriale sulla figlia. E a concedere alla baby sitter l’adozione della piccola perché «prevale la necessità di salvaguardare la continuità degli affetti» sui requisiti di età.

Adozioni: la legge sulla continuità degli affetti

Quindi, la sentenza del Tribunale dei minori di Salerno applica la legge sul diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare [2]. Una legge che ha riformato la normativa in materia di affidamento dei minori, per evitare che il legame tra il bambino ed i genitori affidatari venga spezzato, soprattutto se nell’interesse del minore. Cosa che il giudice valuta caso per caso.

Viene disposto, in particolare, che, se durante un lungo periodo di affidamento il minore è dichiarato adottabile, ed i genitori affidatari, purché coniugati e non separati, chiede di adottarlo, il Tribunale «tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria». Questo principio è valido anche quando il minore faccia ritorno nella famiglia di origine o sia adottato da altra famiglia. Ma anche nell’ipotesi di un prolungato periodo di affidamento di un minore a cui manca un genitore, come nel caso di Salerno. Tanto più l’altro di genitore si disinteressa del figlio affidandolo sistematicamente ad una baby sitter.

note

[1] Trib. Minori Salerno, sent. n. 82/2016.

[2] Art. 4, nuovo co. 5-bis, legge n. 184/1983.

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