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Se sulla banconota ci sono delle scritte è valida?

18 Gennaio 2017
Se sulla banconota ci sono delle scritte è valida?

Scritte, disegni e scarabocchi sui soldi: il venditore può rifiutarsi di accettare la banconota o questa è ancora valida?

Anche se sulle vecchie lire erano più frequenti rispetto agli euro (forse perché ce ne sono meno in circolazione?), scritte e scarabocchi sulle banconote sono sempre state tollerate da chi riceve denaro in contanti nella convinzione che nessuno rifiuterebbe mai un pagamento solo perché sono stati aggiunti, a penna, due bei baffi alla Salvator Dalì. Ma, ai fini legali, la banconota con delle scritte è valida? Un negoziante o qualsiasi altro creditore potrebbe legittimamente rifiutare la consegna di soldi rovinati con degli appunti, scarabocchi o altri segni? La soluzione è fornita da una circolare della Banca Centrale Europea del 2003 [1] e dalle successive istruzioni pubblicate dalla Banca d’Italia sul proprio sito. Vediamo cosa viene stabilito.

In linea generale, le filiali della Banca d’Italia sono tenute a sostituire i soldi scritti o danneggiati con altri integri dello stesso taglio solo se:

  • il possessore è in buona fede (non risulta cioè essere l’artefice delle scritte);
  • se si tratta di danneggiamenti modesti ossia piccole scritte, numeri o annotazioni.

Quando invece non ricorrono tali circostanze o risulti la colpa del possessore nella tenuta della banconota, la Banca d’Italia può rifiutarne la sostituzione e, in tal caso, trattiene i soldi rovinati. Si tratta di una valutazione che viene effettuata dal personale di Bankitalia discrezionalmente.

Il venditore è tenuto ad accettare una banconota scritta?

Atteso il rischio che la nostra Banca Centrale possa rifiutare la sostituzione delle monete gravemente rovinate, si potrebbe concludere nel seguente modo: posta in linea generale l’efficacia delle banconote nonostante queste presentino delle scritte, almeno finché le stesse non vengono ufficialmente ritirate dalla circolazione, non è tuttavia obbligo del venditore accettarle, salvo si tratti di scritte di entità minima e irrisorie rispetto alla dimensione della carta. Difatti, il creditore non è tenuto ad accollarsi il rischio di un eventuale rifiuto, da parte delle autorità, al cambio della banconota.


note

[1] Banca Centrale Europea 2003/4 del 20 marzo 2003.


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