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Se la mia casa viene distrutta dal terremoto chi mi risarcisce?

18 gennaio 2017


Se la mia casa viene distrutta dal terremoto chi mi risarcisce?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2017



A torto si ritiene comunemente che, nel caso in cui il terremoto distrugga la nostra casa, a risarcirci sia lo Stato o qualche altro fondo per le vittime terremotate. Ma le cose non vanno così.

Quando si pensa al terremoto la prima preoccupazione è sempre quella di poter salvare la propria vita e quella dei propri cari da una catastrofe improvvisa, che coglie anche i più attenti. Ma, subito dopo, il pensiero va inevitabilmente al danno economico. La perdita della casa di proprietà ha sicuramente un impatto enorme, non solo per il profilo affettivo (specie per quanto riguarda gli oggetti in essa contenuti), ma anche e soprattutto per il portafogli. Chi paga in questi casi? Chi ci risarcisce se la nostra casa dovesse essere distrutta dal terremoto? E che succede se c’è un mutuo in corso?

Non sarà, purtroppo – come i poco informati credono – lo Stato a ridarci i soldi o a garantirci un secondo tetto, né ci sarà qualche fondo di garanzia o di solidarietà. Salvo infatti ad aver stipulato un’apposita assicurazione contro il terremoto, ogni rischio di crollo ricade sul proprietario. Sarà al “buon cuore” delle casse erariali prevedere benefici e sostegni come, ad esempio, la collocazione provvisoria in containers o la sospensione dall’obbligo di pagamento delle tasse. Quasi ridicola, a riguardo, la decisione adottata l’anno scorso, in favore delle popolazioni terremotate del centro Italia, di non richiedere il versamento del canone Rai: passata come una misura “umanitaria” – per un totale di 100 euro annui – in realtà era impossibile pensare che, in assenza di una casa, le famiglie potessero guardare la televisione e, magari, accenderla a un impianto della luce non più funzionante.

In Italia non esiste – al contrario di quanto avviene con la circolazione delle auto – l’obbligo di assicurare la casa. È una scelta che fa il singolo proprietario e che potrebbe essere estesa al rischio di terremoto. È questo l’unico modo per garantirsi un risarcimento nel caso di crollo dovuto a sisma. Una scelta che andrà valutata con una certa attenzione, d’ora innanzi, specie se si considera il forte rischio sismico di determinate zone della penisola.

Dunque, se la casa viene rasa al suolo dal terremoto e c’è ancora un mutuo in corso, il proprietario resterà obbligato a versare le rate alla banca (leggi Casa con mutuo in corso, se il terremoto la distrugge va pagata).


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4 Commenti

  1. In realtà non è così semplice!
    Mi pare fosse il 20/05/2012 (governo Monti), proprio 3 gg. dopo la prima scossa in Emilia, fù pubblicata una legge che stabilisce il trasferimento degli oneri derivanti dalle catastrofi naturali. Tuttavia l’ultimo comma sospendeva e sospende l’efficacia della stessa, in attesa dell’emanazione di Regolamenti per stabilire il passaggio dal Pubblico al Privato.
    Ad onor del vero, quindi, in assenza di novità regolamentari, l’indennizzo da parte dello Stato è, come sempre fino ad oggi, conseguente ad una delibera del governo, con priorità per i privati e con diverso criterio per le attività produttive, agricole, ecc.

  2. dovrebbe diventare un obbligo per tutti stipulare un’assicurazione contro terremoti e calamità naturali, con l’accortezza da parte dei politici, di verificare che le quote assicurative siano in linea con i principi europei e non, come quelli italiani, dedicati alla speculazione.

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