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Atti vandalici: aumenta l’assicurazione?

19 Gennaio 2017


Atti vandalici: aumenta l’assicurazione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Gennaio 2017



Sono coperto da un’assicurazione auto per atti vandalici: l’altro giorno ho denunciato una serie di graffi, strisce e rigate fatte da ignoti sulla carrozzeria dell’auto. Questo comporterà un aumento della mia polizza?

Un atto vandalico subito da un’auto non è considerato come un incidente stradale con responsabilità a carico del conducente. Con l’espressione «atto vandalico» si intende, infatti, non già un danno determinato dalla circolazione dell’auto – circostanza per la quale copre la polizza rc auto obbligatoria, con il noto meccanismo di bonus e malus di aumento del premio, in caso di responsabilità dell’assicurato – ma il danneggiamento o il deturpamento di un veicolo per puro gusto di distruzione. Si tratta di un comportamento che, se avviene per strada e non in un luogo privato (nel qual caso, si tratta di «danneggiamento semplice», ormai depenalizzato), è punito dal codice penale [1] e costituisce reato.

Per ottenere il risarcimento nel caso di atti vandalici bisognerebbe rivolgersi al soggetto responsabile, eventualmente previa querela e conseguente processo penale con costituzione di parte civile. Ma poiché questi è spesso ignoto o nullatenente, l’altra alternativa è contrarre un’apposita polizza assicurativa. Polizza che, è bene chiarirlo, non è compresa nella normale assicurazione obbligatoria sulla circolazione (rc auto). Proprio dall’indipendenza di tale contratto rispetto alla polizza per i danni conseguenti a incidenti stradali, deriva il fatto che, in caso di atti vandalici, non può aumentare il premio di quest’ultima, con abbassamento della classe di merito. Insomma, la denuncia di un atto vandalico all’assicurazione non può influenzare l’applicazione delle regole della tariffa bonus/malus dell’assicurazione rcauto. Regole che prevedono il peggioramento della classe di merito solo in caso di incidente con danni a terzi nel quale all’assicurato venga addebitata la «responsabilità principale» ossia una quota di responsabilità superiore al 51 per cento.


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