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Pensione, Ape sociale anche per gli invalidi al 60%

1 febbraio 2017 | Autore:


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Anticipo pensionistico agevolato esteso agli invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa del 60%: le ultime novità sull’Ape.

Ape sociale aperta anche agli invalidi del lavoro: è attualmente allo studio la modifica della normativa sull’anticipo pensionistico a carico dello Stato, che, allo stato attuale, esclude ingiustamente gli invalidi del lavoro dalla platea dei destinatari. Le percentuali di riduzione della capacità lavorativa elaborate in merito a questa categoria, difatti, non corrispondono alle ordinarie percentuali d’invalidità: per questo motivo, si è deciso di estendere l’Ape sociale anche agli invalidi del lavoro con invalidità dal 60% in su.

La modifica dovrebbe essere attuata col decreto Milleproroghe o col decreto Omnibus, anche se non si esclude che possa essere introdotta direttamente dal decreto attuativo della Legge di bilancio 2017. Non sarà, comunque, l’unica modifica introdotta con questi decreti: si discute, difatti, sulla possibilità di estendere l’Ape sociale ad ulteriori categorie ingiustamente escluse dal beneficio, come i lavoratori autonomi che svolgono attività faticose e pesanti (a causa della formulazione della Legge di bilancio, possono beneficiare dell’Ape sociale solo i dipendenti appartenenti a questa categoria).

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’Ape sociale e chi può beneficiarne.

Ape sociale: come funziona

L’Ape sociale o anticipo pensionistico agevolato, consiste nella possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, rispetto ai requisiti di età previsti per la pensione di vecchiaia (dal 2018, pari a 66 anni e 7 mesi per tutti), come l’Ape ordinaria, o volontaria.

In pratica, il lavoratore può cessare dal servizio a 63 anni di età e fruire di un assegno sino alla maturazione dell’età pensionabile.

L’assegno che viene erogato dall’uscita dal lavoro sino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia, però, non è ottenuto, come nell’Ape volontaria, con un finanziamento bancario, ma è erogato direttamente dallo Stato. Inoltre, a differenza dell’Ape volontaria, l’Ape sociale ammonta all’intera futura pensione del beneficiario e non a una sua percentuale, ma non può superare i 1.500 euro mensili.

Ape sociale: requisiti

Per ottenere l’Ape sociale si devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata;
  • essere disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, senza percepire da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione spettante; chi appartiene a questa categoria deve possedere almeno 30 anni di contributi;
  • essere lavoratori dipendenti, o autonomi, che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; anche per questa categoria è necessario il possesso di 30 anni di contributi;
  • essere lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%; sono necessari anche in questo caso almeno 30 anni di contributi;
  • grazie alle modifiche attualmente allo studio, la riduzione della capacità lavorativa dovrebbe essere pari o superiore al 60% per gli invalidi del lavoro;
  • essere lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (cioè ai lavori appositamente elencati da un noto decreto del 2011 [1]), o che svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Per gli addetti alle attività faticose e pesanti, però, ci vogliono almeno 36 anni di contributi.

Ape sociale: come si chiede

L’Ape sociale potrà essere richiesta a partire dal 1° maggio 2017. La Legge di bilancio non definisce le modalità per inviare la domanda, che saranno specificate dal decreto attuativo della legge stessa, di prossima emanazione. Ci sarà, comunque, una prima fase di accertamento dei requisiti per l’accesso al beneficio e successivamente si potrà ricevere l’assegno: dell’intera procedura si occuperà l’Inps. Sicuramente l’accesso alla procedura di domanda potrà avvenire sia attraverso il sito dell’Inps (per cui è consigliabile munirsi quanto prima di codice Pin o d’identità unica digitale Spid), sia tramite patronato.

Ape sociale: quando si perde

L’Ape sociale è incompatibile con:

  • i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria (Naspi);
  • con l’Asdi (l’assegno che può essere percepito dopo aver terminato la Naspi);
  • con l’indennizzo previsto per la chiusura attività, per i commercianti.

Inoltre il beneficiario decade dal diritto all’indennità:

  • nel caso di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato;
  • in caso di percezione di redditi da lavoro dipendente o co.co.co. superiori a 8000 euro l’anno;
  • in caso di percezione di redditi da lavoro autonomo superiori a 4800 euro l’anno.
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1 Commento

  1. Una boiata l ape social.E i disoccupati che come me lo sono da dodici anni con 23 anni di contributi ed invalido al 85 per cento?dove sono i disoccupati con trent’anni di contributi oggi giorno… saluti Roberto nieto

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