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Posso andare nel bagno di un bar senza pagare consumazione?

19 gennaio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2017



Un locale pubblico deve avere una toilette a disposizione dei clienti. Ma chi non paga, può usare il bagno? Ed il proprietario può mettere una “tariffa-pipì”?

 

Al cuore non si comanda. Ma nemmeno a certe esigenze fisiologiche che arrivano spesso nei momenti più inopportuni. Quando c’è da andare, c’è da andare. In certi casi, il più velocemente possibile. Se si è in giro in città, la prima scritta che si cerca è quella di un bar. Che, in quanto locale pubblico, deve avere un bagno a disposizione. Ma se ho già preso il caffè ed è troppo presto per l’aperitivo, posso andare nel bagno del bar senza pagare la consumazione? O sono obbligato a ordinare qualcosa per risolvere l’emergenza (possibilmente dopo, per non aggiungere un danno al danno)?

C’è una normativa che obbliga gli esercizi pubblici ad avere un bagno. Non c’è, invece, quella che obbliga il gestore dell’esercizio pubblico (in questo caso un bar, ma potrebbe essere anche un negozio) a metterlo a disposizione dei clienti in maniera gratuita. Insomma, il “bisognino”, in un modo o in un altro, bisogna pagarlo. A meno di non trovarsi di fronte ad un esercente particolarmente comprensivo e disponibile: se la gentilezza paga, magari il cliente apprezza il gesto e, risolta l’emergenza idrica, si ferma non per un caffè ma addirittura per un cappuccino. Con il cornetto. Alla marmellata. Tanto, ormai non ha più la stessa fretta.

Bagno pubblico: qual è l’obbligo del proprietario del bar

Il proprietario di un bar è tenuto soltanto ad avere un bagno. A norma e funzionante. Altrimenti è passibile di sanzioni. Soprattutto se il cliente ha ordinato e pagato una consumazione ma si sente dire che il bagno non c’è o è fuori uso. In questo caso, l’avventore può chiamare i vigili urbani per una verifica (intanto che arrivano i vigili, può soddisfare le sue esigenze fisiologiche in un altro bar). Se dal controllo emerge che, in effetti, il locale non ha un bagno a disposizione, il proprietario pagherà la multa.

L’importante, dunque, è che il cliente paghi una consumazione per poter pretendere di utilizzare il bagno. Secondo il Tulps, il Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza [1], il gestore di un pubblico esercizio non può rifiutarsi di mettere la sua toilette a disposizione di un cliente pagante senza giustificato motivo. Ecco due concetti importanti contenuti nel Testo per non poter negare un bagno: che chi ne ha bisogno sia un cliente pagante, cioè che abbia preso almeno un caffè o un pacchetto di caramelle, e che non ci sia un giustificato motivo. Ma siccome la legge costringe il titolare del pubblico esercizio ad avere sempre un bagno a norma e funzionante, l’unico giustificato motivo che verrebbe in mente per impedire ad un cliente di utilizzarlo è che il bagno sia occupato. O che un quarto d’ora prima, causa abuso di carta igienica da parte di qualche sconsiderato avventore, il bagno si sia allagato. Sì, certo, ci sarebbero altri motivi per cui negare un bagno in un bar ad un cliente. Ad esempio, che chi lo chiede sia una persona molesta, che dà fastidio agli altri forse perché troppo alticcio. Ma qui subentra il diritto dell’esercente ad allontanarlo dal suo locale, non tanto la questione del bagno.

Cosa non può fare il proprietario del bar? Far pagare una tariffa fissa, una sorta di “tassa-pipì” per andare in bagno senza consumare. Qualche gestore è stato multato perché faceva pagare 1 euro per usare il bagno del bar al cliente che non voleva la consumazione. “Tutto sommato”, si difendono gli esercenti, “noi paghiamo l’acqua, la pulizia, il sapone, la carta igienica…” Non avrebbero tutti i torti. Ma è anche vero che se pago per andare in bagno, pretendo che splenda. Cosa più unica che rara a una certa ora del giorno. Perché dovrei pagare per un servizio (un servizio, appunto) scadente, anche se ci devo solo fare la pipì? Inoltre, e calcoliamo al ribasso, 50 persone che usano il bagno ogni giorno equivalgono a 50 euro. E con 50 euro hai voglia a comprare sapone e carta igienica.

Una cosa stupisce: perché ai pubblici esercenti viene chiesto di mettere a disposizione dei clienti il proprio bagno ed a Trenitalia no? In un luogo pubblico come una stazione ferroviaria o della metropolitana, perché bisogna avere un euro in tasca per andare di corsa in bagno (si sconsiglia di perdere tempo a cercare di cambiare moneta: potrebbe essere devastante)? Chi ha acquistato un biglietto del treno non è un cliente di Trenitalia, quindi con il diritto di usufruire dei servizi pubblici della stazione?

note

[1] Art. 187 Tulps.

Autore immagine: Pixabay.com

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49 Commenti

  1. SALVE, sono stato di recente al bar di questa universita’ che pare sia riconosciuta dal ministero
    non ho avuto la ricevuta del caffe’ , l’ho pagato 10 centesimi in piu’e mi e’ stato comunicato che non possono servire i non iscritti. Io sono studente della SAPienza oltretutto. Non so se risulta associazione culturale , con tanto di servizio di ristorazione e bar ecc… Che ne pensate? come stanno le cose?Grazie

  2. Io sapevo fosse piu complicato di cosi. Se un esercizio non fa setvizio al banco e non ha tavolini (fa solo servizio al banco), non è obbligato ad avere un bagno di servizio per i clienti. Io ho una gelateria e non facendo servizio al banco nel locale il bagno x i clienti non ce l’ho. Poi onestamente vedere come la gente usa bagni non loro penso sempre meglio cosi…mi farebbe uno schifo assurdo pulire la maleducazione altrui…

    1. A lei non capita mai, magari da turista, di avere necessità di utilizzare la toilette di un locale, soprattutto bar e gelaterie? Sa quanti caffè non desiderati si bevono per dimostrare cortesia al gestore per aver utilizzato la toilette! Certo i maleducati ci sono, purtroppo. Personalmente in un bar che non permette l’uso della toilette o in un ristorante in cui il bagno è perennemente guasto io non ci vado, a priori. Se mi scappa non posso di certo godermi la colazione o la cena

  3. Buonasera.
    Sono titolare di un bar. Raro che un cliente dica ” scusi posso usare il bagno” In genere consuma un caffè (1,1 euro) è senza chiedere se ne va per conto suo guardando a dx e sx e usa il bagno. Se io entro a casa d’altri pur avendone diritto, chiedo educatamente “posso?”. Per quanto riguarda il commento ” 50 clienti 50/55 euro” facciamo due conti . 55 meno l’iva circa 11 euro fanno 44. a 44 euro devo togliere carta igienica, l’acqua, carta per le mani, sapone, detersivi e disinfettanti vari, pulizie, luce , lo zucchero, il caffè, il latte, il lavaggio della tazzina. Si perchè chi pulisce viene pagato e, a seconda dell’educazione si pulisce anche più volte e si pulisce cacca e piscio!!! Da tener presente che spesso si abusa della carta per usi vari tanto è gratis. Non ho mai fatto i conti precisi ma dai 44 euro tolgo tutte le spese della materia prima e correlati circa 23 euro e arriviamo a 21. Da 21 leviamo le tasse sul netto circa 12 euro. I rimanenti 8 euro sono x la carta il detersivo il sapone l’acqua etc… x 50 persone. E’ meglio se il caffè lo bevono da un’altra parte. Se poi la consumazione è un pacchetto di caramelle o un gelato il margine di guadagno lordo è tra i 20 e 40 cent. A parte i costi quello che si chiede è l’educazione e il rispetto e tutto diventa più facile ma non è così. Altrimenti ad ogni comune si può chiedere un vespasiano … ma costa troppo. La persona che dice ” se non mi danno il bagno gratis o quasi io la non la non ci vado” non ha capito niente.

    1. lo zucchero, il caffè, il latte, il lavaggio della tazzina… Queste cose nn le devi mettere nei 50 cent (o nei 44 euro giornalieri esenti Iva) perché io il caffè te lo pago a parte e come hai detto tu mi costa 1,1 euro… È da qui che li devi prendere i soldi per la roba suddetta!! Nn fare il furbo

  4. Mi è capitato in banca ‘Intesa San Paolo ‘io ero in qualità di clente ed ho chiesto di andare in bagno .mi è stato rifiutato

  5. Sul bagno in stazione, che c’è ma si paga 1 euro, sono d’accordo. Però sul fatto che debba farlo trenitalia mi sorgono dei dubbi, in quanto trenitalia mette appunto a disposizione del cliente i bagni dei treni. Non è affatto detto che tutti quelli che si trovano in stazione abbiano comprato il biglietto del treno (e che quindi siano clienti); però in qualità di luogo pubblico molto frequentato, dovrebbe esserci anche un bagno pubblico gratuito.

    1. meno male che qualcuno lo capisce. Mi sembra di essere gulliver nel paese dei nani, dove al contempo :
      1) vengono depenalizzati reati importanti;
      2) la giurisprudenza considera reato espletare per necessità i propri bisogni a cielo aperto;
      3) i comuni non fabbricano piu toilettes gratuite, nemmeno dopo il restiling di piazze .
      Ad ogni modo questi sono discorsi de lege ferenda. Mi piacerebbe sapere con certezza il de rege lata.

  6. Trenitalia non c’entra proprio nulla con la gestione delle stazioni, questa è affidata a RFI, centostazioni o Grandi Stazioni, e noi con i soldi del biglietto non paghiamo i loro servizi, ma solo quelli del trasporto puro e semplice. Uno dei servizi che RFI offre direttamente al pubblico è il bagno e quindi questo lo paghiamo nel momento in cui lo usiamo, altrimenti il suo costo non verrebbe coperto in altro modo. Cosa ben diversa dal bar, che può coprire questi costi con il prezzo del caffè, ad esempio.

    1. Il bagno nelle stazioni, soprattutto quelle affollate è un vero e proprio “business”. Milano Centrale incassa centinaia e centinaia di euro OGNI GIORNO e paga due o tre stranieri 800 euro al mese per le pulizie. E che dire dei bar all’interno della stazione? Secondo la legge dovrebbero avere una toilette gratuita a disposizione dei clienti paganti, ma nessuno di loro ce l’ha… ci sono solo quelle a pagamento (con tariffe ricche) per tutti: viaggiatori e non, clienti dei bar e non, di Trenitalia e non, di Rfi e non. Esattamente l’opposto di quanto prevede la legge. Azzarderei anche dire che i gestori delle toilette probabilmente pagano fior di soldi d’affitto a RFI… niente di più facile. Morale: urinare non è una necessità fisiologica… è un “business guidato e controllato”. E se non hai monetine… non riesci neanche a passare le barriere! 🙂

  7. Provate ad andare in Austria. La vergogna dell’Europa. Negli autogrill, che tu ti mangi il panino o ti bevi il caffé a prezzi esagerati, se devi andare in bagno paghi comunque!

    1. Sì, ma in Austria costa 50 centesimi e il biglietto di ricevuta lo si può scalare dal totale di quanto pagato per acquistare altri beni negli esercizi di quellsycatens entro un anno.

  8. Comunque chi scrive sto articoli specifichiamo che non è un luogo pubblico

    Ma un luogo aperto al pubblico differenza abissale..m

  9. la legge dice che lei deve tenere un bagno per emergenza senza che lei si deve prendere un euro ,senno lo chiude il bar

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