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News Posso mandare a scuola il bambino non vaccinato?

News Pubblicato il 19 gennaio 2017

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Approvato il nuovo Piano nazionale.  Sulla scuola, si spinge per il certificato di vaccinazione. Più vaccini gratuiti e sanzioni per chi li sconsiglia.

Con il via libera della Conferenza Stato-Regioni, l’Italia ha un nuovo Piano nazionale vaccini triennale fino al 2019. Lo Stato investirà 100 milioni di euro nel 2017, 127 milioni l’anno prossimo e 186 milioni di euro dal 2019 in poi.

Vengono confermate le sanzioni ai medici che sconsigliano le vaccinazioni e introdotti nuovi vaccini gratuiti per varie categorie di età. Alla domanda «Posso mandare a scuola il bambino non vaccinato?», il Piano risponde in maniera vaga, ma dà il suo orientamento, che spinge verso il certificato di vaccinazione. Vediamo nel dettaglio le novità.

Quali sono i nuovi vaccini gratuiti?

Il Piano nazionale prevede nuove vaccinazioni gratuite per diverse categorie di età:

  • nel terzo mese di vita del bambino, saranno gratuiti i vaccini contro il meningococco B e rotavirus. Si aggiungono ai primi richiamo contro poliomielite, tetano, difterire, epatite B, pertosse ed emofilo B;
  • tra i 13 ed i 15 mesi di età, si potrà fare la prima dose di vaccino contro la varicella ed il meningococco C. Si aggiungono a quelli contro morbillo, parotite e rosolia, già previsti in passato;
  • a 12 anni ci sarà il richiamo per l’anti Hpv (papillomavirus) per i maschi, quindi non più solo per le femmine. Si faranno anche il tetravalente del meningococco (cioè di tipo A, C, Y e W) e quello dell’anti poliomielite;
  • a 65 anni sono previsti l’anti pneumococco e l’anti zoster, per combattere quella forma di herpes che comunemente si conosce come “Fuoco di S. Antonio”.

Posso mandare a scuola il bambino non vaccinato?

Attualmente sono le singole Regioni ed i Comuni a decidere se si può mandare a scuola un bambino non vaccinato. L’Emilia Romagna ed il Comune di Trieste, ad esempio, hanno già una legge, Lazio e Toscana ci stanno lavorando. Il nuovo Piano nazionale vaccini si pone come modello per approvare una nuova normativa in materia che garantisca «la protezione degli individui e della comunità, con misure correlate». Una di queste, si legge sul documento, potrebbe essere «l’obbligo di certificazione dell’avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’ingresso scolastico». In parole più semplici: l’orientamento del Piano è quello di spingere per accettare a scuola soltanto i bambini vaccinati.

Le sanzioni ai medici che sconsigliano i vaccini

Il Piano nazionale vaccini conferma le sanzioni per i medici che, in qualche modo, ostacolino le vaccinazioni dei bambini. In burocratese, il documento avverte che verrà effettuata «una ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell’offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunità». Tradotto: i medici che metteranno i bastoni tra le ruote al ciclo di vaccinazioni, verranno puniti da un punto di vista contrattuale se dipendenti dello Stato.

Le altre misure del Piano vaccini

Il Piano nazionale vaccini prevede una nuova anagrafe, a cura delle Asl, che contenga un quadro di chi è stato vaccinato e contro che cosa, in modo da completare quella sorta di carta di identità sanitaria di ogni assistito. In questo modo, medici ed autorità sanitarie avranno a disposizione molte più informazioni riguardo il potenziale paziente che si trovano davanti.
Si prevedono, inoltre, «azioni di educazione sanitaria e di responsabilizzazione dei cittadini, già a partire dalla scuola», coinvolgendo anche il personale sanitario. Il quale, conclude il Piano nazionale, avrà il compito di essere«“fautore dell’interesse individuale e collettivo delle vaccinazioni, instaurando relazioni attente alle esigenze e preoccupazioni dei singoli, basate sul dialogo chiaro e comprensibile, l’importanza del quale è maggiormente evidente se solo si pensa alla relazione tra operatore sanitario e genitore nel complesso processo decisionale che è la vaccinazione dell’infanzia». Insomma: più informazione, possibilmente esaltando i vantaggi dei vaccini.


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3 Commenti

  1. Si può richiedere al medico che ffettua il vaccino di rilasciare una dichiarazione attestante l’assoluta sicurezza dei vaccini e di dihciarae per iscritto che il vaccino non comporta rischi di sorta?

  2. Se uno ha già fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, è a posto o ne devono aggiungere altre?

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