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Fallimento di un condomino: chi paga i debiti?

10 Febbraio 2017


Fallimento di un condomino: chi paga i debiti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2017



In un condominio, una società (condomina) è stata oggetto di concordato fallimentare. Chi risponde dei debiti che ha lasciato, visto che ora la proprietà è passata ad altra società?

Dal quesito posto emerge che il debito residuo (quello, cioè, per le quote condominiali impagate della società sottoposta alla procedura concorsuale e non oggetto né di anticipo da parte degli altri condomini virtuosi, né di possibile recupero attraverso l’obbligo solidale nei confronti del condomino subentrante) non è stato oggetto di domanda di insinuazione al passivo fallimentare e, perciò, non potrà essere recuperato per tale via.

È pur vero, comunque, che di tale debito la società, alla chiusura della procedura fallimentare, tornerà a dover rispondere nei confronti dei creditori, ma se non vi è intenzione da parte dei condomini di aggredire il patrimonio della debitrice è consigliabile che sia convocata l’assemblea e, rese note le modalità di eventuale recupero di tale residuo debito e evidenziate le (scarse) possibilità di successo dell’azione, si faccia esprimere all’assemblea stessa la decisione in ordine al recupero o meno di tale importo.

Difatti, stante l’obbligo in capo all’amministratore di procedere [1], salva espressa dispensa da parte dell’assemblea, al recupero  forzoso dei contributi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso, onde evitare qualsiasi eventuale futura lamentela e azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore, è assai opportuno che l’assemblea si esprima dispensando l’amministratore dall’intraprendere le altrimenti per lui doverose azioni di recupero con voto unanime di tutti i condomini. E la ragione per cui si ritiene che sia necessario, per dispensare l’amministratore dalle azioni di recupero, il consenso unanime di tutti i condomini deriva dal fatto che, nell’ipotesi in cui i creditori del condominio non dovessero recuperare i propri crediti nei confronti dei condomini morosi, essi hanno la possibilità di aggredire  (sebbene  in via residuale, cioè dopo aver inutilmente tentato il recupero nei riguardi dei debitori) anche i condomini in regola con il pagamento delle spese condominiali [2].

Ed è allora indispensabile che tutti i condomini abbiano espresso il loro parere favorevole allo scopo di dispensare l’amministratore dall’agire per recuperare quel credito.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte

note

[1] Ai sensi dell’art. 1129, co. 9 cod. civ.

[2] Art. 63 disp. att. cod. civ.


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