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Incidente a scuola: chi è il responsabile?

21 gennaio 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 21 gennaio 2017



In caso di incidente occorso in un edificio scolastico statale, in capo a quali soggetti si radica il potere-dovere di custodia?

Occorre premettere che — ai sensi dell’art. 3 comma 1 della legge 11 gennaio 1996, n. 23 — provvedono alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici statali:

a) i Comuni, per quelli da destinare a sede di scuole materne, elementari e medie;

b) le Province, per quelli da destinare a sede di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, di conservatori di musica, di accademie, di istituti superiori per le industrie artistiche, nonché di convitti e di istituzioni educative statali.

Il comma 2 del medesimo articolo dispone altresì che, in relazione agli obblighi per essi stabiliti dal comma 1, i Comuni e le Province provvedono altresì alle spese varie di ufficio e per l’arredamento e a quelle per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista dell’acqua e del gas, per il riscaldamento ed ai relativi impianti. A sua volta il comma 3 prevede che per l’allestimento e l’impianto di materiale didattico e scientifico che implichi il rispetto delle norme sulla sicurezza e sull’adeguamento degli impianti, l’ente locale competente è tenuto a dare alle scuole parere obbligatorio preventivo sull’adeguatezza dei locali ovvero ad assumere formale impegno ad adeguare tali locali contestualmente all’impianto delle attrezzature.

Infine il comma 4 stabilisce che gli enti territoriali competenti possono delegare alle singole istituzioni scolastiche, su loro richiesta, funzioni relative alla manutenzione ordinaria degli edifici destinati ad uso scolastico. A tal fine gli enti territoriali assicurano le risorse finanziarie necessarie per l’esercizio delle funzioni delegate.

Ne consegue che la custodia dell’edificio scolastico statale, incluse le pertinenze e i relativi arredi, è in primo luogo da ritenersi radicata in capo all’Ente territoriale (Comune o Provincia) tenuto per legge alla relativa manutenzione ordinaria e straordinaria. Pertanto la responsabilità ex art. 2051 c.c. nel caso di sinistri occorsi ad alunni, personale docente e non, terzi frequentatori non abituali del plesso scolastico causati dalla rottura di parti strutturali e/o arredi dell’edificio scolastico ricade in primo luogo sull’Ente territoriale competente.

Tuttavia, può configurarsi una concorrente responsabilità da  cose  in  custodia  dell’istituto scolastico di qualunque ordine e grado (e non anche del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, legittimato passivo invece per tutti i sinistri legati a omessa sorveglianza degli alunni da parte del personale docente statale che si trova in rapporto organico con l’Amministrazione della Pubblica Istruzione dello Stato, a cui l’art. 15 del d.P.R. n. 275 del 1999 ha riservato le funzioni relative al reclutamento del personale). Invero tutte le scuole statali — le quali, per effetto dell’estensione della personalità giuridica, prevista dalla legge delega n. 59 del 1997 e dai successivi provvedimenti di attuazione, ai circoli didattici, alle scuole medie e a tutti gli istituti di istruzione secondaria, costituiscono organi dello Stato muniti di personalità giuridica e sono inserite nell’organizzazione statale (Cass. 28 luglio 2008, n. 20521) — hanno certamente la concreta permanente disponibilità  di  fatto  e  giuridica  degli edifici scolastici e dei relativi arredi (in sostituzione dell’amministrazione centrale) e quindi possono e debbono intervenire, anche in via d’urgenza, quanto meno per segnalare l’anomalia della cosa custodita impedendone al contempo l’uso in attesa dell’intervento manutentivo da parte dell’ente territoriale.

In particolare mette conto evidenziare che gli Istituti tecnici e professionali, hanno ricevuto sin dalla legge n. 889/31, ed al fine di consentire la realizzazione della attribuita autonomia gestionale ed amministrativa, la veste di organi dell’Amministrazione della Istruzione dotati di personalità giuridica (Cass. n. 16560/04) e pertanto muniti del potere di assumere le relative obbligazioni (Cass. n. 9089/98, n. 11041/96, n. 10982/96). In coerenza con l’attribuzione della personalità giuridica in funzione dell’esercizio dell’autonomia amministrativa e di gestione, se da un lato si è sempre escluso che l’agire del personale docente, e la responsabilità per il suo scorretto esercizio, possa impegnare l’Istituto stesso e non, direttamente, l’Amministrazione della quale l’Istituto è articolazione periferica (Cass. n. 10042/06 — 14484/00 – 9742/97 — 341/96 – S.U. 13169/91 e 12169/90), dall’altro deve ritenersi che qualora invece, si verifichi un infortunio di uno studente per deficienze strutturali e/o manutentive dei locali o degli arredi dell’Istituto, la responsabilità civile ricada su quest’ultimo che li ha in custodia e/o dell’ente locale tenuto alla relativa manutenzione e non già sul Ministero della Istruzione. Il potere-dovere di custodia ricade invece in via esclusiva  sull’Istituto  scolastico  ove si tratti di alterazioni improvvise  ed  imprevedibili dello stato del bene ascrivibili all’uso dello stesso operato da terzi (si pensi al caso di scivolosità del pavimento dovuta allo spargimento di liquido incolore ad opera di un alunno). Infine non può sottacersi che, con riguardo alle attrezzature scolastiche anche il direttore didattico ha veste di custode ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2051 c.c., mancando qualsiasi norma che demandi ad altri soggetti lo specifico potere di custodia delle stesse, e trattandosi dell’organo al quale è attribuita, in funzione degli ampi poteri gestionali ed operativi ad esso riconosciuti ed in collegamento con il potere giuridico di disporre dell’edificio scolastico, la disponibilità di fatto e giuridica dei materiali ed attrezzi scolastici, sovrapposta al potere di fatto, limitato e controllato, del personale docente sulle attrezzature stesse (Cass. 28 agosto 1995, n. 9047).

Ad avviso della Corte di Cassazione nel direttore didattico può riassumersi la figura del «custode» con riguardo alle attrezzature scolastiche, se si considera che trattasi dell’organo cui è rimessa, sul piano operativo, la gestione delle scuole a lui affidate, l’esecuzione delle deliberazioni degli organi collegiali inerenti alla gestione e la vigilanza sullo svolgimento della scuola, e in difetto di qualsiasi norma che demandi ad altri soggetti lo specifico potere di custodia. Questo risulta, infatti, collegato alla disponibilità di fatto e giuridica sugli attrezzi scolastici (Cass. S.U. n. 12019/91; Cass. n. 6340/88, etc.) e non può che essere rapportato all’organo dell’amministrazione scolastica dotato di più ampi poteri sul piano attuativo e gestionale, sicuramente dotato, quale consegnatario dei materiali ed attrezzi scolastici, di un potere di fatto sugli stessi che si sovrappone a quello, limitato e controllato, del personale docente e si collega ad un potere giuridico di disporre della cosa che di esso funge da supporto.

Nel caso di infortunio occorso in un edificio scolastico statale, è da ritenersi che la qualifica di custode possa essere attribuita a più soggetti, tra i quali vanno annoverati l’Ente territoriale, tenuto alla manutenzione ordinaria e straordinaria del cespite, e l’Istituto in quanto organo statale dotato di personalità giuridica autonoma avente la disponibilità concreta e permanente del plesso, senza potersi escludere una responsabilità in proprio dello stesso Dirigente scolastico.

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